Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*********

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Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*********

da malatesta » 25 gennaio 2016, 16:24

Zio, quando dimenticherai?

Mai Marco, però ho da andare a scavare la canapa, avrò tanto male alle mani che penserò solo a quelle, forse penserò anche alla fame, ma è un’altra cosa, perché a sera tornerò da zia Marta.

Perché zio, vi sono fame diverse?

Accadrà vedrai, come è stato per me, che la fame sarà motivo di altre cattiverie, ma ne parleranno quelli che sono sazi e per loro sarà facile e bello, e forse si sazieranno ancora di più, quando sarà, tu prova a far parlare di fame quelli che non mangiano da settimane, non ne avranno la forza.

Ma non è un bene che qualcuno ne parlerà per loro?

Vedrai che nessuno mai parla con la voce dell’altro, saranno imitazioni del dolore e della fatica per averne ancora più appetiti, chi avrà fame sarà un buon motivo per arricchire le tasche a chi le avrà, e ricorda che la fame è sempre nuda

Detto così zio, sembra che nessuno sarà buono un giorno, allora non cambierà nulla?

Cambierà, cambierà, sarà però per gli occhi e non per il cuore, anche i cattivi avranno più ragioni di ieri ed i buoni saranno solo da una parte, quella dove sarà anche la forza, ma il vero problema sarà che ai cattivi non corrisponderà la debolezza.

Allora come si farà a capire dove stare?

Se non starai mai dalla parte che vince ti sentirai bene con la coscienza e male con la mente, dovrai lavorare molto di fantasia per non diventare cattivo con i buoni e buono con i cattivi, altrimenti sarai un vigliacco come quelli che mi hanno affamato per quasi un anno al freddo del paese delle patate, dove tutti ne mangiano come da noi i maiali, ma non ingrassano mai.

Dici il paese dove sei stato prigioniero?

Prigioniero io mai, vedi caro Marco, la prigione è solo della mente, i cattivi di quel paese credevano di farcela a farmi impazzire, ma io ho sempre pensato, si ho solo pensato, sai il pensiero è invisibile e nessuno sa quale è la sua forza, quale catene può spezzare, quali montagne può valicare, quanta strada può fare, importante per me era di non smettere di pensare, sarei morto così, ma non per fame.

Allora quando avevi fame tu pensavi?

Non è così, è che il pensiero non ha bisogno di mangiare e c’è chi resiste alla fame per molto tempo perché sa che non si vive per mangiare ma si mangia per vivere, così io mi accontentavo a volte anche solo del profumo della tavola di zia Marta che riuscivo a sentire con la fantasia, a volte pensa che ne facevo sentire un po’ anche agli altri.

Come si fa a sentire il profumo con la fantasia?

La strada più facile era il sorriso, poi vi era la poesia, quella strana forma di parlare lento e dolce dicendo cose che neppure io sapevo di saper dire, venivano alla bocca come da sole, sai qualcuno mi prese per un prete, altri dicevano che ero poeta, ma io sapevo di essere solo un forte contadino che non voleva morire, perciò pensavo.

Mi dici qualcosa che pensavi per non morire?

Non pensavo a dio, ma non dirlo a zia Marta, se ne dispiace, pensavo a me, pensavo che se ero nato un motivo per vivere ci doveva pur essere, un motivo che i cattivi di quel paese non conoscevano, perché i paesi caro Marco, sono molto diversi anche se sono molto vicini, ma la gente è più uguale di quanto essa stessa pensi, bisogna che non ci siano più i paesi e ci sia solo la gente, ricordalo.

Ma come può esserci la gente senza i paesi?

Se lo chiedi a zia Marta, se lo chiedi a don Simone, se lo chiedi al tuo Gesù, ti diranno tutti che è possibile, anche tua madre ti dirà che ogni essere può essere, perciò non rinunciare mai a questo sogno, solo così non vi saranno più fame e cattiveria, solo così non vi saranno più i vigliacchi che ancora dicono che io mi invento tutto per raccontarti favole, la mia storia non è un cunto, è la voce di chi invece non può più raccontare

Grazie zio, un giorno scriverò di questa tua voce.
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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )

da f.almerighi » 26 gennaio 2016, 14:01

La strada più facile era il sorriso, poi vi era la poesia, quella strana forma di parlare lento e dolce dicendo cose che neppure io sapevo di saper dire, venivano alla bocca come da sole, sai qualcuno mi prese per un prete, altri dicevano che ero poeta, ma io sapevo di essere solo un forte contadino che non voleva morire, perciò pensavo.


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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da stefanocona » 26 gennaio 2016, 17:25

Pagina in evidenza. Verità attuali sempre e sempre più atrocemente. Tratti poetici di una filosofia semplice e troppo evidente per essere "vista" da tutti.

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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da Sarino » 26 gennaio 2016, 18:34

hai fatto benissimo a scriverne!
Emozionale e genuina come forse solo le cose di una volta sapevano essere : parole e situazioni che riempiono e non solo il cuore, ma l'anima e quell'antefatto chiamato radice.
Bellissima pagina, evidenza meritatissima
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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )

da malatesta » 27 gennaio 2016, 9:26

f.almerighi ha scritto:La strada più facile era il sorriso, poi vi era la poesia, quella strana forma di parlare lento e dolce dicendo cose che neppure io sapevo di saper dire, venivano alla bocca come da sole, sai qualcuno mi prese per un prete, altri dicevano che ero poeta, ma io sapevo di essere solo un forte contadino che non voleva morire, perciò pensavo.


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Grazie, questo mio zio mi insegnò che solo il pensiero è libertà assoluta per l'uomo, sapeva appena scrivere il suo nome, ma sapeva leggere.
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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da malatesta » 27 gennaio 2016, 9:27

stefanocona ha scritto:Pagina in evidenza. Verità attuali sempre e sempre più atrocemente. Tratti poetici di una filosofia semplice e troppo evidente per essere "vista" da tutti.

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Grazie Stefano dell'evidenza, si scrive tanto sulla memoria, non so quanto si scriva ricordando, e soprattutto chi legge, cosa legge?
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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da malatesta » 27 gennaio 2016, 9:30

Sarino ha scritto:hai fatto benissimo a scriverne!
Emozionale e genuina come forse solo le cose di una volta sapevano essere : parole e situazioni che riempiono e non solo il cuore, ma l'anima e quell'antefatto chiamato radice.
Bellissima pagina, evidenza meritatissima


Grazie Sarino, ne ho scritto tanti anni fa, quando ricordare con gli occhi di un bimbo mi era facile e bello come esserlo ancora.
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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da vaibhava das » 27 gennaio 2016, 16:20

Credo che , scomparissero anche le sovranità nazionali, le guerre non smetterebbero, bensì si estenderebbero. Le prove le abbiamo: Più ripetono "mai più orrori", più, gli stessi che lo ripetono, aumentano gli orrori, e guai a dirglielo!

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Re: Pro Memoria - (a mio zio G. che non morì a Dachau )*****

da malatesta » 28 gennaio 2016, 18:55

vaibhava das ha scritto:Credo che , scomparissero anche le sovranità nazionali, le guerre non smetterebbero, bensì si estenderebbero. Le prove le abbiamo: Più ripetono "mai più orrori", più, gli stessi che lo ripetono, aumentano gli orrori, e guai a dirglielo!


Partiamo da convincimenti diversi, l'uomo è arrivato un po' prima delle nazioni, egli può starne senza, viceversa esse non esistono da sole, un diverso modo di abitare la Terra non è precluso in teoria nel tempo, mai smettere di ricordare, ma mai smettere neppure di sognare.
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