Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi*******

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Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi*******

da malatesta » 28 luglio 2016, 23:03

“Il treno Frecciarossa 9357 viaggia con circa 50 minuti di ritardo per un guasto tecnico sulla linea ad alta velocità, ci scusiamo per il disagio”.
L’annuncio mi accoglie al varco di ingresso delle nuove barriere, bruttissime a dire il vero, e credo neppure funzionali allo scopo, rendere cioè più sicura la ormai decadente stazione Termini.
Ma è tardi pomeriggio di giovedì, e sono già entrato nello stato mentale positivo del pre prefestivo venerdì, in fondo un ritardo al mese è pur sempre una buona media per le ferrovie italiche, e penso a mio padre ferroviere che saltava dal vecchio locomotore per manovrare lo scambio manuale quando riportava il treno al deposito.
Altri tempi, lenti e lunghi, dove erano i pensieri le misure delle attese e non i minuti o le ore, un che di approccio filosofico che oggi a parlarne fa tanto antico, meglio scriverne, almeno fa un pochino scrittore.

“Mi fa dare uno sguardo allo smartphone”, mi dice quando sono già oltre il varco un secondo controllore al quale forse ha destato sospetto la mia aria troppo pacata, un tipo in cravatta con zaino che cammina lentamente senza sbattere con nessuno in un infernale hellzapoppin non è proprio normale per chi è in massima allerta.
Supero anche il secondo controllo, poi svicolo tra la fiumana con la mia personale tecnica passiva acquisita quando entravo da portoghese al cinema andando a ritroso tra quelli che uscivano, e riesco infine a mettermi comodo e solo davanti al primo binario, dove so che non partono o arrivano treni, praticamente è morto.
Sono fin troppo sereno anche per me stesso, il grave ritardo sembra che non sia un mio problema, anzi, riesco persino a sorriderne dentro, il sigaro questa volta lo fumerò come si deve, pensando.

Guardo il binario che si allunga fin dove non arrivano più i miei occhi, ma non curva, va solo oltre, provo ad allungare lo sguardo, come se potessi, ed infatti posso, riesco a seguire ancora le due linee di acciaio fin dove mi illudo che lo scartamento cominci a ridursi, sarà solo una illusione ottica o fu a questo binario che si sedette Moro ad aspettare il suo treno in ritardo quando pensò che in politica le parallele possono anche convergere?
Macché, penso, le rette parallele si incontrano soltanto all’infinito, ecco perché quella idea politica balzana non portò mai a nessun governo, eppure era tanto rivoluzionaria che fece paura a molti, e fu per questo forse che Moro come questo binario fu morto anche lui.
Peccato, se fosse andato diversamente forse questa Frecciarossa non sarebbe in ritardo, in fondo se all’infinito i binari come le parallele convergono fino a diventare un'unica sottilissima linea di acciaio, la velocità dovrebbe aumentare anche essa all’infinito, ma questo Einstein non lo ha mai teorizzato, sarà stato perché non si è mai fermato a questo binario morto?
La sua mente pure superiore non pensò mai all’alta velocità dei treni, che come quella della luce anch’essa si ferma a trecento, in fondo le differenze in centinaia o migliaia di chilometri, all’ora o al secondo, sono soltanto questioni che il tempo sanerà, e beato chi lo vivrà, io per allora sarò come questo binario, morto.
Ma a pensarci bene, come si concilia che i due binari si possano incontrare all’infinito se la velocità che noi abbiamo immaginata è finita?
Solo un poeta poteva rispondermi a questa domanda trascendentale, vero Giacomino?
Sei sicuro che stavi seduto dietro una siepe quando riuscisti a realizzare l’infinito quale pensiero umano?
Non è che anche tu sei stato qui ad aspettare un treno in ritardo?
Eh no, tu i treni non li hai neppure mai visti, ma io vedo che davanti a questo binario morto spunta tra le pietre qualche filo d’erba, appena nata è già rinsecchita, ma non è morta come il binario, anzi, sembra dirmi che è la vita ad essere infinita, con o senza siepe.
Ecco, la siepe, mi sa che quella siepe della tua poesia, Giacomino, era proprio qui, dove nasce questo binario che poi è morto, e fu qui che tu scrivesti dell’infinito e non dei treni, ma se tu fossi stato un viaggiatore seriale come me, credo che avresti scritto una grande ode alle rotaie.

