In prosa: la rivoluzione, drammatica, stilnovista.

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vaibhava das
 
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In prosa: la rivoluzione, drammatica, stilnovista.

da vaibhava das » 18 maggio 2017, 8:26

I fedeli dello stile dantesco, neoplatonici, ebbero l'idea di stabilire una scuola per stilnovisti. Terzine a endecasillabi, latino, teologia, cortesia. Gli studenti dovevano portare una tonaca fino alle caviglie, ed una cuffia da letterato dugentesco. Inoltre, avevano avuto direttiva di usare l'inchiostro dal calamaio, e la penna stilografica.
Erano le elementari, dalle quali si cominciava. Ma, forse, avevano sottovalutato un'incognita. Un giorno di maggio, durante le Litanie Lauretane, avvenne la scintilla che sarebbe dovuta diventare un incendio travolgente. Una insegnante della sezione femminile sbagliò cortile per la ricreazione, e le femminucce si trovarono ad essere condotte nel cortile dei maschietti. Queste vestivano come monache di clausura medievali, meditavano sulle glorie dell'Altissimo e diffondevano, intorno a sé, la fede trasfigurante. Avevano facoltà di solo sfiorare il suolo, da loro venerato, per le reliquie del Principe divino, erano silenziose, delicatamente luminose, umili, sirventi. Quando i maschietti uscirono, chinarono il capo, temettero sacralmente e veneranti, arretrarono, con lagrime e visioni paradisiache e trasumananti, virgiliane. Capendo che i maschietti avessero scorto qualità del Sire in loro, le scolarette divennero umili, vereconde, più che mai, con il risultato di rivolgere lo sgomento divino degli scolari in fede pura, di questi, in Dio Altissimo. Oramai la scintilla era innescata. A casa, gli scolari erano diventati inspiegabilmente ubbidienti ai genitori, miti, ordinati, ma ogni tanto, alle preci del Vespro, lagrimavano, e, dalle stille in terra, nascevano rose senza spine. Infine, i genitori sognarono, il tredici di maggio, una processione celeste con greggi candidi e poeti antichissimi e puri; lo sognarono tutti la stessa notte. I macelli cominciarono a chiudere, i fruttivendoli profumavano angelicamente, le fabbriche chimiche chiusero e i venditori di tessuti naturali e di legname diffondevano essenze da visibilio di incenso e mirra. Per rispetto reciproco, per ossequio fino quasi allo svenimento, i due generi si evitavano reciprocamente, le voci dei referenti si fermava, presa da moti di estasi. Nelle città, all'ora della preghiera folle oceaniche gremivano le strade, e sembrava che colonne d'incenso diafano, alle preci, ascendesse. A oriente, una Luce cresceva: "E' Lui, è Lui!" Comparve su un cavallo bianco, e la milizia santa, come gli svevi di ottocento anni fa, pareva su cavalli bianchi, le armature auree, nobilissima e sublime. Fu preparato un viale trionfale in tempo brevissimo. Intanto, la NATO, "preoccupata", mandava le portaerei, i mercenari, le armi chimiche e batteriologiche, atomiche e convenzionali, per imporre, con la forza, l'economia di mercato, l'omosessualità, la disoccupazione maschile, il divorzio, l'aborto, l'eutanasia e la sterilità. Di fronte, al grido di: "Viva l'Imperatore!"- anche i ghibellini, catartici e trascendentali, si schierarono. I due fronti, equipaggiati per lo scontro, si stavano pericolosamente avvicinando tra loro.

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lastellachebrilla
 
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Re: In prosa: la rivoluzione, drammatica, stilnovista.

da lastellachebrilla » 19 maggio 2017, 10:45

....ma ogni tanto, alle preci del Vespro, lagrimavano, e, dalle stille in terra, nascevano rose senza spine

così
a fare la rivoluzione erano più disincarnati che non, pare
....
bella coraggiosa interpretazione
ciao buona giornata

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f.almerighi
 
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Re: In prosa: la rivoluzione, drammatica, stilnovista.

da f.almerighi » 24 maggio 2017, 17:36

inizialmente mi chiedevo cosa stessi fumando, ma poi mi è sorta una semplice e più schietta considerazione: che mondo capovolto, uno stilnovista che diventa un pericolosissimo sovversivo!


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