IL 5 MANGIO (MANZONI)

Rifacimento in chiave di parodia di famose Poesie dei Grandi della nostra letteratura
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Parodia di famose Poesie dei Grandi della nostra letteratura.
Gli Autori dovranno rispettare per quanto possibile la struttura dell'originale ( strofe, metrica rime assonanze etc etc.)
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Mr_Imagoo
 
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IL 5 MANGIO (MANZONI)

da Mr_Imagoo » 12 febbraio 2016, 17:22

Il 5 Mangio

Ei fu siccome immobile
dato il mortal sospiro,
strinse la panza immemore
secca più d’un fachiro,
così malmessa, sguarnita
la panza al pranzo sta,
muta pensando all'ultima
orata e all'uov pasquale;
né sa quando una simile
frappa del carnevale
la sua bianca polvere
ad assaggiar potrà.
Ella immaginando l'olio
vide il mio desco e tacque;
quando, con voce assidua,
cadde, risorse e rinacque,
al mille foglie guarnito
vista che da mo non ha:
vergin del cervo encomio
e di cotanto formaggio,
insorge or commossa al sùbito
sparir di tanto foraggio;
e scioglie un canto stitico
che forse mai s’udrà.
Dall'alci a tutti l’amidi,
al Manzotin sul treno,
di quel paguro il culmine
tenea dentro al duodeno;
sognai che un dì mangiai,
dall'uno all'altro bar.
Fu vera baldoria? Ai posteri
l'ardua crescenza: nui
aneliam caciotta del Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo alito
più vasta forma puzzar.
La porcellosa e la tiepida
salamoia non han disdegno,
l'arista d'un porco docile
serve, pensando al sugno;
e l’ungo come un proemio
ch'era follia spennellar;
tutto ella provò: la cicoria
ripassata intinta al coniglio,
l'acciuga della trattoria,
la brodaglia del triste miglio;
due polli sotto cenere,
due quaglie da frigobar.
Ella si lamentò: due broccoli,
dal puzzo ancor bruciato,
malmessi in lei si sciolsero,
così aspettando il flato;
e fe’ boato come salnitro
scoppiando con gran fragor.
E pianse perché mai sazia,
chiusa da una fame immonda,
neanco un pò d’indivia
o di focaccia rotonda,
di commestibil sodio
dal salmastro sapor.
Come testa di sarago
la panza si torse offesa,
la panza dal pasto misero,
empia d'avanzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
crude carote invan;
tal che un peto dal culo
delle scorie scese.
Oh quante volte ai clisteri
cagar se stessa chiese,
e sulle bianche pagine
cader la stanca man!
Oh quante volte, al fallito
fiorir di cozze aperte,
di lombi assai sanguinei,
di focacce dal sem ricoperte,
strinse, e da quel dì che furono
le salse un souvenir!
E ripensò alle nobili
merende, ai pan gialli,
ai lamponi a grappoli,
ai croccanti taralli,
al crescente desiderio
del ruttar riuscir.
Ahi! forse per tanto strazio
cadde lo pan dell’angelo,
e lievitò; e umida
venne la manna dal cielo,
e in più soave aere
pietanze trasportò;
e l'olio, pei sapidi
pesci della paranza,
e li scampi collo scrocchio
del pan che avanza,
fè silenzio funebre
e la cicoria trapassò.
Grassa e ospital! benefica
panza ai torroni avvezza!
Scrivi ancor questo, allargati;
ché più non disprezza
il male odor del saprofita
di cui giammai si privò.

Tu dalle sporche ceneri
mangi ora pure la scarola:
ed il tonno che nel susci sta,
che ti sfama e ti consola,
dalla baia del Cadice
nella panza si posò.






Il 5 Maggio


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.


