Ugo Betti - La Primavera

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stefanocona
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Ugo Betti - La Primavera

da stefanocona » 21 marzo 2017, 10:56


Non so quanti di Voi conoscano questa Poesia di Ugo Betti. Ve la propongo con l'invito di approfondire il profilo professionale di questo incredibile e poliedrico Autore e Magistrato del '900.


LA PRIMAVERA

Quando il cielo ritorna sereno
come l'occhio di una bambina,
la primavera si sveglia. E cammina
per le mormoranti foreste,
sfiorando appena
con la sua veste
color del sole
i bei tappeti di borracina.
Ogni filo d'erba reca un diadema,
ogni stilla trema.

Qualche gemma sboccia
un pò timorosa,
e porge la boccuccia color di rosa
per bere una goccia
di rugiada...
Nei casolari solitari
i vecchi si fanno sulla soglia
e guardano la terra
che germoglia.

La capinera prova una canzonetta
ricamata di trilli
e poi cinguetta
come una scolaretta.
I grilli
bisbigliano maliziose parole
alle margherite
vestite
di bianco. Spuntano le viole...

A notte, le raganelle
cantano la serenata per le piccole stelle.
I balconi si schiudono
perchè la notte è mite,
e qualcuno si oblia
ad ascoltare quello che voi dite
alle piccole stelle,
o raganelle
malate di melanconia!
Stefano Antonio Mariano Cona


Mi feci tante domande che andai a vivere sulla riva del mare e gettai in acqua le risposte per non litigare con nessuno. ( Neruda)

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f.almerighi
 
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Re: Ugo Betti - La Primavera

da f.almerighi » 21 marzo 2017, 14:01

CANTO DI EMIGRANTI

Con la miseria empimmo questa sacca,
e vi mettemmo un pugnello di grana,
il piccone rintocca con la zappa,
i figli nostri li abbiamo per mano.
Oggi non ci mancò vino nè pane;
la sera è chiara, l'organetto suona;
c'è un che di festa: ma senza campane!

O genti, se da voi avemmo torti,
ormai fu seppellito il bene e il male.
Dorma il padrone sul fresco guanciale
con la sua sposa, e non abbia rimorsi!
Addio campo, campo di spighe amare!
Il padre è vecchio,non farlo penare.

Padre,per noi non aver temenza,
che là o qua sarà sempre zappare;
sempre alla terra doversi specchiare,
questa è la sorte di nostra semenza.
La faccia nostra ha colore di campo!
Dammi il fagotto,padre che sei stanco;
torna alla casa ed abbi pazienza.

E nostra madre vestita di nero
raccomandare tante cose vuole:
d'aver coraggio,d'aver pensiero...
Ma ora piange,né può dir parole.
Ora nelle sue mani poverette,
dopo tanto pregare e faticare,
lacrime,per moneta,Iddio ci metta!
Ed ora andiamo:e tu suona compare.

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vaibhava das
 
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Re: Ugo Betti - La Primavera

da vaibhava das » 22 marzo 2017, 11:02

[i][b]Vestivano di raso e di chiffon, fiorivano le rose e le viole. Egregi, distintissimi nel sussiego, gli illustri della Belle Epoque. Orologio con la catenella al taschino, doppiopetto, paglietta, monocolo tondo, e, di sottofondo, una viola che suonava appassionatamente, accompagnata da un pianoforte a tutta coda. Allora si, che la poesia vigeva a direttrice dßorchestra.




























































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