ARCHITETTURA fra AFORISMI e ENTIMEMA

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costanza pocechini
 
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ARCHITETTURA fra AFORISMI e ENTIMEMA

da costanza pocechini » 9 settembre 2015, 16:16



ARCHITETTURA fra AFORISMI e ENTIMEMA

- Tentar non nuoce
Galoppa galoppa
un pastore nella pampas
“il cuore è uno zingaro e va…”,
sosta è stata sotto un faggio:
là, dell’inguine fu rigoglio di pelo,
groppe sottili, tocchi di medusa. Ricorda!


Ma, cosa sto scrivendo…
ah-ah-ah-ah!
Magico il malessere che opprime,
sopprimerlo?
Non adorerei più,
laudamus il gelido effluvio
che sperge nostalgia…
ma, no, miele è dei sensi,
fior di fantasia:
… di chi? solo la mia!

“Vado a Gerusalemme senza ridere e senza piangere.
E restavamo seri, lungo tutto il cammino.
A piedi, o con una gamba sola, magari in ginocchio,
secondo le penitenze che ognuno di noi aveva accumulato.”*

Colpevole solo io:
mangiamo la mela!
l’Iddio è ancora sabbia… un dì lo creeremo,
ehi… che fai, già piangi?
“Sono il disperato,
la voce senza eco... colui che tutto ebbe,
colui che tutto perse.”**

Di ieri gingillo è nel diario una stella alpina,
un fiore di sambuco colto fresco,
un quarto d’abound in vice del brindisi:
Stana la sacca di rafia antica, ti porta fortuna,
Ah, sì, com’era l’ultima volta?

Sfortuna è stato incontrarti...
Ma, no, balordo il richiamo dei monti,
dei laghi artificiali, dei tratturi sanniti.
Si è acconciato un caldo carnale
dal caos di mitici estivi,
ma settembre mormora placido:
sui colli la neve sarà in-finita,
del pascolo brado è avventura,
fior di pisello s’erpicherà lungo il corpo…

Magico ora sarà l’infuso di gelsomino:
- Lo proviamo Lylina?
- Ma, sì, rifatemi fare le vene.

* * *

(*da Atto unico, “Vado a Gerusalemme” di Milvia Di Michele; ** Neruda)
Immagine
...non sono un Poeta, interpreto ciò che avverto narrandomelo, narrandolo

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