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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da Aleteia » 12 febbraio 2016, 17:47

un cimento notevole !!!
La libertà dell’essere passa attraverso il rogo dell’apparire
Margot Croce

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da puerlongaevus » 12 febbraio 2016, 20:22

Mr_Imagoo ha scritto:Il 5 Mangio

Ei fu siccome immobile
dato il mortal sospiro,
strinse la panza immemore
secca più d’un fachiro,
così malmessa, sguarnita
la panza al pranzo sta,
muta pensando all'ultima
orata e all'uov pasquale;
né sa quando una simile
frappa del carnevale
la sua bianca polvere
ad assaggiar potrà.
Ella immaginando l'olio
vide il mio desco e tacque;
quando, con voce assidua,
cadde, risorse e rinacque,
al mille foglie guarnito
vista che da mo non ha:
vergin del cervo encomio
e di cotanto formaggio,
insorge or commossa al sùbito
sparir di tanto foraggio;
e scioglie un canto stitico
che forse mai s’udrà.
Dall'alci a tutti l’amidi,
al Manzotin sul treno,
di quel paguro il culmine
tenea dentro al duodeno;
sognai che un dì mangiai,
dall'uno all'altro bar.
Fu vera baldoria? Ai posteri
l'ardua crescenza: nui
aneliam caciotta del Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo alito
più vasta forma puzzar.
La porcellosa e la tiepida
salamoia non han disdegno,
l'arista d'un porco docile
serve, pensando al sugno;
e l’ungo come un proemio
ch'era follia spennellar;
tutto ella provò: la cicoria
ripassata intinta al coniglio,
l'acciuga della trattoria,
la brodaglia del triste miglio;
due polli sotto cenere,
due quaglie da frigobar.
Ella si lamentò: due broccoli,
dal puzzo ancor bruciato,
malmessi in lei si sciolsero,
così aspettando il flato;
e fe’ boato come salnitro
scoppiando con gran fragor.
E pianse perché mai sazia,
chiusa da una fame immonda,
neanco un pò d’indivia
o di focaccia rotonda,
di commestibil sodio
dal salmastro sapor.
Come testa di sarago
la panza si torse offesa,
la panza dal pasto misero,
empia d'avanzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
crude carote invan;
tal che un peto dal culo
delle scorie scese.
Oh quante volte ai clisteri
cagar se stessa chiese,
e sulle bianche pagine
cader la stanca man!
Oh quante volte, al fallito
fiorir di cozze aperte,
di lombi assai sanguinei,
di focacce dal sem ricoperte,
strinse, e da quel dì che furono
le salse un souvenir!
E ripensò alle nobili
merende, ai pan gialli,
ai lamponi a grappoli,
ai croccanti taralli,
al crescente desiderio
del ruttar riuscir.
Ahi! forse per tanto strazio
cadde lo pan dell’angelo,
e lievitò; e umida
venne la manna dal cielo,
e in più soave aere
pietanze trasportò;
e l'olio, pei sapidi
pesci della paranza,
e li scampi collo scrocchio
del pan che avanza,
fè silenzio funebre
e la cicoria trapassò.
Grassa e ospital! benefica
panza ai torroni avvezza!
Scrivi ancor questo, allargati;
ché più non disprezza
il male odor del saprofita
di cui giammai si privò.

Tu dalle sporche ceneri
mangi ora pure la scarola:
ed il tonno che nel susci sta,
che ti sfama e ti consola,
dalla baia del Cadice
nella panza si posò.






Il 5 Maggio


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.




meglio riuscir ruttar....ma come kakkio ce siamo ridotti qui noi ., 0 nobili estensori dell'afflato poetico fin sulla sogliola dell'excursus batraciano et boccacciano atque blasfemico, comeeeeeee??? chi cominciò cribbio, se non c'è più RAS né Voodoo né Jack ...insomma non mi dite che il ConanteZeus o tonante ?? iniziò lui medesimo assiso su nell'Olimpico o Flaminio?? tanto la roma ribecca sempre....okok scandalisticamente mi sento compromesso io il puer , ma da porco longaevus ce sguazzo come un maiale qui o miei numi blasfemici o tutori zuzzurelloni...ma a proposito Stè ? una domandina veloce veloce...ma lei scusi ma quanti anni cià???okok non li dica, ma...alla sua età ancora sta cazzeggiand000000??????? :!: :?: :lol: :mrgreen: :roll: :D sciaoooooooooooooooooooooooooooo
mietti virgilio

