Raymond Carver - Compagnia

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stefanocona
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Raymond Carver - Compagnia

da stefanocona » 3 luglio 2015, 18:16

Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
che batteva sui vetri. E ho capito
che da molto tempo ormai,
posto davanti a un bivio,
ho scelto la via peggiore. Oppure,
semplicemente, la più facile.
Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
Questi pensieri mi vengono
quando sono giorni che sto da solo.
Come adesso. Ore passate
in compagnia del fesso che non sono altro.
Ore e ore
che somigliano tanto a una stanza angusta.
Con appena una striscia di moquette su cui camminare.


Il Carver narratore in gene
re si ama incondizionatamente, mentre il Carver Poeta spesso si rifiuta a priori.

Questa è una della sue Poesie più fruibili alla platea dei Poeti.

Ci fu un tempo che avrei potuto scriverla io , una Poesia così, pur non chiamandomi Raymond.
Stefano Antonio Mariano Cona


Mi feci tante domande che andai a vivere sulla riva del mare e gettai in acqua le risposte per non litigare con nessuno. ( Neruda)

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Re: Raymond Carver - Compagnia

da costanza pocechini » 3 luglio 2015, 20:37

Bella questa osservazione:
Ci fu un tempo che avrei potuto scriverla io,
una Poesia così, pur non chiamandomi Raymond.

Una poesia-non-poesia, pur rivelando una certa sensibilità,
finché l’espressività non diventa un declino della precedente
autoironia (“in compagnia del fesso che
non sono altro.
”:
“Ore e ore
che somigliano tanto a una stanza angusta.
Con appena una striscia di moquette su cui camminare.”
,
in questo inciso (?) c’è tutto il senso d’una consapevolezza
amara: “una striscia di moquette su cui camminare”

(del medesimo Autore, da: Di cosa parliamo quando parliamo d'amore
“Mi piace il salto rapido di un buon racconto, l'emozione
che spesso comincia già nella prima frase, il senso di bellezza
e mistero che si riscontra nei migliori esemplari; e il fatto [...]
che un racconto può essere scritto e letto in una sola seduta
(proprio come una poesia!)”


Mecenate, non dice tutto questa citazione?)
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...non sono un Poeta, interpreto ciò che avverto narrandomelo, narrandolo

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Re: Raymond Carver - Compagnia

da baronerampante » 3 luglio 2015, 22:20

A me Carver poeta piace molte volte. L'idea di trasformare una poesia in un mini racconto a volte è riuscitissima.
Prossimamente ne pubblico una anch'io. ;)
Bravo Stefano
Roberto
"L'artista dovrà impiegare tutta l' energia, la sincerità e la più grande modestia per prendere le distanze, durante il suo lavoro, da vecchi clichés". Matisse

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Re: Raymond Carver - Compagnia

da _Marina_Pacifici » 4 luglio 2015, 14:59

Caro Demiurgo,
siamo tutti Raymond Carver...
Una desolazione così lacerante, prima o poi, è toccata a tutti noi...

Un grande saluto, a rileggerti
Marina

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Re: Raymond Carver - Compagnia

da etrusco » 5 luglio 2015, 9:35

Un piccolo ed amichevole rimprovero all'amico Cona, grande Demiurgo di questo sito, che può anche essere sbagliato, ma come Egli sa, io non posso mai stare zitto, purtroppo, e devo sempre esprimere (a mie spese) quello che penso, anche se non è gradito al ricevente.
Certamene è assai più piacevole leggere una poesia di un vero Autore come Carver, che subirsi le assurdità di certe "poesie" personali ed "originali" (non mi riferisco a questo sito, ma ai troppi che pullulano in internet).
Però non vorrei che questo esempio, dato da un maestro di poesia come Stefano, venisse preso alla lettera come un invito, e molti cominciassero a presentare poesie di autori che sono loro piaciuti, il che, mi pare, porterebbe a falsare gli scopi e le tendenze di "descrivendo".
Certamente mi si dirà che ad esprimere questo sbaglio ed io allora, sparsami sul cranio della polvere (la cenere è difficile oggi a trovarsi!), come nel noto episodio storico, chiedo venia, perdono e pietà!

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Re: Raymond Carver - Compagnia

da LidiaG » 5 luglio 2015, 11:39

Carver , pensavo fosse solo uno scrittore...
ti ringrazio di averlo presentato in questa sezione
che penso potrebbe essere utile a molti
potrebbe aiutare ad uscire un po' dall'autoreferenzialità, un male di cui siamo tutti a rischio
"C’è una foresta vergine in ciascuno di noi in cui preferiamo addentrarci da soli. Avere sempre la solidarietà, essere sempre accompagnati, essere sempre compresi, sarebbe intollerabile."
Virginia Woolf "Collected Essays"


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