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Perché AMORE

MessaggioInviato: 17 febbraio 2016, 20:25
da malatesta
Ci fu un tempo, che ebbe inizio e fine, in cui gli uomini non ebbero l’amore.

Cominciò quel tempo quando due rette parallele si incontrarono e l’infinito finì, e la luce prese a viaggiare all'inverso nello spazio, andando dal buio alla fonte.
Nessuno si accorse delle due regole invertite, e si continuò a mettere i treni sui binari e ad accendere le lampade nelle notti.
Alle stazioni di arrivo le folle in attesa erano sempre più grandi, fino a svuotare le città, e di giorno si brancolava nel buio, scontrandosi come tra ciechi.
Poi scomparvero tutti i treni del mondo, e non ci furono più il giorno e la notte, e gli uomini erano come ombre senza soli.
Tutto il resto del mondo andava come sempre, e lentamente gli uomini si adattarono a quella nuova vita.

Un giorno comparve alla vista di tutti un punto, ma sembrava che lo si vedesse dall'interno, come se quel punto fosse un cielo finito senza luce.
Fu allora che gli uomini, guardandosi all'interno di quel punto, si videro.
Tutti erano vecchi ed avevano la stessa età, una età senza vita, come se il tempo non andasse più avanti, e neppure indietro.
Tutto era fermo.

Per continuare, presi una matita e da quel punto tracciai due binari su cui lanciai un trenino che avevo tenuto nel cassetto dei ricordi, e colorai di luce il cielo di quegli uomini senza età.
E fu amore di uovo.

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 18 febbraio 2016, 8:40
da vaibhava das
Viva, viva! ( al fine lieto).

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 18 febbraio 2016, 10:35
da Rosario
malatesta ha scritto:Ci fu un tempo, che ebbe inizio e fine, in cui gli uomini non ebbero l’amore.

Cominciò quel tempo quando due rette parallele si incontrarono e l’infinito finì, e la luce prese a viaggiare all'inverso nello spazio, andando dal buio alla fonte.
Nessuno si accorse delle due regole invertite, e si continuò a mettere i treni sui binari e ad accendere le lampade nelle notti.
Alle stazioni di arrivo le folle in attesa erano sempre più grandi, fino a svuotare le città, e di giorno si brancolava nel buio, scontrandosi come tra ciechi.
Poi scomparvero tutti i treni del mondo, e non ci furono più il giorno e la notte, e gli uomini erano come ombre senza soli.
Tutto il resto del mondo andava come sempre, e lentamente gli uomini si adattarono a quella nuova vita.

Un giorno comparve alla vista di tutti un punto, ma sembrava che lo si vedesse dall'interno, come se quel punto fosse un cielo finito senza luce.
Fu allora che gli uomini, guardandosi all'interno di quel punto, si videro.
Tutti erano vecchi ed avevano la stessa età, una età senza vita, come se il tempo non andasse più avanti, e neppure indietro.
Tutto era fermo.

Per continuare, presi una matita e da quel punto tracciai due binari su cui lanciai un trenino che avevo tenuto nel cassetto dei ricordi, e colorai di luce il cielo di quegli uomini senza età.
E fu amore di uovo.


Un racconto (ino) sfizioso (a mio modesto parere),
tra una sceneggiatura di X file, schegge di psicoanalisi, la scrittura automatica (quindi onirica) propria dei surrealisti,
una spruzzatina di non sense alla Jonesco, e un lampeggiare strutturale tra Kafka e La Recerche di Proust ...
Insomma a me ha acchiappato parecchio anche dissentendo su alcuni possibili significanti (questione d'interpretazione)
ovvero un pastiche che è un piccolo capolavoro (sempre secondo il mio asimmetrico gusto)!

