I matti

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Sarino
 
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I matti

da Sarino » 7 giugno 2017, 21:41

I matti non amano il tempo
preferiscono lancette indossate per terra
e qualche busta di plastica
da riempire con la grazia muta della voce.
Sono santi e fanno i miracoli, stringono quadri
senza nessun colore da appendere.
I matti sono figli della fortuna
hanno sorelle immaginate e fratelli di paglia.
I matti arrivano sempre tardi,
non sanno contare, hanno paura del buio
ma non frequentano la luce.
I matti sorridono sempre,
mostrano denti marci e caramelle sotto la lingua.

I matti non sanno camminare,
nascono da letti sistemati col ferro.
Non hanno sogni, sono santi appesi ai cancelli
con la lingua nera piena di bestemmie.
I matti non hanno scelte, guardano e vanno oltre,
con gli occhi bagnati dal niente,
con quella bellezza balbettata ad ogni crocifisso in visita.
I matti non hanno ricordi, nuvole in rovina
si agitano come lanterne
tra un passato senza olio e un domani di vetro.

I matti non hanno nome né città,
sono la gioia abbandonata dei giocattoli,
le ali spezzate dal temporale. Sono furto e meraviglia,
estasi e fosso per ogni missione d’orizzonte.
I matti fanno la corte a pochi spiccioli di realtà,
sono quelli che all’inferno ci sono già.

Quando non sai cos'è, allora è jazz! - (La leggenda del pianista sull'oceano)

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Re: I matti

da vaibhava das » 9 giugno 2017, 9:16

Salta, Mefisto, gliene diamo atto:
ghigna nel male, inforca in pece e in zolfo;
urla il trapunto, che appelliamo: "il matto".....

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Re: I matti

da guga » 19 giugno 2017, 0:15

I veri "matti" sono quelli fuori dai manicomi...
Leggere, in proposito, gli insegnamenti della grande Alda Merini.

Ciao Saro!

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f.almerighi
 
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Re: I matti

da f.almerighi » 21 giugno 2017, 12:57

un bel pezzo di commozione e alcuni versi direi importanti:
"i matti non sanno camminare/nascono da letti sistemati col ferro" e qui ho pensato alla vergognosa Ausmerzen perpetrata dai nazisti in Germania ai danni di questi deboli
"i matti fanno la corte a pochi spiccioli di realtà,/sono quelli che all’inferno ci sono già." degno corollario ai versi precedenti


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