La vera storia de Biancaneve in versione semi-romanese

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ZERO
 
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La vera storia de Biancaneve in versione semi-romanese

da ZERO » 20 luglio 2015, 8:43



La vera storia de Biancaneve e dei 7 nani e mezzo.
Fiaba (quasi una tragedia) per i romani semi-doc.



Se volemo dilla tutta, la storia de Biancaneve è quella de ‘na regazza che appena nata sbaja tutto mettenno fori der letto er piede sbajato.
Tanto pe n'comincia’ perde li genitori per ‘n motivo l’inspiegabile (per la verità sparirono durante l'urtima edizzione dell'isola dei famosi e pe questo sembra sia stato indagato l'intero governo di strette intese) , viene affidata a ‘na matrigna, ovvero a ‘na reginotta-strega che, tra ‘na pera e l'antra, trascoreva tutto er tempo davanti a ‘no specchio afflitto da evidenti problemi visivi, che rispondeva ogni giorno alla stessa domanna:
«Chi è la più bella del reame?»
«Sei tu la più bella del reame».

Ora, osservanno bene la reginotta-strega (se vocifera che se fosse rifatta tutto, compreso lingua tipo Santachedé) , viè da pensa’ che lo specchio, pe’ mantenesse er posto, giacché er sindacato era ormai incapace de imporre i suoi raccomandati, raccontasse quella stronzata che il reame fosse composto da un numero esiguo di abitanti, tipo; la reginotta-strega, lo specchio e un cacciatore...

Mo figuramose se quarcuno nun me viene a chiede: ma chi casso è er cacciatore: un suo amante segreto?

Nulla de tutto questo, er sesso qui non c'entra, però non è chiaro se fosse l'ectoplasma di un certo baffone/baffetto, morto e seporto da anni, che di tanto in tanto servita ancora la sua padrona svorgendo pe lei i lavori più sporchi in Siberia, oppure l'altro fantasma cambogiano di nome Pol Pot...vabbè, ànnamo avanti.

Dunque, Biancaneve cresce, diventa na bella regazza e alla maggiore età je mettono na cacchio de torre sopra la capoccia e n'giorno lo specchio, rischianno la rottamazione ner negozio di Renzo er giovane, formula un pensiero più elaborato alla fatidica domanda
«Chi è la più bella del reame?»
e lui rispone, in un momento di follia :
«Regina, la tua bellezza è stata superata da quella fanciulla turrita dalla pelle candida come la neve.»

«Specchio, dimmi chi è sta stronza ?» urla incassata la reginotta-strega
«La fanciulla è la principessa turrita Biancaneve, mia regina» risponne sbigottito lo specchio

La strega è inorridita, strabuzza l'occhi (ammazza so n'sacco forte!) e...finarmente, tiranno fori la sua nova lunghissima lingua, emette uno spaventoso urlo.
Accorrono Biancaneve e tutto er governo strette intese e lei, la reginotta-strega, vincendo la voja de strangolà la regazza, la spedisce a riorganizzà la giustizia del regno, (mo voi ve domanderete…che c'aveva la giustizia che non annava?) ordinando, ner fattempo ar cacciatore, de falla fori utilizzanno la sua arma segreta…(i sindacati ufficiali e quelli sotto ufficiali).

(per risponde alla domanna "Che c'aveva la giustizia?" ho chiesto a tutti, ma nessuno ha saputo risponne…pare che nessuno sapesse che fosse la giustizia)

Dunque, er cacciatore ce prova poveretto, ma corpito dall’innocenza della regazza non riesce neppure a sfoderare l'arma ( e che te pare! C'aveva 85 anni!), quindi, in un momento de pazzia je consija de rifugiasse nella foresta e de non fasse più trovà.
La povera regazza cade nello sconforto, scappa e se ritrova, dopo avè vagabondato pe la foresta, davanti a na casetta piccina, piccina, cor tetto rosso e cor camino fumante.