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da Mr_Imagoo » 12 febbraio 2016, 22:07

meglio riuscir ruttar....ma come kakkio ce siamo ridotti qui noi ., 0 nobili estensori dell'afflato poetico fin sulla sogliola dell'excursus batraciano et boccacciano atque blasfemico, comeeeeeee??? chi cominciò cribbio, se non c'è più RAS né Voodoo né Jack ...insomma non mi dite che il ConanteZeus o tonante ?? iniziò lui medesimo assiso su nell'Olimpico o Flaminio?? tanto la roma ribecca sempre....okok scandalisticamente mi sento compromesso io il puer , ma da porco longaevus ce sguazzo come un maiale qui o miei numi blasfemici o tutori zuzzurelloni...ma a proposito Stè ? una domandina veloce veloce...ma lei scusi ma quanti anni cià???okok non li dica, ma...alla sua età ancora sta cazzeggiand000000??????? :!: :?: :lol: :mrgreen: :roll: :D sciaoooooooooooooooooooooooooooo[/quote]



Caro Vir finalmente alla tua età cominci un pò a cazzeggiare anche te :D
grazie del commento ;)

ciao

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da malatesta » 13 febbraio 2016, 11:14

Più che dirti bravo, bravissimo, bravo, devi sapere che a Lecce vi è un ristorantino molto simpatico, si chiama Yoice, dove alle pareti trovi foto e quadri di poeti e scrittori, ma anche le loro poesie a intrattenere i clienti, questa tua per me potrebbe stare all'ingresso, farebbe entrare a mangiare anche i satolli.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da marylia » 13 febbraio 2016, 11:40

Scompisciommi già per il titolo :D



"Dall'alci a tutti l’amidi,
al Manzotin sul treno,
di quel paguro il culmine
tenea dentro al duodeno;
sognai che un dì mangiai,
dall'uno all'altro bar."

Questo passaggio poi....... :lol: :lol: :lol:

Bravo,bravissimo
continua :P
-
per chi fosse interessato,qui ho postato i miei lavori di audiovideopoesie e prose _ viewtopic.php?f=26&t=2114[/size]

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da marylia » 13 febbraio 2016, 11:43

Il 5 mangio (per l'ultima volta)

disse il pensionato :cry:

volendone fare una versione più drammatica ;)
-
per chi fosse interessato,qui ho postato i miei lavori di audiovideopoesie e prose _ viewtopic.php?f=26&t=2114[/size]

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da Mr_Imagoo » 13 febbraio 2016, 13:36

marylia ha scritto:Scompisciommi già per il titolo :D



"Dall'alci a tutti l’amidi,
al Manzotin sul treno,
di quel paguro il culmine
tenea dentro al duodeno;
sognai che un dì mangiai,
dall'uno all'altro bar."

Questo passaggio poi....... :lol: :lol: :lol:

Bravo,bravissimo
continua :P




dopo 'sta fatica improba mi dici continua...ti pare facile, se ne riparla il prossimo 5 quando rimangio :D

grazie per l'apprezzamento ;)

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da Mr_Imagoo » 13 febbraio 2016, 13:39

malatesta ha scritto:Più che dirti bravo, bravissimo, bravo, devi sapere che a Lecce vi è un ristorantino molto simpatico, si chiama Yoice, dove alle pareti trovi foto e quadri di poeti e scrittori, ma anche le loro poesie a intrattenere i clienti, questa tua per me potrebbe stare all'ingresso, farebbe entrare a mangiare anche i satolli.




ma grazie Raf ;) detto da te poi ha un valore speciale. Quindi per analogia le tue parodie andrebbero messe nelle sale d'attesa dei Casini, appena riapriranno? :D :D

ciao ;)

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Re: IL 5 MANGIO (MANZONI)

da stefanocona » 13 febbraio 2016, 13:53

Io avevo rinunciato a cimentarmi col manzoniano 5 maggio. Troppo lungo e difficile. E invece me lo ritrovo qui confezionata con sagacia e fedeltà strutturale all'originale. Che panza di risate!!!

Bravissimo Ste da incorniciare

stefano
Stefano Antonio Mariano Cona


Mi feci tante domande che andai a vivere sulla riva del mare e gettai in acqua le risposte per non litigare con nessuno. ( Neruda)

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