Quel 23 maggio .....

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Nuccina
 
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Quel 23 maggio .....

da Nuccina » 23 maggio 2016, 19:37

Avevamo faticato molto io e mio marito, avviare un'attività dal nulla, lontana da quello per cui avevamo studiato: io laureta in filosofia , buona solo per pensare come diceva mio padre, e lui un chimico senza chimica, entrambi muniti di buona volontà, dialettica e conoscenze tecniche per cui avevamo preso in mano di nuovo i libri.
Ce l'avevamo fatta, l'attività era nata in un quasi garage, poi si era trasferita in un appartamento ed infine avevamo costruito una piccola struttura su tre piani. Aspettavamo solo i mobili per stabilire la data per inaugurare il trasferimento ed invitare amici, parenti, clienti, presidenti di piccole società, responsabili venbdite per il sud Italia, un 150 persone in tutto, più il prete che come si usa dalle nostre parti sarebbe venuto a benedire il locale.

I mobili arrivarono e furono montati in una nottata cosi decidemmo per il 23 maggio. Iniziarono ad arrivarmi alcune conferme che non speravo, molti in arrivo con l'aereo delle 16,45.
Scelsi con cura il nuovo tallier che avrei indossato, il parrucchiere mi rese bella ma il caldo era insopportabile e mi rallegravo di aver deciso per le ore 18,30,non solo perchè quelli che arrivavano in aereo facevano in tempo ma perchè a quell'ora il caldo sarebbe scemato.
Alle 18,00 già il locale era pieno, ma da palermo erano arrivate pochissime persone, poi d'improvviso fu uno scatenarsi di squilli di cellulare.
Già aveva telefonato unn nostro cliente e ci aveva avvertito di un botto enorme che si era sentito e mi chiedeva se sapessi qualcosa, poi qualcuno ci comunicò che l'autostrada era stata chiusa, che c'era una via vai di ambulanze, pompieri, macchine della polizia.

Una strana atmosfera iniziò ad aleggiare, come d'attesa.

Ognuno faceva le sue ipotesi, all'epoca internet nei cellulari penso non ci fosse neanche.
Poi la notizia bomba: hanno ammazzato un giudice.
Il televisore non era ancora stato montato, quasi consapevole che qualcosa di grosso fosse successo mio marito provvide subito.
Nel frattempo era arrivato il prete.
_ avete saputo? hanno ammazzato Falcone.

Fu silenzio improvviso.

Falcone era la nostra speranza di legalità, Falcone era la nostra coscienza, Falcone era lo Stato
giusto e vero, anche contro lo Stato stesso.
Inutile dire che alla visione in tv di quella strage le lacrime iniziarono a rigare i volti di tutti, e ci stringemmo in quel dolore cosi come quando muore un amico caro.

David, mio figlio, mi tirò la gonna.
_ mamma ma chi è morto?
_ è morto un grande uomo_ dissi, poi lo abbracciai insieme all'altra mia figlia e ci stringemmo insieme, incapaci loro di comprendere quello che stava succedendo.

Il prete fece un grande discorso ma io in quelle parole non trovai consolazione.
Non potrò mai dimenticare quel maledetto 23 maggio.
...è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante

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f.almerighi
 
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Re: Quel 23 maggio .....

da f.almerighi » 24 maggio 2016, 9:44

la prosa mi sembra un po' estemporanea, forse è stato scritto in fretta, ma il ricordo e il senso di quella perdita comune a tutti noi è vivida è netta, come il mio la domenica che morì Borsellino a casa con mia madre a giocare a carte e poi un gran senso di tristezza, grazie Nuccia

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Re: Quel 23 maggio .....

da vaibhava das » 25 maggio 2016, 8:11

Tante personalità valide vengono eliminate da CIA, Mossad, ed altre strutture, e senza le celebrazioni commemorative che fissarono alle memorie i due giudici insigni. La malavita, a livelli istituzionali e non, falcidia oggi più che ieri.

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malatesta
 
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Re: Quel 23 maggio .....

da malatesta » 30 maggio 2016, 18:02

Poche volte sono d'accordo con i commenti di das, stavolta lo sono, a parte la scrittura d'impulso, ho colto l'effetto non so se voluto dei due giudici, il prete e Falcone, per una volta nel tuo pensiero vince la laicità, o almeno la percezione che Falcone dava, ma la giustizia non è sempre laica, spesso è una chiesa più chiesa di quella di Roma, ma la fede è tua, e mia è l'anarchia.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren


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