Coazioni

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Testi connotati da aspetti intimistici dell'Autore o di Personaggi di pura fantasia. Elemento caratterizzante è l'elemento psicologico afferente il personaggio o una azione o serie di comportamenti del personaggio.
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silas
 
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Coazioni

da silas » 22 dicembre 2014, 0:51

Parlava di quadrati e di cerchi, figure geometriche per circondare o comunque comprendere la sua vita, le sue dimenticanze, le sue delusioni e aspettative.

Lui lo aveva scoperto per caso, leggendo un suo racconto e aveva capito.

Erano diversi e stavano diventandolo sempre di più.

Lui aveva i suoi punti nodali tutti sparpagliati, coerentemente al suo disordine pratico e mentale. Ma in quella apparente confusione riusciva sempre a trovare tutto, a ricordare, a soffrire disordinatamente.
Lei no. Lei soffriva in maniera quasi matematica, comprendendo la sua malinconia nello spazio di ordinate ed ascisse. Cause ed esperienze. Esperienze e cause. Trasmetteva il suo dolore argomentandolo, giustificandone l’intensità e la ragionevolezza, senza aspettarsi riscontri lenitivi, ma solo comprensione ed assensi.
Poi, apparentemente, cessava di esistere quella sua sofferenza e, sempre, un profondo respiro preannunciava l’azione. Non importa quale. Dal lucidare i mobili a dipingere, a cucinare, a fare cyclette. E lui rimaneva attonito da quella sua capacità di interrompere quel circuito di emozioni.

E giungeva il suo momento di sofferenza. Come una marea improvvisa in una minuscola baia. Pensieri, sensazioni, ricordi schiumavano tutti insieme verso quell’unico punto, mescolando le sommità delle creste man mano che si scontravano nel confluire da chissà dove alle sue sponde mentali.
Anche lui tentava un profondo respiro, ma già non comandava più il suo corpo, Il fiato era corto e i battiti del cuore accelerati. Ormai era abituato a quelle reazioni. Come una spugna troppo intrisa si sentiva appesantito incapace di assorbire di più e giaceva immobile in attesa che il sovrappiù defluisse da solo.
Non aveva ascisse ed ordinate, non aveva parabole per le sue emozioni riflesse. Non aveva altro che la pazienza di aspettare la bassa marea.
Quando se ne sentiva in grado, si alzava e andava a vedere che cosa stesse facendo lei.
E sempre, immancabilmente il suo sguardo incontrava quello di una persona diversa. Era sorridente e distratta dalla sua matematica sofferenza.
Per qualche giorno sarebbero stati sereni.
Per qualche giorno.
Poi quadrati e cerchi avrebbero ridisegnato la geometria di quel loro gioco obbligato.
Come sempre.

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ZERO
 
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Re: Coazioni

da ZERO » 22 dicembre 2014, 7:14

"Lui aveva i suoi punti nodali tutti sparpagliati, coerentemente al suo disordine pratico e mentale. Ma in quella apparente confusione riusciva sempre a trovare tutto, a ricordare, a soffrire disordinatamente."


Caspita in quanti siamo...Ah ah ah!

Buon Natale mister!
Nelle nostre vite c'è un solo colore che dona senso all'arte e alla vita stessa: il colore dell'onestà mentale.

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Rosario
 
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Re: Coazioni

da Rosario » 22 dicembre 2014, 10:52

(...) Le asimmetrie con/giungono al di là di traiettorie preordinate e s'intersecano in molti punti a volte confliggendo
e a volte impattando in sinergie non previste e nemmeno calcolabili;
invece le parallele non s'incontrano mai all'infinito pur essendo similari anzi a volte specularmente identiche ...
ma la geometria non c'entra, qui si tratta di pulsioni e sconosciute attrazioni cosmiche: ovvero esplosioni e implosioni
interagenti a prescindere da analisi o indagini scientifiche, semplicemente accadono perché connaturate o formatesi geneticamente nello sviluppo secolare dell'entità come pura reazione delle combinazioni caotiche dell'evoluzione.
Anche le simiglianze e le differenze hanno gameti e viluppi apparentemente non tangibili ma forgiati dalle stesse combinazioni molecolari e occasionali, quindi da sviluppi e conflitti generativi e riproduttivi insiti nell'esperienza e nella trasmissioni di caratteri (geni?) della stessa sostanza originaria e (questo più accertabile) reattivi più o meno allo stesso modo materialistico compositivo quale sostanza soggetta alle stessa serie di variabili uguali e contrarie; in altri termini l'esperienza, lo scambio di notizie con l'ambiente, la sedimentazione (disarmonica) degli input e d output propri dell'interazione tra Enti e formazioni varie (CULTURA?) contribuisce a forgiare la chimica sottostante che nella pur diversificazione plurima e sempre esponenziale delle probabilità di connessione e disconnessione, lascia un numero infinito di stesse procedure, azioni, pensieri, volontà e verità comuni da rendere esatta la formulazione che vuole il genere qui in esame, sostanzialmente identico, simile, a volte stesso pari pari, alle sue pur diversificate esteticamente autorappresentazioni.
Infatti i parallelismi, non sono altro che ossificazioni artate e quindi riprodotte per simulazioni, fobia della similitudine, di identità autoritarie (reazionarie) che disperatamente cercano nell'egotismo unicellulare la spiegazione innaturale alla diversità a tutti i costi, al solo scopo di accumulo e riproduzione di potere e capitali, negando alla radice l'uguaglianza originaria -in atto sempre e comunque- della sostanza reale degli Enti.

