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Cenacolo dei Descrivendi

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by Rasputin

Il libro di Sabrina Carniel Diaz (cranio)

La "nostra" Sabrina ( in arte CRANIO ) ha pubblicato il Suo nuovo Libro .

Di seguito ciò che Ella stessa ha scritto citandoci.

Non credevo che far nascere un libro richiedesse un certo tipo di impegno...


ri-letture e correzioni, copertina e company, e poi alla fine, come per incanto, ti ritrovi davanti alla tua prima creatura letteraria, se così vogliamo dire, ad un tuo mondo interiore diviso in stagioni che prende forma e spazio, che si delinea nella lentezza delle cose e del tempo.

Decidere di realizzarlo non è stato facile, non ho mai pensato che la mia penna potesse incidere piacevolmente gli Animi…

così vi presento il mio primo libro: “E quell che resta è già abbastanza”, il mio Zibaldone di bordo in vita quotidiana, vorrei condividerlo con voi, per il semplice motivo che siete parte integrante di questo mio viaggio, di questo mio libro, insomma, la mia famiglia di penna!

Un grazie di cuore con tutto il mio affetto va a Stefano Cona, grazie per avermi sempre accolta, in tempi non molto lontani nel tuo bellissimo sito letterario, grazie anche a tutti I poeti che ho conosciuto e che mi hanno arricchito l’Anima con i loro versi e la loro amicizia, e non per ultimo, un grazie particolare colmo di affetto sincero per Danilo Marcocci, in arte Danilomar, grazie per avermi sempre spronato e di aver creduto in me, T.V.B.!

Un grazie di cuore all'editore Silviadenti Edizioni DivinaFollia...

*************************************************

 

Un grandissimo augurio di successo per questa Sua "fatica letteraria" e un invito a Tutti Voi di poter conservare Sabrina sul Vostro comodino. Le sue parole e i Suoi sentimenti ci renderanno più sereni e più ricchi nel cuore e nell'animo.

 

Per lasciare un Vostro pensiero alla nostra amica Sabrina cliccare qui:

http://www.descrivendo.com/index.php?option=com_kunena&view=topic&catid=152&id=423832&Itemid=171

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Ultime attività

  • arturo veneziano risposto alla discussione 'A Pasquale Romano ucciso per sbaglio' nel forum.
    sarà passato forse un anno...un testo che mi lascia tanta rabbia dentro
    Leggi tutto...
    9 minuti
  • puerlongaevus ringrazia l\'utente 'fintipa2' nel forum.
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  • arturo veneziano ringrazia l\'utente 'f.almerighi' nel forum.
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  • puerlongaevus risposto alla discussione 'SIAMO UOMINI O AVATAR? (parafrasando Totò)' nel forum.
    Rosario ha scritto:
    << ... che ne è del ROsariello pletorico cui sono abituato? ...>>
    da un commento di F. Almerighi


    SIAMO UOMINI O AVATAR? (parafrasando Totò)


    Come può l’alveo fragile fragile
    Resistere al trasbordante tuo dire?
    Mi chiedi amico mio lontanissimo:
    Ma sono le vene quelle che scoppiano
    Ed i ponti non reggono più l’urto:
    Ora tutto è contenuto rattratto stipato
    In queste pause elettroniche eteree
    Controllate dal tempo del profitto.

    Una volta era l’occhio del prossimo
    A dettare gli accapo e i ritmi e i toni
    Mentre le espressioni facciali all’uopo
    Davano il senso e la densità alle parole …


    Se un freddo vetro a colori vari
    Un sistema di onde ballerine
    Un beffardo soprannome ad hoc
    Un misconosciuto interlocutore
    Dall’altro capo del mondo aereo
    Oggi s’atteggiano a vati necessari
    Quale poesia è accordata con la carne?
    Quale stile e storia e forma sanno d’uomo?


    Io amico mio forbitissimo e crudele
    Non lo so più e quel che t’arriva qui ed ora
    È solo la filigrana esangue e sfilacciata
    Del mio lato oscuro screziato lirico …

    Non commentarmi se non vuoi
    I segni resteranno nel web condiviso
    Per qualche tempo indeterminato:

    come vorrei e tantissimo uscire da stokakkio de avatar bipolare latino e stringerti la carne della tua mano così calda di invenzioni liriche intenzioni letterarie creazioni pindariche elaborazioni cruente di parole eviscerate transposizionate e ancora tradotte al tuo verso
    o sommo Vate e poi scappare ai fumi d'osteria dove un calice e toscano affumica ancor più...a volte commentare è dura, ci porti oltre e sempre mi piace leggere il diario schizocriptico della tua vita che va da illuminazioni classiche al passeggio della vicina come alla vulcanica vis politica e il tuo panorama tracima esonda e inonda, ecco perchè conoscerti è patrimonio dell'umanità, ma anche seguirti qui non è ripiego, solo però sto kakkio de cono d'ombra in fondo all'avatar capovolto...ciao vir
    Leggi tutto...
    16 minuti
  • fintipa2 risposto alla discussione 'Barbara' nel forum.
    ehi vir
    sai che penso?
    che siamo pieni di buona poesia e questo ci dovrebbe aiutare a stare insieme e a mettere da parte tutte le sciocchezze che invece ci divorano
    i demoni che nemmeno voglio chiamare per nome per quanto fanno male
    ma che ad ogni occasione si ripresentano nel cortile

    ecco,
    la tua poesia è un esempio di come la buona poesia ce la può fare
    a vincere sull' assurdità di questi demoni
    che vanno di bocca in bocca e che si riconoscono
    dalle divisioni che provocano, i rancori e gli strascichi sulle nostre vite concrete
    e alla fine fanno solo male
    ecco, ci tenevo a dirtelo
    ciao mio buon amico e grazie per questa perla che riluce a commento

    franco

    puerlongaevus ha scritto:
    fintipa2 ha scritto:
    bè, caro virgilio ma perchè hai sempre fretta?
    si trova sempre un pò di tempo per stare tra amici, anche se virtuali. Vabbè ognuno fa quello che può...
    gli amici del liceo,dicevi?
    sì, una bella rimpatriata in una pizzeria del mio paese natio
    tra persone che quasi non si riconoscevano, però i ricordi sono stati tirati in mezzo tutti...
    ormai quegli anni stanno sepolti sotto strade che ognuno ha contribuito a costruire
    alcuni non si sono fatti vedere nè sentire
    comunque un bel ritrovarsi tutto in dialetto locale
    alla fine una bella foto
    un arrivederci e scambi di cell
    ciao e grazie
    franco
    puerlongaevus ha scritto:
    fintipa2 ha scritto:
    Barbara non sa che farsene dei miei versi
    ma distingue bene ciò che è utile dall'inutile
    io no, io non l'ho ancora capito
    ed è più intelligente di me che ancora scrivo
    e le recito dei versi invece di riempirle la mano
    di pochi cent

    Barbara ha sempre un sorriso, verde come l'acacia
    ed è nata dove sbucò un topo
    e allatta il suo bambino accanto ad un semaforo
    dove un tempo succhiava il latte di sua madre

    zingara senza terra
    che sapeva l'utile ed il non utile

    come sapeva il futuro delle figlie
    l'una ad un semaforo l'altra sempre con sè
    ad imparare l'arte di distinguere l'utile
    e trattare la poesia come si fa con i passanti
    che non si commuovono e non mostrano pietà.

    l'inutilità della poesia quando hai fame?? ma piuttosto come è andata la rimpatriata amico Franco con i tuoi condiscepoli liceali?? bè che c'entra con Barbara? ma sì che non c'entra , ma ti avevo dedicata la mia composizione "tu che torni" per l'evento...un salutone di fretta ciao vir

    bè sai caro Franco che uso da giugno, cioè da quando esco dalla città per andare su in campagna nel parco dei sibillini fino a ottobre compreso, dicevo che uso il pc dell'uff. in quanto non ho linea fissa in campagna e con aggeggi vari tipo pennetta va lentissima la connessione, e allora mi sento a disagio qui adesso che non ho le comodità del mio pc, che riprenderò solo a novembre quando le temperature digià in discesa impongono il rientro a macerata...volevo allegarti la mia " tu che torni" , di cui parlavo nel caso d'un incontro dopo tanti anni...:

    l’alba tersa alle vele
    chiama altre barche sul mare
    al timone quest’attesa
    e nello scafo
    l’ansia di accostare

    ricordi vivi
    tirati nelle reti
    naufraghi tormenti perduti lontano
    voci del tempo dentro la stiva
    onde nella memoria e alla deriva
    che sulla spiaggia rivoltano sassi
    conchiglie e pensieri strani

    pagine libere
    quei gabbiani aperti al sole
    e all’argano tiri una mente in secco

    sa di sale e amaro
    il ricordo di chi non torna
    mai davvero
    quando a sera le nostre donne
    stendono sul tavolo
    tanta solitudine
    e apparecchiano
    la notte profonda nei vicoli,
    dove i vecchi all’ultima pesca
    stanno fissi

    tu che torni
    dal tempo vinto
    come un sogno perduto
    al convento nostro beato
    racconta la tua storia di tanto mare
    ascolta la voce di chi è perduto
    portami un gioco
    che hai da tanto lasciato nel cassetto
    un sorriso ultimo
    in fondo alle rughe dure
    prima di bucare
    la fodera

    ciao vir

    Leggi tutto...
    21 minuti

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