E.Montale -Meriggiare

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E.Montale -Meriggiare

da LidiaG » 27 giugno 2015, 10:56

Meriggiare di E.Montale

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia




In questa poesia scritta probabilmente nel 1916 e tra le più significative del primo Montale, il paesaggio ligure, colto nel caldo meriggio estivo e ricco di particolari concreti, diventa trascrizione metaforica della vita inaridita e priva di senso: il frusciare delle serpi, il movimento incessante delle formiche, il suono quasi metallico del mare, sono tutte espressioni del brancolare privo di senso, dietro le quali si annida prepotentemente il nulla, così apertamente denunciato nella poesia dello scrittore genovese. Non a caso il componimento si chiude con l’immagine del muro che ha in cima "cocci aguzzi di bottiglia", correlativo oggettivo dell’impossibilità di travalicare il limite della condizione umana e comprenderne il significato più profondo.
La poesia si compone di tre quartine e una strofa conclusiva di cinque versi (di varia misura, dall’endecasillabo al novenario) con rime secondo lo schema: AABB CDCD EEFF GHIGH (C è rima ipermetra, veccia: intrecciano; I, irrelato, è in consonanza con tutti i versi dell’ultima strofa).
"C’è una foresta vergine in ciascuno di noi in cui preferiamo addentrarci da soli. Avere sempre la solidarietà, essere sempre accompagnati, essere sempre compresi, sarebbe intollerabile."
Virginia Woolf "Collected Essays"

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Re: E.Montale -Meriggiare

da LidiaG » 27 giugno 2015, 11:26

Oggi, nel ripubblicare una breve silloge a questo link
viewtopic.php?f=7&t=2244
la poesia d'Autore che mi frullava in testa era questa di Montale, anzi per la precisione gli ultimi tre versi.
La relazione è solo nella percezione di un sentire analogo a quello avvertito al tempo della mia scrittura, non lontano, non esaurito, ma attenuato dallo scorrere degli eventi che sempre ci attraversano avvicinandoci o allontanandoci da certi punti che restano fermi.


Da: Ermetismo
1977
di Luciano Anceschi

.......la terra nutriente di Montale fu quella natale, dei poeti liguri: da Ceccardo a Sbarbaro, con le loro solenni e radicali desolazioni e negazioni che trovavano i loro simboli adeguati nel duro, aspro paese. Su queste esperienze ‛native' s'innestano - e si veda anche il saggio su Gozzano - talune esperienze crepuscolari e impressionistiche; ed è, pertanto, evidente che se egli volle cercare una sua Europa, dovette trovarla tra alcuni contemporanei anglosassoni, singolarmente in questo senso consonanti e leali, e specie in T. S. Eliot: ‟l'architettura prestabilita, le rime, [...] hanno avuto un significato ben più profondo di quanto non credano i poeti liberisti. Esse sono sostanzialmente ostacoli e artifizi. Ma non si dà poesia senza artifizio. Il poeta non deve soltanto effondere il proprio sentimento, ma deve altresì lavorare una sua materia verbale fino a un certo segno, e dare alla propria intuizione quello che Eliot chiama un ‛correlativo oggettivo'. Solo quando è giunta a questo stadio la poesia esiste, e lascia un'eco, un'ossessione di sé"
......
Montale si fa un poeta, e, nello stesso tempo, un'alta figura intellettuale d'Europa, e anche un raro critico capace di non far pesare sempre la sua poesia sulla sua critica. E se è vero che egli recuperò una materia cara ai liguri, la seppe forzare all'estremo in una decisione metafisico-esistenziale, sotto cui fermenta l'idea di un nulla attivo, come disperazione che si salva nei simboli, ma accettata e perpetua. Una voce degli uomini di quegli anni, forse; certo un tono che risuona anche altrove, che è anche il correlato di certa filosofia. Qui è il nucleo della poetica ‛ermetica' di Montale. Dovunque egli ora sia giunto (e sarà un segno della sua confermata, sorprendente, straordinaria capacità di rinnovarsi), va ricordato qui che fin dal 1925 in Stile e tradizione, pubblicato su ‟Il Baretti", aveva detto che forse si avvicinava l'arte del nuovo tormento critico, che non accetta alcuna mitologia, e che il nuovo impegno di chiarezza e di onestà avrebbe avuto bisogno di un ‟ambiente cordiale, di allusione e di intesa", di ‟uno stile che venga dal buon costume", nella ‟creazione di un tono, di una lingua d'intesa [...] che ci conceda l'uso dell'allusione e del sottinteso, e la speranza di una collaborazione". C'è già il codice di un ermetismo che spera di poter uscire da se stesso. L'‟ambiente cordiale", poi, non fu possibile, pare; certo ci fu un impulso fermo e continuo, un impegno verso la poesia che fu anche impegno di rifiutare i facili miti. La lezione di Montale non fu solo letteraria. Infine, se Ungaretti volle portare, e talora portò, al massimo di conoscenza e di rivelazione l'istituzione della ‛allusione analogica', Montale caricò di energia metafisica i suoi modi di oggettivazione e di emblema. Così, dal Porto sepolto (1916) all'Allegria di naufragi (1919), al Sentimento del tempo (1933), al Dolore (1947) di Ungaretti, e dagli Ossi di seppia (1925), alle Occasioni (1940), alla Bufera (1956) di Montale la prima generazione degli ermetici ha dato alcune risolute variazioni di un sistema, di cui ha inventato la chiave segreta, una chiave che i poeti seguenti cercarono di rapire.
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Re: E.Montale -Meriggiare

