non è un' opera -pensiero sciolto-

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BRIGANTE
 
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non è un' opera -pensiero sciolto-

da BRIGANTE » 8 marzo 2015, 15:28

Navigavo nel sito e, mi sono accorto che la rotta che perseguivo era sempre più inesistente. Se effettivamente la necessità aguzza l'ingegno - sperando di far cosa buon e giusta - mi son soffermato qui, terra ferma del mio sentire.

Non amo scrivere di ricorrenze segnate in rosso sul calendario dei giorni che si ripetono.

Il "mood" - umore -o stato d'animo- nelle persone, varia a seconda che sia festa obbligata o no. Son pensieri sciolti i miei liberi d'essere esternati. Ogni orologio, scandisce all'unisono il passo che avanza di un tempo senza fine, "spero, di averne ancora tanti da sentire e marciare"; ma allo stesso tempo, accadono episodi nella vita della gente, lunghi o brevi e la temporalità, dipende da chi li vive, a volte paiono essere infiniti, altre come un fulmine a ciel sereno da raccontare al bar con i soliti amici al gioco della briscola chiamata.

Capisco che il tutto può sembrare alquanto surreale per te che stai leggendo questa mia esternazione o meglio, condivisione di un pensiero. A parte il prologo, cerco di serrare, stringere il concetto "son ben consapevole di essere prolisso a chi mi conosce" : Siamo tutti coscienti di essere alla ricerca di un qualcosa, ritengo che la prelazione venga data ad un contatto, umano. Vero, schietto ed insindacabile, ma ciò nonostante, quando si propone, siamo recalcitranti.

Abbiamo paura, relazionandoci, di scoprire realmente chi siamo, di mostrarci nudi come siamo venuti al mondo, rigettare il nostro essere. Rifuggiamo la vita nascondendoci in un sogno e mostrandola nei versi scritti per quella che non è. Perchè tutta questa finzione? Veramente abbiam bisogno di approvazioni e conferme? Non basta quel che siamo e cosa possiamo dare essendo semplicemente noi stessi? Penso che i consensi di un pubblico nascosto, siano solamente la mera consolazione di chi vive una vita come fosse un fazzolettino di carta usato e da gettare senza volerla accettare.

P.S. In questo sito, chiunque ne abbia la facoltà perché investito dalla carica concessagli, può migrare questa mia nella sessione più consona. Mi duole non aver trovato quella appropriata.

Milano, 08 Marzo 2015
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Re: non è un' opera -pensiero sciolto-

da Rosario » 18 marzo 2015, 17:28

Caro Brigante mio (come mi piace il tuo cognome!!),
ti rispondo con una mia simile "digressione" (...)
scritta però anni e anni fa, così per dimostrarti che al di là del tempo e dei non luoghi,
siamo simili ed umani troppo umani, nel "parlarci addosso" e costruire arringhe che forse non troveranno mai aule di tribunali (meglio così)
o agorà perfette in cui avere senso e latitudine ...
forse le interlocuzioni -date i tempi e le situazioni diverse- non erano e non sono le stesse;
qui tu se ho capito bene ti rivolgi a noi utenti del forum e/o ai "poetanti finti tonti" (...?) ed avrai le tue ragioni,
io allora a me stesso ed ad un non specificato "alter" che per alchimia difensiva facevo addirittura conicidere con quel che stavo scrivendo al momento sotto forma di digressione: si fa quel che si può quando si ha voglia di COMUNICARE, poi allora ero giovincello e lo spleen era godibile ...
Ma se ci fai caso molte consonanze stranamente cci sono afferenti dai due scritti e questo deve significare qualcosa
o no?

eccotelo:

Cara digressione,

voglio dedicarti, questo volo, da un po’ di tempo ho spazi limitati, labirinti forzati, rincorse noiose, salti obbligati, vuoti improvvisi, un susseguirsi schizoide di ostacoli e falsi piani inclinati, un avvitarsi vorticoso e allucinante di percorsi illusori, falsi...
Giro in tondo alla mia anima, e non trovo, la porta giusta, l'angolo soffice per fermarmi a riposare...
Perciò mi lancio saettante e ansimante, inebriato ed in traballante equilibrio: tentativo ingenuo e necessario, onirico e iperreale di alzarmi per un lampo infinitesimale, in alto.
In alto... Al di sopra delle mie follie, al di sopra dei miei affanni, al di sopra dei miei lamenti inutili, al di sopra delle mie incongruenze, al di sopra delle mie volute negligenze, al di sopra delle mie irresponsabilità e delle mie amarezze...
In un volo solare, fluido e fluttuante, leggero come l'inesistente, così guardando al sotto vedrei passare il fiume tempestoso e ribollente di ciò che mi costringe ad essere e non poter divenire.
Vedrei i miei simili: accozzaglia calda e vivente, vedrei il groviglio delle strade che percorro e quelle che mai percorrerò, vedrei tante membra fremere, muoversi, rotolarsi, saltare, fermarsi, correre, piegarsi, agitarsi e poi riposare...
Vedrei tanti occhi, e tra questi, mentre penetro l'aria ed essa penetra me, potrei abbeverarmi al luccichio dei suoi, perché sono molecole del mio umore oramai, ed anche in questo volo esse vibrano in me...
La mia mente è stanca, i miei piedi gonfi nel sopportare il peso del mio corpo schiacciato al suolo: non volo, non aria fresca, non nobili uccelli come compagni, ma solo tu mia amica digressione.
Solo tu, insieme disarticolato di parole insensate, tu e la sua presenza, tu e la tua voce nel guidarmi nell'andare avanti a fatica in questi lugubri corridoi, vicoli ciechi in cui conduco la mia sbilenca vita!

