Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

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malatesta
 
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Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

da malatesta » 25 settembre 2016, 10:41

“Il treno Frecciarossa 1000 delle ore 7,40 partirà dal binario 17 anziché dal binario 19, fare attenzione agli annunci”.

Anche mio padre rimarrebbe sorpreso della puntualità che hanno le ferrovie italiane da un po’ di tempo, quando ero piccolo lui mi raccontava di una volta in cui i treni non erano mai in ritardo, poi sorrideva e diceva che forse non lo erano solo per non finire anche loro in carcere, che per lui era il deposito ferroviario dove lavorava da operaio.
Compresi l’ironia di questo suo dire che avevo appena smesso i pantaloni corti, fu quando poi cominciai a viaggiare da solo per il paese che capii anche la differenza tra la puntualità e il ritardo.
Sul tabellone di una piccola stazione di una linea secondaria trovai due orari, quello ufficiale ma ormai virtuale era stampato in nero e a fianco era scritto a mano e in rosso quello che era diventato il reale.
Ero intento a leggere per capirci qualcosa, quando un vecchio capostazione in bianco e nero che sembrava reincarnare l’ingegnere Stephenson, così parlò.
“Ragazzo, deciditi, il treno sta per partire, scegli il rosso del futuro o il nero del passato? Sappi che il ritardo di un’ora è come un anticipo di ventitré, dipende da che tempo vivi, il tuo o quello dei treni”
Poi alzò la paletta dalla parte del verde e fischiò lungamente, e mentre io salivo su quel treno rosso che partiva chissà per dove, mi scomparve alla vista d’improvviso, forse doveva rientrare in fretta nel suo quadro di inventore della locomotiva, pensai.

Ricordando quei primi viaggi con la stessa felicità di allora, arrivo distrattamente al binario 17 e vedo che è deserto per tutta la sua lunghezza, da dove nasce nella stazione fino a che muore alla vista nella campagna un po’ nebbiosa, ma non è triste e solitario come nella canzone, anzi, siamo proprio in tanti stamattina a guardarlo e tutti ci chiediamo dove sia finita la Frecciarossa delle 7,40, poi diamo uno sguardo agli orologi, sono già le 7,40.

“E’ in partenza dal binario 17 il treno Frecciarossa 1000 delle ore 7,40, ferma a Roma e prosegue per Milano Centrale dove arriva alle ore 11,55”


Puntualissimo come sempre, peccato solo che non ci sia nessun treno sul binario.
Ci guardiamo, molti di noi si parte alla stessa ora da anni ma non ci siamo mai neppure salutati, siamo sempre solo occhi ancora un po’ assonnati che questa volta però si cercano come mai, e tutti d’improvviso si svegliano fino a sorridersi un po’, il treno invisibile stamane finalmente ci ha resi visibili.
“Che scherzo è”, mi chiede la signora che ho sempre ammirato per come sta sui tacchi di prima mattina, “io non vedo nessun treno, forse è partito in anticipo”.
“Mi sembra un po’ troppo signora”, le rispondo tra il filosofico e lo spiritoso, “l’anticipo in fondo è come il ritardo, se è così ci dovranno rimborsare”, e tento un timido sorriso di approccio.
“Ma che cazzo ride”, mi sbraita addosso tutta la sua rabbia un tipo in abito da politico di provincia per davvero di classe zero, “io mi sono svegliato alle cinque e sono qui da un’ora, e non si è visto nessun treno su questo binario, adesso mi sentono…..” e va via per non so dove, ma fa bene.
Una ragazza forse italiana o forse no, capelli rossi stile medusa, pittata più che truccata quasi tutta di nero, ancora a settembre vestita d’estate, con una valigia a zaino, certamente una dei pochi di noi che non viaggiano per lavoro, guarda il display e sentenzia.
“Ma qui non parte mica la Frecciarossa 1000, qui partono i treni per Battipaglia, il prossimo è alle 8,10, quasi quasi vado a Battipaglia, a Roma ci vado domani”, e si accende un mozzicone di canna con uno Zippo d’annata da fare invidia ai miei sigari.
Beato chi in tasca ha i biglietti per tutte le destinazioni, penso, e mi tornano alla mente il volto e le parole di quel capostazione in bianco e nero, la ragazza vive il suo tempo, noi poveri altri invece ci siamo ridotti a vivere il tempo dei treni, ecco perché stamane non sappiamo cosa fare al binario 17.

“Attenzione prego, causa l’assenza dei viaggiatori, è in partenza in ritardo il treno Frecciarossa 1000 delle ore 7,40, invitiamo i signori che sono al binario 17 a recarsi con urgenza al binario 19, come correttamente indicato nei monitor e negli orari”.

Caro papà, saresti sicuro oggi che non si meriti il carcere chi fa andare i treni in ritardo?
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Re: Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

da vaibhava das » 26 settembre 2016, 19:31

Se ci fosse l'ora solare, le sette e quaranta sarebbe la seconda delle dodici ore del dì, e il campanile batterebbe due colpi. Il tre-no è tre volte un no: "1)no; 2) no; 3) no. Difatti.....

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Re: Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

da Giuseppe Novellino » 28 settembre 2016, 11:43

Interessante questo raccontino fantaferroviario, dove la fantasia si mescola alla realtà in un modo particolare che esalta alla fine l'effetto surreale.
E' scritto bene, con efficacia espressiva e personalità. Mi è piaciuto.

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Re: Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

da malatesta » 4 ottobre 2016, 20:32

vaibhava das ha scritto:Se ci fosse l'ora solare, le sette e quaranta sarebbe la seconda delle dodici ore del dì, e il campanile batterebbe due colpi. Il tre-no è tre volte un no: "1)no; 2) no; 3) no. Difatti.....


Vuoi dire che l'ora solare è come se fosse in ritardo su quella legale? Chissà!
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Re: Viaggi in classe zero – La Freccia invisibile

da malatesta » 4 ottobre 2016, 20:35

Giuseppe Novellino ha scritto:Interessante questo raccontino fantaferroviario, dove la fantasia si mescola alla realtà in un modo particolare che esalta alla fine l'effetto surreale.
E' scritto bene, con efficacia espressiva e personalità. Mi è piaciuto.


Grazie delle letture, qui e altrove, e del commento, devo dirti che di fantasia ne ha poco, forse è la scrittura che rimanda ad essa, ma tutto vero, sia i ricordi che i fatti.
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