Sentori antichi.

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vaibhava das
 
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Sentori antichi.

da vaibhava das » 2 ottobre 2017, 16:32

Sentori antichi, di gran bella gente;
il bene ha dentro, su 'elli astri lungi:
"O cielo, ver' tener coloro fungi!"
Fulgide vie, che paian, qua, 'ser spente; 4

favore claro a noi ritorna in mente:
"O raggio, che il buon Vuol del Sire ingiungi!"
Sguardi sublimi: "O via, tu l'almo pungi!"
Lor rimembranza resta in me, presente. 8

Ossequi, riverenze, far silenti;
lievitazione ai passi, capo chino
verso, entro, il sé, in cui poetando è lode; 11

benedizioni, gaudi quieti, accenti
volti a umiltà su lei dal Sire fino,
prossimo al core, di soavi mode... 14

.....noi risalimmo il Canto, in tal camino. 15


Questo sonetto è ambientato nel cielo quinto, laddove i virtuosi abbinano l'umiltà più profonda alla bellezza travolgente,
di origine divina. Quassù, non c'è la prosa come la intendono oggi i terrestri: ci si esprime solo in versi rimati e cadenzati, e le pecorelle sono generalmente trattate meglio che non tra gli umani.

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f.almerighi
 
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Re: Sentori antichi.

da f.almerighi » 5 ottobre 2017, 13:15

ma i milioni di vittime delle pesti medioevali dove sono ricoverati?

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vaibhava das
 
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Re: Sentori antichi.

da vaibhava das » 5 ottobre 2017, 14:35

Sul finire dell'evo medio avvenne una peste davvero perniciosa, e fu nell'anno MCCCXLVIII, 1348 Domini. Il fiore dello stile era ormai non più manifesto, il papa già ad Avignone ed il sacro romano impero aveva ormai tradito le virtù eccellenti di Ludovico il bavaro. Cecco d'Ascoli aveva subito il rogo, ingiustamente, in piazza di santa Croce in Fiorenza, da ventuno anni. I trapassati delle pesti furono raccolti, rammentiamo, in lazzaretti, mentre nelle pesti antecedenti, minori, essi erano stati per lo più confortati nelle case.
........................................................................................................................................................ La causa materiale della peste fu dovuta ad un uso scarso dell'acqua, ma ancor più alla presenza di ratti nei fiumi. Il letame bovino in parte maggiore addizionato ad una parte minore di letame umano, attira i topi, ma il letame umano più l'acqua genera i ratti, pestiferi. Per questo le città avevano cisterne concimaie, e, dalle campagne, vi si aggiungevano i conci delle stalle. Dovuto ad assedi e a soldataglie mercenarie, dopo lo scisma d'occidente, molti borghi subirono carestie da chiusura, per cui le deiezioni umane andarono nelle acque.

La causa morale della peste venne dalla compiacenza del papato con la mondanità francese dopo il ratto di Filippo il Bello. I poeti fiorenti ne avevano attribuita la colpa pregressa a Bonifacio ottavo.

I morti di peste si mondavano, post mortem, da rispettivi gradi esordienti, mediante ascesi lungo gli stadi ascendenti della via di penitenza sulle pendici del Monte del Purgatorio, confortate da orazioni e da miserere. Alla sommità, misticamente ampia, di tale clivio, si apriva la vastità spirituale delle sfere degli arcangeli.


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