Viaggi in classe zero – Astinenze

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Viaggi in classe zero – Astinenze

da malatesta » 13 ottobre 2016, 21:50

“Chi ha tanti vizi non ha vizi, chi ha un solo vizio è vizioso”.

“Siamo in arrivo alla stazione Termini, invitiamo i signori viaggiatori a prepararsi in tempo…”.
Il consueto annuncio oggi non mi desta dal torpore mattutino, chissà perché sono sveglissimo, non c’è nessun particolare motivo muliebre, nessun telefonino a disturbare e niente insonnia da lavoro, sono quasi su di giri, che strano, dovrebbe essere la primavera a fare questo effetto, o forse funziona così in gioventù ed è l’autunno che dà una mano alla mia età?
Mi trastullano questi leggerissimi pensieri mentre intorno a me il variegato popolo del treno inizia a movimentarsi, dalle poltrone si tira su stiracchiandosi e contorcendosi come serpenti che capolinano dal canestro dell’incantatore, io invece come sempre aspetto di sentire il freno che morde prima di lasciare di malavoglia la poltrona e dare di nuovo peso al corpo.
Intanto osservo

La signora più o meno giovane, almeno dal collo in giù sembra esserlo ma a tradirla sono le labbra, che è mi rimasta accanto per un’ora immobile e algida, d’incanto all’annuncio riprende colore e vita con un respiro nasale che la tradisce ancora, deve avere di certo qualche problemino ai turbinati, ma non credo sia per i raffreddori.
Apre la borsetta a scatto e tira su senza guardare una tabacchiera modello western capitan miki, con gesti sicuri ed abili in tredici secondi contati si confeziona una sigaretta cannuta che, prima di darla alle labbra, umidisce con la lingua come fosse ben altra cosa e poi da un lato prima la spezzucchia con i denti e poi la richiude ben bene.
Ripone la tabacchiera e chiude la borsetta, si alza di scatto, mi guarda, credo stia forse per dire “mi fa passare?”, ma io non rischio vederle balbettare tra le labbra monstre quel cilindretto bianco, per me sarebbe un presagio di brutta giornata.
“Prego”, le dico, e mi sposto fin quasi a sparirle davanti, lei recupera una valigia rosa barbie tra le poltrone e si pone in fila nel corridoio con l’aria di una quattrocentista dell’ex didierre, pronta allo scatto per conquistare l’agognata boccata di nicotina.

Seduto davanti ho avuto compagno di involontari piedini un giovanotto belloccio e crestato, forse è un emulo calcistico partenopeo, ha spippolato per tutto il viaggio senza mai alzare lo sguardo dallo smartphone.
Quando anche lui viene riportato dall’annuncio alla realtà materiale e mi guarda, però mi dico, che begli occhi, peccato che siano sprecati a guardare sé stessi in uno schermo e non siano specchiati in quelli di una ragazza, infatti non ha foruncoli né orbite da zombie, è chiaro che donne e sesso per lui non sono neppure virtuali.
Ha avuto comunque la buona creanza di tenere a zero la suoneria, ma l’annuncio è stato come un sospirato rompete le righe, toglie le cuffie, alza al massimo il volume dello smartphone e della sua voce e spara a raffica mozzichi di parole sincopate tutte consonanti e senza vocali, parla forse come scrive in messaggistica, però capisco “amore”, e spero per lui che non abbia sbagliato a dire.
In corridoio va in coda alla fumatrice, lei aspira già dalla sigaretta spenta, lui si dimena rappato quasi contro natura al suono credo di una neomelodia partenopea.

Del terzo compagno di viaggio seduto nel salottino lato corridoio ho timore di dirne l’età, forse mi è coetaneo, ma si è alzato tante di quelle volte per andare in toilette che ha reso per un’ora un po’ più vecchio anche me.
L’annuncio per lui è stato come un diuretico ad effetto istantaneo, per evitare ingorghi nel corridoio è scattato come se una molla della poltrona lo avesse espulso, forse stanca di qualche profumo non proprio gradito più che del suo stesso peso.
Conosco quell’andare finto lento vero svelto con pericolosi incroci ad ics delle gambe e ad ipsilon delle cosce, classico del ciclista che non ha voluto farsi addosso in sella ed arriva al traguardo in grave astinenza da incontinenza.
Strane le associazioni che fa la mente, a vederlo andare come ubriaco penso che devo riprendere la dieta del pomodoro secco, fa tanto bene alla prostata.
Intanto il corridoio è pieno zeppo e lui ha fatto bene a scattare per primo, non sarebbe mai arrivato asciutto alla meta.