1979

beh io penso (e quindi sono vivo) che:
le occasioni nascono e muoiono e si rigenerano al di là di tutto
nel confronto:
allora facciamolo!

Ciao
Rosario
“Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza.”
Hermann Hesse

L'Io è odioso.
(B. Pascal)

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Re: non è un' opera -pensiero sciolto-

da LidiaG » 19 marzo 2015, 9:10

Chi si riavvicina a questo salotto dopo un periodo di assenza con le aspettative dell'emigrato che torna al paese nativo come l'emigrante è colto dalla sorpresa dei cambiamenti che sono avvenuti dalla sua partenza: strade rifatte e strade più sconnesse di prima, edifici sbucati dal nulla ed edifici ridotti a nulla...ma più di tutto lo colpisce il silenzio nuovo del luogo.
Non posso che apprezzare questo tuo tentativo di rompere questo silenzio ponendo e ponedoti le domande che riporto di seguito dal tuo brano.
Siamo tutti coscienti di essere alla ricerca di un qualcosa, ritengo che la prelazione venga data ad un contatto, umano. Vero, schietto ed insindacabile, ma ciò nonostante, quando si propone, siamo recalcitranti.

Abbiamo paura, relazionandoci, di scoprire realmente chi siamo, di mostrarci nudi come siamo venuti al mondo, rigettare il nostro essere. Rifuggiamo la vita nascondendoci in un sogno e mostrandola nei versi scritti per quella che non è. Perchè tutta questa finzione? Veramente abbiam bisogno di approvazioni e conferme? Non basta quel che siamo e cosa possiamo dare essendo semplicemente noi stessi? Penso che i consensi di un pubblico nascosto, siano solamente la mera consolazione di chi vive una vita come fosse un fazzolettino di carta usato e da gettare senza volerla accettare.



Non condivido appieno le tue riflessioni. Sono convinta che qualunque cosa facciamo, sia che scriviamo una poesia o che indossiamo un abito nuovo o ci prendiamo cura di qualcuno...tutti abbiamo bisogno di conferme e perciò di relazione e confronto che non possono manifestarsi nel silenzio di tutte le parti in causa. Non si possono piantare fiori e abbandonarli agli eventi atmosferici, troppa acqua li farebbe marcire troppo sole li brucerebbe.
Non ho mai compreso il piacere di pubblicare un testo con la pretesa di metterlo semplicemente in vetrina senza aspettative di confronto.
Chi pubblica un libro si aspetta che sia acquistato - ciò è di per se un consenso.
Chi pubblica in rete dovrebbe aspettarsi il confronto diretto spesso in tempo reale del lettore e misurarsi nella relazione. Non si tratta di mera consolazione ma di coerenza con se stessi e il proprio operato.
Questo posto è diventato silenzioso e freddo perché è cessato il confronto, lo scambio, la critica. Non so se sia l'effetto di un regolamento troppo severo, ma appare tutto ingessato per chi lo osserva dall'esterno.
Il tuo pensiero sciolto ha il merito di aver tentato di incrinare il muro ....ricordi? anche quello di Berlino è caduto e ci fu un presidente che insegnò l'arte della picconata...Grazie per aver aperto la discussione. Ma poi si sa che non c'è peggiore sordo di chi non vuol sentire e però bisogna provarci.
Ciao
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Re: non è un' opera -pensiero sciolto-

da BRIGANTE » 25 marzo 2015, 14:42

Ciao Lidia, grazie di essere intervenuta. Come hai concluso, almeno da parte mia non mi sono arreso ad un'evidenza. Il pensiero comunque rimane. Per quanto concerne le conferme, il discorso non si può delimitare in una parentesi tonda, e' ampissimo, e come ben sai dipende da milioni di fattori interni ed esterni all'essere umano sia esso "scrittore" o puramente essere umano. Ma di questo, se ne avremo tempo e modo, se ne potrà parlare liberamente senza filosofie spicciole.
P.S. e' sempre un piacere leggerti
grazie
salvatore
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