Ciao
Rosario

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 18 febbraio 2016, 12:47
da Anna Naro
E' l'Amore a dare senso a tutto e tu l'hai saputo esprimere in maniera originale e fantastica!
Buona giornata
Anna

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 18 febbraio 2016, 19:30
da Aleteia
mi chiedevo se questi racconti a tema universale facciano parte di una raccolta.
hanno un che di favola da raccontare pur avendo una ricerca di significato profondissimo, li leggo in un linguaggio volutamente povero e semplice, ma riccamente icastico e surreale, quasi dovessero arrivare, appunto, ad un pubblico infantile... stile piccolo principe, per intenderci: lo si narra ai piccoli per far capire i grandi

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 19 febbraio 2016, 16:26
da malatesta
vaibhava das ha scritto:Viva, viva! ( al fine lieto).


Hip hip, urrà!

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 19 febbraio 2016, 16:29
da malatesta
Rosario ha scritto:
malatesta ha scritto:Ci fu un tempo, che ebbe inizio e fine, in cui gli uomini non ebbero l’amore.

Cominciò quel tempo quando due rette parallele si incontrarono e l’infinito finì, e la luce prese a viaggiare all'inverso nello spazio, andando dal buio alla fonte.
Nessuno si accorse delle due regole invertite, e si continuò a mettere i treni sui binari e ad accendere le lampade nelle notti.
Alle stazioni di arrivo le folle in attesa erano sempre più grandi, fino a svuotare le città, e di giorno si brancolava nel buio, scontrandosi come tra ciechi.
Poi scomparvero tutti i treni del mondo, e non ci furono più il giorno e la notte, e gli uomini erano come ombre senza soli.
Tutto il resto del mondo andava come sempre, e lentamente gli uomini si adattarono a quella nuova vita.

Un giorno comparve alla vista di tutti un punto, ma sembrava che lo si vedesse dall'interno, come se quel punto fosse un cielo finito senza luce.
Fu allora che gli uomini, guardandosi all'interno di quel punto, si videro.
Tutti erano vecchi ed avevano la stessa età, una età senza vita, come se il tempo non andasse più avanti, e neppure indietro.
Tutto era fermo.

Per continuare, presi una matita e da quel punto tracciai due binari su cui lanciai un trenino che avevo tenuto nel cassetto dei ricordi, e colorai di luce il cielo di quegli uomini senza età.
E fu amore di uovo.


Un racconto (ino) sfizioso (a mio modesto parere),
tra una sceneggiatura di X file, schegge di psicoanalisi, la scrittura automatica (quindi onirica) propria dei surrealisti,
una spruzzatina di non sense alla Jonesco, e un lampeggiare strutturale tra Kafka e La Recerche di Proust ...
Insomma a me ha acchiappato parecchio anche dissentendo su alcuni possibili significanti (questione d'interpretazione)
ovvero un pastiche che è un piccolo capolavoro (sempre secondo il mio asimmetrico gusto)!

Ciao
Rosario


Grazie Rosario, io credo che ogni autore dopo un tuo commento è tenuto a rileggere ciò che ha scritto, la tua capacità di sintesi critica è uno stimolo per approfondire sé stessi.

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 19 febbraio 2016, 16:30
da malatesta
Anna Naro ha scritto:E' l'Amore a dare senso a tutto e tu l'hai saputo esprimere in maniera originale e fantastica!
Buona giornata
Anna


Grazie Anna, l'originalità e la fantasia dovrebbero essere sempre attributi dell'amore.

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 19 febbraio 2016, 16:33
da malatesta
Aleteia ha scritto:mi chiedevo se questi racconti a tema universale facciano parte di una raccolta.
hanno un che di favola da raccontare pur avendo una ricerca di significato profondissimo, li leggo in un linguaggio volutamente povero e semplice, ma riccamente icastico e surreale, quasi dovessero arrivare, appunto, ad un pubblico infantile... stile piccolo principe, per intenderci: lo si narra ai piccoli per far capire i grandi


Hai visto giusto, ho scritto tanti raccontini in stile surreale più che favolistico, pensando di cogliere le letture dei piccoli e dei grandi, quasi come un modo per unire tempi e generazioni, ma è solo l'illusione di un raccontatore più che di uno scrittore.

Re: Perché AMORE

MessaggioInviato: 7 ottobre 2016, 12:31
da Giuseppe Novellino
Pieno di simbolismo con effetti surreali. Buona riflessione, in forma narrata, sul valore dell'amore.