Appena drento, nella morbida penombra della sera, se sente protetta e se scioglie in un pianto liberatorio e dopo essersi pianto tutti li mortaci sua, decide de dà n'occhiata alla casina piccina, piccina, che l'ha ospitata.

Accenne la luce e...aiutooooo ce vorebbe un impresa de scopatrici...
Er caos più totale regna supremo: regioni amministrate dagli amici degli amici di Renzuccio, sanità piena di virus, sindacati che banchettano sui gassificatori, ragni e scarafaggi che assumono incarichi de stato, onorevoli travestiti da odalische che ballano sui tavoli, magistrati e p.m. che se so incollati co la "Loctite" pe non fasse separà che passeggiano senza meta sfoggiando tutti certi bei capelli rossi.

Biancaneve se rimbocca le maniche e inizia...balla, canta e sistema tutto...finché la stanchezza non s'impossessa de lei.

Allora la regazza decide d'annà a schiaccià n'pisolino nella stanza di sopra, dove con stupore e meraviglia trova davanti a sé 7 lettini piccini piccini.
Non se perde d'animo, unisce i lettini, se sdraia e Morfeo abbraccia il suo sonno, ma mentre l'occhi je se stano pe chiude, un rumore la fa sussurtà, se guarda attorno, ma la stanchezza prende er sopravvento e s'addormenta come na rincojonita.

Pochi istanti dopo dalla porta entra un essere verde, piccolo, corto e male incavato, sembra un animale preistorico, si avvicina a lei con fare subdolo, rimane a guardare la bella fanciulla addormentata e, come succede nei migliori firm dell’orrore, in quer momento la fanciulla apre l'occhi, proprio mentre l’essere piccolo e verde j'accarezza li capelli.
Biancaneve fa n'salto sur letto, sbatte er cranio al soffitto, rischiando di frantumà la torre che janno messo sur capoccione e comincia a urlà come posseduta da quarche spirito…
«Aiutooooooo, un rospo velenoso!»

...e qui compare er Principe gay, che avenno scambiato li strilli della bella fanciulla per quelli der compagno, corre in suo soccorso.
Contemporaneamente anche li sette nani stanno facenno ritorno dalla miniera alla loro casetta e sentendo le urla provenire dalla loro proprietà piccina, piccina, se preoccupeno e cominciano a core.

Guarda caso gli otto tonti si scontrano tutti sulla porta de casa con gran rumore e quarche vaffa appena mormorato...il Principe gay, ricevuta na spinta alle spalle, rimane incastrato nella porticina piccina, piccina...già perché i principi delle fiabe so tutti belli, co l'occhi azzurri e tutti alti, che però in quer preciso caso non fu un vero aiuto, mah...riprennemo da dove eravamo...Ah si, alla porta dove er Principe, incastrato dalla sua altezza, aveva prima sbattuto la testa allo stipite e poi la piuma sul berretto si era incastrata nei cardini della porta.

Come avrete capito era un Principe gay del tipo imbranato che andava a vino dei castelli...aoh succede pure nelle migliori favole, che ve credete? Ma se stamo a dilungà troppo... mentre er Principe è fori uso per un po', i nani, scavarcato er corpo del poveretto, vorrebbero correre ar piano superiore dove la pora Biancaneve urla e vorrebbe strapparsi la bella torre che c'ha sulla capoccia…
«Aiutoooo, qualcuno mi aiuti, vi pregoooo»

I nani, presi ormai dall'agitazione, sargono le scale de corsa, ma l’urtimo, quel rincojonito di Sleepy, inciampa nella palandrana e trascina tutto er gruppo ar piano tera
Nel parapija ce scappa qualche imprecazione, ma coraggiosamente i nani ce riprovano, una, due, tre vorte, ma sempre Sleepy (che è più imbranato del Principe) inciampa trascinando di nuovo ar piano l'intera compagnia.
Sembra proprio che quarche maledizione si sia abbattuta su quella casa...ce ariprovano ancora, ma non ce riescono, allora Dotto (er nano più sveijo) ha n'intuizione, saliranno le scale uno pe vorta e infatti così arrivano sani e sarvi fino alla camera, dove trovano er mezzo nano, quello brutto, curto e male incavato bistrattato da tutte le favole, che vole fà la ninna n'braccio a Biancaneve, ma lei continua a urlà rischiando di fa traslocà tutto il regno su n'artro pianeta.

