Perché mio padre si strappò gli occhi

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silas
 
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Perché mio padre si strappò gli occhi

da silas » 19 febbraio 2015, 11:12

Il fatto sconcertante era che sorrideva e sembrava felice.

Vederlo seduto su quella sedia, con i gomiti appoggiati al tavolino e le dita premute sulla fronte, in una riflessione misteriosa e incurante del sangue che, dalle orbite degli occhi, gli colava sulle guance , giù, giù fino a gocciolare sul piano del tavolo, era sconvolgente.

Si era strappato gli occhi.

Gli misi una mano sulla spalla e lo scossi da quel suo isolamento.

“Sto bene. Sto bene” mi rassicurò volgendo il suo viso devastato verso di me.
“Vedi? Sorrido. E’ stata una mia scelta. Non ti preoccupare va tutto bene.”
La sua voce era quella di sempre. Rassicurante, tranquilla.

Io ero disperato, impaurito, sconvolto.
Vedere quello spettacolo e realizzare che mai più niente sarebbe stato uguale a prima, mi serrava la gola, mi occludeva il respiro. Stavo per piangere e non volevo. Non volevo farmi vedere piangere da lui.
Vedere? Vedere. Non mi avrebbe più visto.
Io non avrei più visto il suo sguardo e forse non avrei nemmeno più avuto i ricordi di lui come sempre era stato, come sempre lo avevo visto e vissuto.
Trattenni il pianto e mi feci forza nel trovare la forza che non avevo.

“Papà, papà, ma che hai fatto? Che hai fatto papà?”

Lui teneva la testa lievemente alzata verso di me, ma non nella direzione del mio viso. La sua testa, se avesse avuto ancora uno sguardo, avrebbe dovuto essere più alzata e più girata verso sinistra, per incontrare il mio di sguardo.
Era cieco e muoveva la testa come tale.
Come un cieco.
Gli asciugai il sangue dalle gote. Le mie dita erano rosse del sangue dei suoi occhi, ora.
Mi chinai verso di lui e lo abbracciai. Lui mi carezzò la nuca ed io scoppiai a piangere.
Mi consolava.

“Siediti figliolo” mi disse toccando con la mano la sedia alla sua destra.
Mi sedetti accanto a lui ed egli cercò la mia mano. Me la prese con entrambe le sue e cominciò a carezzarne il dorso, quasi a rassicurarmi.


“ Non mi rimangono molti anni da vivere, figlio mio.” cominciò a parlare.
“E già da molti mesi mi sto chiedendo cose che non possono avere risposta, ma che hanno cominciato ad ossessionarmi. Sono vecchio e i vecchi ci pensano a queste cose. Tutti i giorni. Cerco di distrarmi, ma quelle domande mi si affacciano sempre alla mente. Non ci posso fare niente se non ragionarci come se si trattasse di un problema da risolvere.
Dunque.
Non ho paura della morte, semmai ho paura del viatico per essa, che per la mia età può essere solo la malattia, la penosa malattia di ogni vecchio che non abbia la fortuna di morire all’improvviso. Ma non è questo il punto. Il punto è il dopo. Sarò sepolto e di me rimarrà il corpo a consumarsi nel tempo. Mi piacerebbe, sai, che fossi interrato senza bara. Ho sempre pensato che l’uomo nasce nudo senza alcuna protezione e dunque nudo e senza legno dovrebbe poter ritornare nel suo nulla. Il mio corpo diverrebbe terra e forse, con il tempo, evaporerebbe verso il cielo a diventare nuvola, chissà; e poi, forse, pioggia e mare o nuovo nutrimento per la terra stessa. Così mi piace pensare. Ma non sarà così. Sarò costretto in una bara zincata ed opprimente e me ne starò lì, col mio corpo morto, a non fare niente.
Vestito di tutto punto come ad un matrimonio o ad un funerale.
Che assurdità.
Perché mi sono strappato gli occhi?
Ora te lo dico e spero che tu non mi prenda per pazzo, perché, credimi non sono pazzo, ma solo previdente.
Mi sono immaginato senza corpo e senza identità.
Mi sono immaginato, insomma, di avere un’anima che sopravvivrà al mio corpo.
E sarà la mia anima a presentarsi a Dio -o chi per esso - e fare comunella con tutte le altre anime dei tempi.
Ma io non sono abituato a vivermi come pura essenza Come anima, intendo.
Io sono limitato dal mio corpo.
Mi guardo allo specchio, vedo le mie mani, vedo gli altri corpi intorno a me, vedo le cose, insomma, tutto, in funzione del mio corpo.
Ha sembianze l’anima? Io non credo sai! Io credo che l’anima sia tonda. Una sfera. Piccola , grande. Chi lo sa.?!
Credo che sia rotonda l’anima e soprattutto uguale a tutte le altre anime.
Ma io non so come possa abituarmi a vivere questi ultimi anni con il pensiero che non saprò distinguere quello che sono e che sono sempre stato, dal resto della gente.
Allora mi voglio abituare. Non posso rinunciare al corpo perché non posso ancora rinunciare alla vita, non voglio ancora, però posso rinunciare al metro di misura delle cose, della gente.
L’esteriore.
Così ,senza più occhi, senza più vedere, col tempo, dimenticherò il mio corpo, quello degli altri e forse, almeno spero, non avendo più margini a contorno saprò cosa significa sentirsi solo anima, senza corpo, senza quel filtro fisico che condiziona, che delimita, che esteriorizza la parte che di sicuro marcisce.
Perché il corpo marcisce di sicuro. Ma l’anima? L’anima marcisce? Sempre che ci sia. Ecco, sai….senza più occhi mi vorrò sentire come un elettrone. Lo sai , vero, che è scientificamente provato che gli elettroni rimangono? Sì che lo sai.
Ma come è fatto un elettrone? Io non lo so. Certo non ha braccia né gambe un elettrone, né tanto meno occhi. Forse è rotondo, come l’anima che immagino io. Ecco, figliolo, perché rinuncio agli occhi.
Per abituarmi a quel momento. Per essere sicuro che senza un corpo da vedere - il mio, ma anche il tuo e quello degli altri – io possa, piano piano, con il tempo dimenticare la materia e conoscere meglio quello che essa racchiude. Chissà che non riesca, pure, a scorgere nel buio quella sfera.”