Il racconto sopra esposto, infatti cerca la strada della riflessione, oculata, in cui due Enti, diversi, ma non paralleli, studiano e confrontano, reazioni a certe esperienze comuni (la sofferenza) nella loro genesi apparentemente contraria, per tempi e modalità ricettiva-espressiva, che a primo acchito, potrebbe sembrare inconciliabile addirittura aliena l'una a confronto dell'altra ...
Ma se letto con gli appunti teoretici di cui sopra, ci si accorge, che il metodo analitico, la geometria contro l'asimmetria,
non spiega affatto le contraddizioni in essere, ed infatti solo riconoscendo la "coazione" direi l'imprimitur di genere, che vuole la stessa sostanza, soggetta culturalmente a input peculiari, condizioni e produca -e riproduca- output diversificati sì, ma sostanzialmente identici per matrice e proiezioni, e che i punti intersecanti sono quelli da cui partire, nel ricostruire sia la genesi che l'identificazione del "gioco obbligato", che nella differenza soggettiva, li fa oggettivamente se non uguali, identici (sia in tempi e modalità differenti) nell'assorbire, reagire e analizzare gli input specifici della sofferenza quale casualità comune coattiva rendendoli (gli Enti) assimilabili, conflittuali, identificabile empaticamente nella pur soggettiva condizione di reagenti ...

(...) Oddio non so se c'azzecca qualcosa, forse no.
Ma solo così, io riesco a metabolizzare, la narrativa vie video:
Non volermene Stefano,
ma se puoi apprezza la sinergia caotica che pur sottostà a questo mio modo asimmetrico di contribuire ...
chissà nel e col tempo migliorerò!
(S. E. & O.)

Ciao
Rosario
“Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza.”
Hermann Hesse

L'Io è odioso.
(B. Pascal)

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Re: Coazioni

da Aleteia » 22 dicembre 2014, 21:28

riletto con la stessa emozione sgomenta della prima volta. questo spaccato intimista sottolinea le varianti del femminile e del maschile e la conseguente impossibilità a capirsi fino in fondo.
il busillis di questi feedback che non corrispondono mai alle aspettative del''uno e dell'altra è scritto nei rispettivi dna...un piccolo sforzo psicologico di entrambi, magari nel momento di razionalità e non di acuzie emotiva potrebbe servire a soffrire di meno.

il racconto si snoda densamente, sembra fatto di grumi di emozioni condensate, stimola il lettore alla partecipazione della sofferenza per empatia, ha un senso, in questo svolvergesi, la brevità che non è sintesi, ma inciso, graffio, taglio, che alfine si richiude.

molto piaciuta
M_
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Re: Coazioni

da stefanocona » 23 dicembre 2014, 12:03

Zero

grazie dell'empatia dichiarata. Mal comune mezzo gaudio.
Buon Natale
stefano



ROSARIO

sei un GRANDE, amico mio. Il Tuo commento meriterebbe un posto tutto suo in queste nostre pagine. Ma egoisticamente mi accontento che arricchisca così preziosamente la Mia.
Letto attentamente e condiviso
Buon Natale
stefano

ALETEIA

Lietissimo che la rammentavi e ancor più lieto che abbia confermato sostanzialmente il tuo pensiero che esprimesti allora che apprezzai partcolarmente al pari di questo attuale.
Grazie e Buone Festività
stefano
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Re: Coazioni

da costanza pocechini » 6 marzo 2015, 12:54

NEL menù dello Spirito ci vorrebbe
un silas al giorno, per compensare
l'alimentazione.

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Re: Coazioni

da stefanocona » 23 gennaio 2019, 14:43

ripescato
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Re: Coazioni

da stefanocona » 23 gennaio 2019, 14:47

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