A sto punto Dotto, che è annoverato (ammaza come parlo bene…me paro mi padre!) tra i nani più saggi di tutte le fiabe, decide de liberasse der mezzo nano, ma mentre pensa andove lo può mannà (io ce l'avrei n'posto, ma non se po' dì), arriva er Principe gay con la penna rotta sur beretto, er fiatone e n'gran bernoccolo sulla fronte che lo fa rassomijà a n'unicorno.
Biancaneve, che provata dalla vista dell’essere verde, non regge alla visione de n'antro essere mostruoso e sviene, sostenuta dagli altri 7 nani tutti contenti.

A quer punto prende in mano la situazione er capo der sindacato dei minatori Brontolo; un tipetto da pijà con le molle, che decide, seduta stante, de spedì, considerate le affinità con l'imbranato Principe gay, er mezzo nano verde er più lontano possibile dalla bella Biancaneve.

Il Principe gay non s'arenne e sempre credendo trattarsi del suo compagno, in un momento de casino generale cerca de rapillo.
Er sindacalista Brontolo non ci pensa due volte e scaraventa fori della finestra l'incauto Principe e sta pe fallo seguì dar mezzo nano verde, quando entra in scena la reginotta-strega...L'avevate dimenticata, vero?

Lei, la reginotta-strega che, minaccianno lo specchio de rottamazione ner negozio de Renzo er giovane, l'aveva costretto a rivelà che la bella Biancaneve era ancora viva, fattasi accompagnare dall'ectoplasma con li baffi, morto e sepolto da anni, raggiunge la casina piccina, piccina per daje er ben servito, ignara però che la poveretta, avendo già visto il Principe, non vo esse vittima de n'destino crudele.

La reginotta-strega, che per l'occasione si è trasformata in una copia perfetta del Berlusca, si presenta alla casetta dei nani e trova tutti i partecipanti presi da un trambusto demenziale.
Lei è stata gentile, ha portato na succulenta mela rossa avvelenata per offrirla alla bella fanciulla, ma...er mezzo nano verde, che somiglia sempre più all'ex capo der sindacato, vedendo come se stanno mettenno le cose, se porta via la mela e sta pe cambià favola per annasse a nisconne in casa dei fratelli Grimm e quindi entrare nella loro fiaba.
Per sua sfortuna i 7 nani lo cacciano a carcioni assieme al Principe gay.

E qui scatta la domanda

«Conosciamo tutti i personaggi...Ma come cacchio se chiama er mezzo nano verde?»

La risposta è che er mezzo nano verde non appartiene né a questa fiaba né a quella de Charles Perrault, né tantomeno a quella de li fratelli Grimm, ma siccome la regola è che je se deve da un none, lo chiameremo «Renato»

Il Principe gay e «Renato», ormai del tutto rincretiniti dalle urla, le testate e i calci nel sedere, vagano per il regno fino a trovare il castello del Principe.

Si racconta che da allora vivono sotto lo stesso tetto in silenzio e solitudine, improvvisamente ariva a corte la notizia della morte di Biancaneve.

I due ripartono superando mari e monti (come le fettuccine, ndr) e arivano alla casina dove i sette nani hanno costruito una teca (ammazza aoh! Me metto paura) di cristallo deponendovi er corpo della fanciulla dalla capoccia turrita e dalla pelle candida come la neve.

È morta, giace davanti a tutti i suoi 7 nani...e improvvisamente bussano alla porta...e chi poteva essere se non l'imbranato Principe gay che vole bacialla pe riportalla in vita?

Vincendo il dolore dell'artrosi agli arti inferiori, er Principe s'inginocchia, solleva delicatamente il coperchio, ogni minimo movimento scomposto risulterebbe fatale e ner silenzio la teca si apre, il profumo dei fiori ariva intenso, coinvolgente.