La sua mano continuava a carezzare la mia. Lui non poteva vedere il mio pianto silenzioso ma ugualmente mi disse:

“Solo un cruccio mi rimane. Che per gli anni a venire forse non potrò più piangere”

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M.Sant
 
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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da M.Sant » 19 febbraio 2015, 16:58

La cecità
o la cecità

insomma essere ciechi o strapparsi gli occhi?



questa persona ha anticipato il compimento finalissimo
che sarebbe compito della sfortuna, invece essere ciechi non è una cosa brutta. Anzi.
ho condiviso tutto di questo racconto, che mi accade raramente.
Non so che fare, da un lato vorrei dimenticarla, contemporaneamente ho la certezza che sia l’unica persona, l’unica dell’intero universo, in grado di rendermi felice.


500 giorni insieme

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ZERO
 
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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da ZERO » 20 febbraio 2015, 6:31

Complimenti, un bel racconto colmo di significati!
Nelle nostre vite c'è un solo colore che dona senso all'arte e alla vita stessa: il colore dell'onestà mentale.

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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da guga » 21 febbraio 2015, 0:36

Racconto trasferito in BIBLIOTECA
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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da voodoo » 21 febbraio 2015, 21:23

guga ha scritto:Racconto trasferito in BIBLIOTECA
(Costanza Pocechini, Zero, M.Sant)

Congratulazioni all'Autore

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si? e perche' trasferito in bibblioteca?

non vedo commenti nè recinzioni
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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da guga » 21 febbraio 2015, 21:56

voodoo ha scritto:
guga ha scritto:Racconto trasferito in BIBLIOTECA
(Costanza Pocechini, Zero, M.Sant)

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si? e perche' trasferito in bibblioteca?

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Evidentemente troppo impegnato a cauterizzare il lavoro degli altri ti sfuggono le regole del Forum.
Se l'ho messa in BIBLIOTECA un motivo (o forse TRE) ci sarà / saranno...

guga

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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da voodoo » 21 febbraio 2015, 22:19

guga ha scritto:
voodoo ha scritto:
guga ha scritto:Racconto trasferito in BIBLIOTECA
(Costanza Pocechini, Zero, M.Sant)

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si? e perche' trasferito in bibblioteca?



non vedo commenti nè recinzioni
ma! i viggili urbani servono!!!


Evidentemente troppo impegnato a cauterizzare il lavoro degli altri ti sfuggono le regole del Forum.
Se l'ho messa in BIBLIOTECA un motivo (o forse TRE) ci sarà / saranno...

guga


si? e quali sarebbero queste regole?

la resa in italiano? l'uso degli avverbi, il ritmo? l'uso di lemmi? o l'oggetto?

[i][size=110][color=#008040]Evidentemente troppo impegnato a cauterizzare il lavoro degli altri ti sfuggono le regole del Forum.
Se l'ho messa in BIBLIOTECA un motivo (o forse TRE) ci sarà / saranno...

non mi sfuggono le regole del forum
dico quello che penso

salute sempre . oggi è sant'eleonora.

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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da guga » 22 febbraio 2015, 10:45

@VOODOO

C'è modo e modo di dire le cose: il tuo è sgradevole e a volte maleducato.
Pertanto ti richiamo ad un comportamento più corretto.

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Re: Perché mio padre si strappò gli occhi

da samarcanda » 22 febbraio 2015, 10:46

decisamente molto drammatico e filosofico. Non condivido il movente, ma è puramente un fatto soggettivo: io la morte la voglio vedere in faccia e chiederle tante cose.


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