Il pupo

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LidiaG
 
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Il pupo

da LidiaG » 15 febbraio 2016, 18:45

Il volto del vecchio aveva il colore caldo e intenso delle sorbe mature. La superficie raggrinzita non riusciva a nascondere la tenerezza e la dolcezza della polpa che traspariva dietro gli occhi acquosi.

Le guance scavate come solchi di terra brunastra dopo la stagione secca, sembravano fatte per metterci semi di baci, ma tanti restarono pensati e mai posati, nel tempo che i baci si conservavano come si conservano gli spiccioli nelle tasche dei pantaloni.

Ogni giorno il vecchio prendeva uno di questi baci mai posati da un solco delle sue guance e andava a posarlo sulla pipa di coccio di Giovannino insieme a uno spicciolo preso dalla tasca dove tintinnavano gli spiccioli veri.

La colonnina dove troneggiava, in posa da piccolo guappo, il pupo Giovannino sembrava emozionarsi e traballava un po’. Il vecchio l’assestava con due grandi mani terrose e ossute e poi andava a sedersi nella poltrona di cuoio sull’altro lato della stanza.

I due continuavano a fissarsi per un po’ come nell’atto finale di un tacito accordo, poi riprendevano ognuno le proprie occupazioni, uno con l’aria strafottente, le mani in tasca, la pipa in bocca e il cappelluccio storto, l’altro con dentro gli occhi il peso della sonnolenza dell’ultima parte della vita.

Tonino arrivava nelle prime ore del pomeriggio, si avvicinava al pupo e di soppiatto gli prendeva lo spicciolo poggiato sulla pipa, poi correva dal nonno a dargli uno di quei baci che non si danno ma si posano con gli occhi sui solchi delle guance scavate apposta per quel tipo di baci.

Il vecchio e Giovannino non si parlarono mai, ma entrambi sapevano dove finivano gli spiccioli che Tonino prendeva alla pipa di coccio e che non avrebbe mai osato chiedere al nonno. Il vecchio lo aveva visto un giorno camminare sotto la finestra mano nella mano con una ragazzetta. Insieme si erano fermati davanti la vetrina del gelataio e poi erano andati via in un’alzata di spalle continuando a tenersi teneramente per mano.

Chissà se il vecchio seppe mai com’era andata a finire la storia di quei due mano nella mano. Continuò a mettere spiccioli nella pipa di coccio per molto tempo, fino a quando Tonino non arrivò più nelle prime ore del pomeriggio.

Restò uno spicciolo sulla pipa, sempre lo stesso, per tanto tempo. E vi si accumulò sopra molta polvere. E alla fine se ne andarono via tutti insieme, il vecchio, il pupo, l’ultimo spicciolo e la polvere, dentro casse di legno simili ma con destinazioni diverse.

E dopo qualche tempo se ne andò via anche il ricordo di quella premura di vecchio per il suo nipotino.
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Re: Il pupo

da malatesta » 15 febbraio 2016, 21:50

Il titolo mi ha rimandato alla Sicilia, la storia potrebbe essere anche di quella terra, il ricordo è rimasto in te.
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Re: Il pupo

da vaibhava das » 16 febbraio 2016, 9:16

Le casse di legno sono andate da una parte, quelle immagini si sono ritrovate, nel tempo, da qualche altra parte ancora.

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Re: Il pupo

da LidiaG » 16 febbraio 2016, 12:17

>Malatesta
>Vaibhava
il ricordo adesso è trasferito nel foglio di word e per suo tramite a chi passa a leggere.
Grazie del riscontro
:)
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