... E IL RUSCELLO PORTA IL MONTE AL MARE,

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catrini
 
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... E IL RUSCELLO PORTA IL MONTE AL MARE,

da catrini » 3 novembre 2017, 18:39

resine di pino sulla cresta selvaggia che batte lo scoglio
in un sussulto di roccia ; nostalgia di profumo,
la salsedine acquieta !
D'aghi di ginestra contorno, scaglie di pietre
le mie piaghe.
Dov'è l'onda che mi fece scoglioso ?
Ecco briciole d'infanzia in un pugno di sabbia,
un costume di lana che pesa e dilata
ad una lacrima.
Che trottola la vita, entrava nelle formelle
d'acque già agitate !
Nere croci di ferro battuto
sono ricamo ai piedi della chiesa,
laggiù le punte dell'abetaia attente
al rumore di labbra !
Come l'irruenza appiana la riva, me ne andrò
dalle parole tenendo un segreto.
Non basta la crosta dei sassi a sedimentare
il dolore.
L'orma di un ginocchio è granello di preghiera,
respira sottovoce l'azzurro, quasi dorme
nella sua conca d'orizzonti.
Spettri tra polvere di neve,
il nero volo radente è solo gracchiare
tra l'essere e non essere.
Un raggio di sole accentua le ombre, il bianco
gabbiano non è più solo.
Cammino su cozze che fanno da lingua ad una spiaggia
deserta, mi parlano di Federica che rastrella
vento di marina.
Su nell'alto lo scirocco pettina nuvole,
giù nel sottobosco il rigagnolo fa bandiera d'alghe.
Spolpato dalla tramontana
marinaio vai sulla tua vela immaginaria
pesa l'aria, sa di piombo, attrito di due lamine
a restringere il veduto.
Fasci di nebbia precipitano nel bosco, ragnatele
di chiome che diradano sulla chiara pelle dei platani
e il batacchio è brucare d'erbe
che raggiunge il bosco assonnato negli umori
del silenzio.
Foglie sono timpano di gocce.
Rotolano merletti sulla battigia, attendo il respiro
della ghiaia.
Giacciono conchiglie in un osso di seppia
e la solitudine
nega l'orma di un passero.

28 ottobre 2017

catrini

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vaibhava das
 
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Re: ... E IL RUSCELLO PORTA IL MONTE AL MARE,

da vaibhava das » 4 novembre 2017, 4:50

Mi rammenta di Eugenio Montale.


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