“E’ in arrivo al primo binario il treno Frecciarossa 9357, allontanarsi dalla linea gialla”.

Ma non era morto questo binario?
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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi

da f.almerighi » 29 luglio 2016, 17:40

solo una mente "superiore" oltre il decimo dan poteva pensare a un'alta velocità sui binari dei pendolari, non pensare ai furti di rame, a trasformare i primi binari in binari morti e i secondi binari in primi binari, ahahah altro che helzapoppin infernale di viaggiatori tutti così biblicamente pigiati: la prossima volta portati un coccodrillo al guinzaglio, oppure urla "allah abkar" più forte che puoi, la bolgia dantesca dovrebbe notevolmente diradarsi

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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi

da stefanocona » 31 luglio 2016, 9:16

Lo avrei potuto scrivere io ed inserirlo nel mio libro "L'orecchio dell'anima" senza che si notasse la diversità della penna.

Una lettura entusiasmante per me che amo logicizzare fantasie impossibili alla ricerca di alternative storiche politiche e culturali. In un certo senso vera e propria filosofia.

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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi***

da mark schroeder » 4 agosto 2016, 16:48

Mi sa che è la mia fantasia che non muore mai![/quote]

e che si è sempre altrove, in viaggio nel tempo
soprattutto in classe zero

ciao

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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi

da malatesta » 25 agosto 2016, 17:34

f.almerighi ha scritto:solo una mente "superiore" oltre il decimo dan poteva pensare a un'alta velocità sui binari dei pendolari, non pensare ai furti di rame, a trasformare i primi binari in binari morti e i secondi binari in primi binari, ahahah altro che helzapoppin infernale di viaggiatori tutti così biblicamente pigiati: la prossima volta portati un coccodrillo al guinzaglio, oppure urla "allah abkar" più forte che puoi, la bolgia dantesca dovrebbe notevolmente diradarsi


Grazie del tuo commento, la mente "superiore" è quella di chi dei tre?
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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi

da malatesta » 25 agosto 2016, 18:40

stefanocona ha scritto:Lo avrei potuto scrivere io ed inserirlo nel mio libro "L'orecchio dell'anima" senza che si notasse la diversità della penna.

Una lettura entusiasmante per me che amo logicizzare fantasie impossibili alla ricerca di alternative storiche politiche e culturali. In un certo senso vera e propria filosofia.

Per me in evidenza massima insieme ai complimenti più sentiti.

stefano


Grazie Stefano, il tuo commento mi ha riportato alle pubblicazioni collettive a tema qui fatte, bei tempi ......
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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi***

da malatesta » 25 agosto 2016, 18:41

mark schroeder ha scritto:Mi sa che è la mia fantasia che non muore mai!


e che si è sempre altrove, in viaggio nel tempo
soprattutto in classe zero

ciao[/quote]

Grazie, hai ragione, in classe zero non si può andare da nessuna parte essendo sempre altrove.
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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi***

da lastellachebrilla » 29 agosto 2016, 23:50

un bel racconto è vero
viaggia su riflessioni ben rese, molto aderenti immagino
ai pensieri dell'autore che poi le ha trascritte

a me capita spesso di dimenticarle così non riesco più
a scriverne...

per sintetizzare la mia lettura
ho apprezzato una sorta di moderata ironia intorno ad un tema
che di ironico ha poco, forse più di tragico
ma è troppo difficile da definire in senso assoluto

ho letto di morte ... ed ho sorriso

grazie per la condivisione
ciao
buona serata

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Re: Viaggi in classe zero – Tra Moro, Einstein e Leopardi***

da malatesta » 9 settembre 2016, 23:19

lastellachebrilla ha scritto:un bel racconto è vero
viaggia su riflessioni ben rese, molto aderenti immagino
ai pensieri dell'autore che poi le ha trascritte

a me capita spesso di dimenticarle così non riesco più
a scriverne...

per sintetizzare la mia lettura
ho apprezzato una sorta di moderata ironia intorno ad un tema
che di ironico ha poco, forse più di tragico
ma è troppo difficile da definire in senso assoluto

ho letto di morte ... ed ho sorriso

grazie per la condivisione
ciao
buona serata


Grazie della lettura, è un po' di anni che il treno è mio compagno di viaggio e di lavoro, se non fosse per l'ironia che tu hai letto tra le righe, sarebbe triste assai.
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