da costanza pocechini » 27 giugno 2015, 16:14

Gratissima per la lezione.
Osservandomi, mi riscontro in quell'ermetismo che,
tuttavia, ho sempre giustificato -e giustifico- come
un retaggio d'introversione innata... sono stata
così timida che, già dalle elementari, mi avevano
soprannominata "sensitiva", alla stregua della pianta

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...non sono un Poeta, interpreto ciò che avverto narrandomelo, narrandolo

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Re: E.Montale -Meriggiare

da baronerampante » 27 giugno 2015, 18:19

Anche questa è una grande poesia, con un finale eccezionale: il sole che abbaglia, i cocci aguzzi di bottiglia...
Grazie di averla posta all'attenzione anche se non dimentichiamo questo Montale, forse altro...

un saluto
Roberto
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Re: E.Montale -Meriggiare

da f.almerighi » 27 giugno 2015, 21:33

uhm, mai sottovalutare i diplomati alle commerciali

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Re: E.Montale -Meriggiare

da LidiaG » 28 giugno 2015, 8:35

costanza pocechini ha scritto:Gratissima per la lezione.
Osservandomi, mi riscontro in quell'ermetismo che,
tuttavia, ho sempre giustificato -e giustifico- come
un retaggio d'introversione innata... sono stata
così timida che, già dalle elementari, mi avevano
soprannominata "sensitiva", alla stregua della pianta




Costanza, non voleva essere affatto una lezione. Ho inserito notizie per i più pigri
Immagino che sia una di quelle poesie che tutti conosciamo, anche se quelli della mia età non hanno avuto modo di studiarle sui banchi di scuola, nel mio ultimo anno di liceo uno sguardo fuggente sull'ermetismo e via...andateveli a leggere da soli...però ricordo che l'Istituto dedicò una giornata a Quasimodo, io ero stata scelta per leggere in pubblico, ero così emozionata che provai tutto il giorno prima nel bar dove ci riunivamo il pomeriggio noi studenti con i suggerimenti degli amici già universitari...ne conservo un bel ricordo, a dispetto della mia erre moscia ;)
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Re: E.Montale -Meriggiare

da malatesta » 28 giugno 2015, 9:39

La leggemmo in classe con il professore Quarantotto, uno di quelli in eskimo e sciarpa rossa, io ed il mio amico di banco andavamo a scuola in lambretta e passando davanti allo stabilimento della Bourbon eravamo colpiti da un muro di cinta molto alto e con in cima tanti lunghi cocci aguzzi di bottiglie, pensammo che come Montale in fondo anche noi si poteva guardare il mondo oltre quel muro, prendemmo a farlo.
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Re: E.Montale -Meriggiare

da marylia » 29 giugno 2015, 16:25

semplicemente GRAZIE
-
per chi fosse interessato,qui ho postato i miei lavori di audiovideopoesie e prose _ viewtopic.php?f=26&t=2114[/size]

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Re: E.Montale -Meriggiare

da Rosario » 29 giugno 2015, 17:25

f.almerighi ha scritto:uhm, mai sottovalutare i diplomati alle commerciali


E c'hai raggione ci hai!
te lo dice un diplomato ragioniere e perito commerciale certificato
Certo che mi sento più perito che commerciabile ...
(...)

