Ed io salivo

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LidiaG
 
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Ed io salivo

da LidiaG » 21 marzo 2015, 7:46

Stanotte sono tornata alla vecchia casa.
L’ho riconosciuta nonostante i nuovi alti edifici di vetro intorno, cresciuti sulle radici di pesco e gli autobloccanti spalmati sulla culla del sughero.
La luce fioca alla finestra mi ha indicato la strada fino al cancello del muro di cinta, un muretto così piccolo che non si capisce dove abbia trovato la forza di difendere l’antica casa di mattoni dalla prepotenza del cemento.
Quanta fatica a salire le scale attorcigliate! Avevi messo piante di spine su ogni pianerottolo e il vaso di porcellana ungherese aveva generato una moltitudine di vasi gemelli disposti ovunque.
Qualcuno accanto a me portava un mazzo di fiori freschi tra le braccia e io a mani nude mi arrampicavo fra le spine senza sentire dolore.
Non fosse stato per la fatica del dover trovare ad ogni piano l’inizio della rampa successiva… Un vero labirinto di scale aveva fatto crescere in altezza dall’interno la casa che da fuori appariva ancora come un tempo, bassa e tozza.
Salendo, capivo quel male di dentro che non sa riconoscersi e anzi si rinnega finendo per dare vita ad altro male. Una spirale di foglie urticanti nascoste fra i cuscini all’uncinetto, le poltrone rivestite di stoffa damascata, i paralumi rossi, il profumo di colonia.
Dal dolore nasce quasi sempre altro dolore, mormoravano le scale. Ed io salivo.
"C’è una foresta vergine in ciascuno di noi in cui preferiamo addentrarci da soli. Avere sempre la solidarietà, essere sempre accompagnati, essere sempre compresi, sarebbe intollerabile."
Virginia Woolf "Collected Essays"

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Re: Ed io salivo

da costanza pocechini » 21 marzo 2015, 9:35

"Dal dolore nasce quasi sempre altro dolore, mormoravano le scale.
Ed io salivo.
"

quasi il bisogno di vivere fra sé quel dolore preannunciato
da un elemento insensibile, come la scala.

RIVERISCO

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...non sono un Poeta, interpreto ciò che avverto narrandomelo, narrandolo

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Re: Ed io salivo

da LidiaG » 22 marzo 2015, 17:37

Ciao Costy, sono lieta di ritrovarti.
Le tue letture sono sempre profonde, vanno verso le radici...
qui in realtà ho trascritto un sogno sulla cui spiegazione azzardo un'ipotesi: colpa della birra che ho bevuto la sera avanti mangiando la pizza....non sono abituata a quella alcoolica ahimè
Grazie per la tua presenza
Ciao :)
costanza pocechini ha scritto:"Dal dolore nasce quasi sempre altro dolore, mormoravano le scale.
Ed io salivo.
"

quasi il bisogno di vivere fra sé quel dolore preannunciato
da un elemento insensibile, come la scala.

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Re: Ed io salivo

da Rosario » 24 marzo 2015, 11:46

LidiaG ha scritto:Stanotte sono tornata alla vecchia casa.
L’ho riconosciuta nonostante i nuovi alti edifici di vetro intorno, cresciuti sulle radici di pesco e gli autobloccanti spalmati sulla culla del sughero.
La luce fioca alla finestra mi ha indicato la strada fino al cancello del muro di cinta, un muretto così piccolo che non si capisce dove abbia trovato la forza di difendere l’antica casa di mattoni dalla prepotenza del cemento.
Quanta fatica a salire le scale attorcigliate! Avevi messo piante di spine su ogni pianerottolo e il vaso di porcellana ungherese aveva generato una moltitudine di vasi gemelli disposti ovunque.
Qualcuno accanto a me portava un mazzo di fiori freschi tra le braccia e io a mani nude mi arrampicavo fra le spine senza sentire dolore.
Non fosse stato per la fatica del dover trovare ad ogni piano l’inizio della rampa successiva… Un vero labirinto di scale aveva fatto crescere in altezza dall’interno la casa che da fuori appariva ancora come un tempo, bassa e tozza.
Salendo, capivo quel male di dentro che non sa riconoscersi e anzi si rinnega finendo per dare vita ad altro male. Una spirale di foglie urticanti nascoste fra i cuscini all’uncinetto, le poltrone rivestite di stoffa damascata, i paralumi rossi, il profumo di colonia.
Dal dolore nasce quasi sempre altro dolore, mormoravano le scale. Ed io salivo.


La birra?
ma va là: a me fa sognare gli uccellini ...
Invece penso che sia un riverbero di questo film:
https://youtu.be/46WIAbpUZAU

ecco non vedere più film senza ascensori!

Piaciuto!
Rosario
“Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza.”
Hermann Hesse

L'Io è odioso.
(B. Pascal)


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