«Renato» vorrebbe baciarla prima del Principe, ma riceve sul naso un nobile diretto da 98 km l'ora che lo spedisce fuori della finestra.
Er Principe con la mano dolorante accarezza le gote di Biancaneve, sfiora le sue labbra e si sta chinando per baciarla, ma...sbuca da sotto la giacca lui...«Renato», che vo esse er primo gettandosi tra le braccia di Biancaneve, che lentamente stava riprendendosi da quel sonno profondo.

L'incauta apre gli occhi, ha la vista annebbiata, vede er Principe, le sue labbra e quer coso verde, piccolo, corto e male incavato...un colpo, l’ennesimo pe quer coricino de Biancaneve, che ricade nella sua teca.

Il Principe gay è basito (“basito” termine colto per ignoranti ambiziosi), non sa come comportarsi, vorrebbe rialzarsi, ma le ginocchia non je reggono e finisce pe fà la figura del pepè disteso sur pavimento.
Allora «Renato» piange e le sue lacrime, bagnando il volto di Biancaneve, la ridestano.

Infatti, ripresasi dal crollo psico-fisico, la regazza s'alza co n'diavolo pe capello, prende le sue cose; spazzolino per i denti, Beauty case, carzamaja pe l'inverno...quarche completino de pizzo, saluta er Principe gay sempre più rincojonito, i sette nani, rifila un calcione sotto il barbozzo ar mezzo nano verde e se ne va sbraitando e sbattendo la porta.
«Basta! Voi siete tutti matti! Cambio favola, qui m'avete fatto n'vecchià de mille anni, vado a trovare quella sfigata di Cenerentola e voi riprenneteve sta casso de torre che m'avete messa sulla capoccia»
Lancia verso di loro la torre e…Addio Italia!!!!!
Prende il cavallo der Principe, mette nella sacca tutti e 7 i nani e tanti saluti.

Così finisce questa storiella triste o stupida come più vi aggrada e sebbene er finale preveda che tutti vissero più o meno felici e contenti, sembra che fra er Principe gay er mezzo nano verde, piccolo, corto e male incavato, pe tutta la durata della loro vita non abbiano fatto artro che accusasse a vicenda de ave' mannato a monte il loro pianerottolo politico.

Ma la Principessa-strega che fine ha fatto?
Eh,eh,eh...Lo saprete nella prossima puntata!

Intanto aspettamo de vedè quello che succederà nella Giunta per le elezzioni e le immunità del Senato e poi ne riparlamo!
Nelle nostre vite c'è un solo colore che dona senso all'arte e alla vita stessa: il colore dell'onestà mentale.

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vaibhava das
 
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Re: La vera storia de Biancaneve in versione semi-romanese

da vaibhava das » 22 luglio 2015, 11:40

Il Principe azzurro, per deferenza verso Biancaneve, è timido e ne rimane lontano; all'occorrenza, emozionatissimo e contrito, le dà del voi, ed ella, verso lui, ugualmente. Il Principe azzurro ha il sangue blu, il cavallo bianco ed un castello, con le guglie a punta alla "Spitzgiebel", come di uso nei Sudeti; Biancaneve ha la nuvoletta sotto ai piedi, il mantello sacrale, la cuffia delle poetesse.

I sette nani sono gnomi che portano il fieno ai cervi e ai daini nelle abetaie, boscaioli rudi, si, ma benevoli. D'inverno, fatati nella neve candida, essi convengono presso i nobilissimi, i quali trasumanano in
sé e l'ambito boschivo, elevando gli inni angelici.

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Re: La vera storia de Biancaneve in versione semi-romanese

da costanza pocechini » 8 ottobre 2015, 8:51

Tutto sommato non potrebbe essere andato
proprio così?
Magari, avremmo avuto solo due figli 'androcchia",
un pater et una mater invidiabili... :twisted:

APPLAUSI

(credo che l'arte teatrale è in te innata :P )
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...non sono un Poeta, interpreto ciò che avverto narrandomelo, narrandolo


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