Io penso che Eugenio tra i poeti laureati (ma di fatto solo diplomati)
sia uno che non mangi mai i limoni ...

Cmq è un difficilotto che ha saputo arrivare al Nobel: hai detto niente?

A me piace tanto, e però concordo con le critiche (con annessi scazzi reciproci)
che gli fece Pier Paolo il poeta cineasta!

Era un borghese e se la rideva(!) ...
cmq è sempre meglio un borghese che scrive poesie
e non uno che fa il ragioniere e poi magari diventa imprenditore!

La sua poesia è stratificata e stratificante
ma ha ancora molto, molto da insegnare!

A me oltre ai cocci aguzzi mi ricorda i cavalli stramazzati
di non chiederli mai chi è
e che nella bufera andava cercando la mosca
ma la perse nel salire le scale ...

Quel che di più m'acchiappa di lui
e che era un ateo
anche se dato l'ambiente ed il Corriere frequentati:
doveva dirlo alle falene stando attento ai doganieri ...

Resta un esimio Maestro anche se non un gigante!
Ho parecchi suoi libri e non so ancora se chiedere il rimborso ...

tra l'altro gli ho dedicato pure una mia cosa
(un po' così così, perché avevo appena scritto una sull'Upupa normo-lirica che lessi per caso
quella sua sullo stesso uccello, da quel giorno ne scrivo solo sui barbagianni)
eccola:

UN'AQUILA …
A Eugenio Montale

Un'aquila dal negro cuore di vento,
Plana fendendo come lama l'etra,
E sorvola i miei mille e più botri
Ove s'immelma quest'aria rabida.

Sole che dirocchi sempre più oltre,
Come t'ho cercato nelle mie valli:
Immense distese rotte dal bulicame,
Ribollire infausto di scepsi. Poi

Con i tuoi baci la chiaria torna!
Promessa di fumo o di nuovi parti?
Riottante attento la necrosi:
Vivere di rincalzo come fiore?…


Ecco come posso dismemorarmi:
Dolce ammiccamento a quel che dire
Resta; diruto. Arente do il segno!

Chi m'avvicina sente afrore di vespri;
Ed ha ragione. Cuore d'ardesia,
Passo arcuato d'ombra: oblio!

Broli di lievità dovrei calzarvi…
Oh aquila ghermisci quest'ultimo
Bioccolo d'umanoide ingrommato!

(Tardi anni ottanta)

Il fatto è che gli volevo rubare
la semantica ...
e però ad un Aquila proprio non si può!


Grazie Lidia,
ci voleva proprio un ripasso!


Ciao
Rosario
“Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza.”
Hermann Hesse

L'Io è odioso.
(B. Pascal)

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Re: E.Montale -Meriggiare

da vaibhava das » 7 luglio 2015, 9:26

Eugenio Montale ha significato finché è stato in Liguria, o anche a Milano finché non è stato strumentalizzato dal "letterariamente corretto". Quando ha cominciato a seguire falserighe che andavano per la maggiore, e ciò in vecchiaia, è diventato un qualunque, che prima non era. Finché Eugenio è stato sé stesso, era un genio. Ma che c'entrava improvvisarsi antifascista dal 1946 in poi? Filippo Turati si, che era un antifascista: da deputato egli, ai primi degli anni venti del secolo ventesimo, rassegnò le dimissioni per andare a vivere in miseria. Era stato un neutralista coerente nel 1913-1914. Non come Matteotti, interventista guerrafondaio nel 1915, poi a guerra finita faceva l'oppositore; troppo tardi, cari.

Beh, anche io mi metto a fare il ghibellino adesso.....


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