Mi metto in fila anch’io, sono sempre l’ultimo penso, ma fumare il sigaro, amare le donne, giocare a carte, bere il buon vino, dormire tanto, e forse anche lavorare sodo, non è da vizioso, è da umano ancora, credo.
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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da puerlongaevus » 14 ottobre 2016, 8:38

ti ho ringraziato amico mio perchè ogni foto istantanea mi ha reso integralmente partecipe del tuo narrare, compresi i tic comportamentali così cuoriosi e simpaticissimi dei tuoi compagni di tradotta ferroviaria,
un vero cinema mi sono goduto come anche una cronaca di viaggio così fedele e minuziosamente ricca di immagini,
direi il diario di bordo di un comunissimo mezzo di trasporto durante una giornata assolutamente normale,
eppure hai reso il tuo lettore a dir poco felice di seguirti al tuo narrare, che è così spontaneo e semplice ma denso di espressioni caricature battute scoppiettanti ( come quel arrivare asciutto... :D e come quel posturare le gambe nell'incontinente premito :mrgreen: :mrgreen: ) ,
per cui e siccome poscia sono qui a ringraziarti per esserci in descrivendo, eccerto che sei fertile e prezioso per passare come stamattina alcuni minuti in santa pace...in treno!!! con te a rilassarmi,
prima di riprendere il maledetto mio racconto qui tra malati e anziani e non autosufficienti, maledetto di politica e interessi e sprechi e corrotti, ciò che basta a guastarmi il proseguo della mattinata....
grazie e a presto,
ciao vir
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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da M.Sant » 14 ottobre 2016, 9:53

Una volta al mese faccio anche io un piccolo viaggio in treno
curiosamente
noto gli stesi scatti nervosi dei tuoi compagni di viaggio,

ma vederli nel tuo filmino è tutto un'altra cosa.
ciao
Non so che fare, da un lato vorrei dimenticarla, contemporaneamente ho la certezza che sia l’unica persona, l’unica dell’intero universo, in grado di rendermi felice.


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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da vaibhava das » 14 ottobre 2016, 11:10

Varietà dispersiva, quella nei vagoni; disarmonica. Come assortire tre ghibellini d'Arezzo, due guelfi di Lucca, un marziano, un ippopotamo e Pulcinella. Si, assembramento pluralista, ma disomogeneo.

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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da malatesta » 16 ottobre 2016, 9:35

puerlongaevus ha scritto:ti ho ringraziato amico mio perchè ogni foto istantanea mi ha reso integralmente partecipe del tuo narrare, compresi i tic comportamentali così cuoriosi e simpaticissimi dei tuoi compagni di tradotta ferroviaria,
un vero cinema mi sono goduto come anche una cronaca di viaggio così fedele e minuziosamente ricca di immagini,
direi il diario di bordo di un comunissimo mezzo di trasporto durante una giornata assolutamente normale,
eppure hai reso il tuo lettore a dir poco felice di seguirti al tuo narrare, che è così spontaneo e semplice ma denso di espressioni caricature battute scoppiettanti ( come quel arrivare asciutto... :D e come quel posturare le gambe nell'incontinente premito :mrgreen: :mrgreen: ) ,
per cui e siccome poscia sono qui a ringraziarti per esserci in descrivendo, eccerto che sei fertile e prezioso per passare come stamattina alcuni minuti in santa pace...in treno!!! con te a rilassarmi,
prima di riprendere il maledetto mio racconto qui tra malati e anziani e non autosufficienti, maledetto di politica e interessi e sprechi e corrotti, ciò che basta a guastarmi il proseguo della mattinata....
grazie e a presto,
ciao vir


Grazie vir, che dirti, il lettore di narrativa cerca quel che tu hai trovato in questo brano, l'osservazione piccola che rende la lettura un ricordo per sempre e non solo una emozione del momento.
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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da malatesta » 16 ottobre 2016, 9:40

M.Sant ha scritto:Una volta al mese faccio anche io un piccolo viaggio in treno
curiosamente
noto gli stesi scatti nervosi dei tuoi compagni di viaggio,

ma vederli nel tuo filmino è tutto un'altra cosa.
ciao


Grazie, io viaggio in treno come in aereo e come in macchina, ma la poesia della vita che ancora oggi si respira nelle carrozze, seppure a trecento all'ora, è tanta, poi è il ricordo e la fantasia che ne fa scrittura.
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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da malatesta » 16 ottobre 2016, 9:42

vaibhava das ha scritto:Varietà dispersiva, quella nei vagoni; disarmonica. Come assortire tre ghibellini d'Arezzo, due guelfi di Lucca, un marziano, un ippopotamo e Pulcinella. Si, assembramento pluralista, ma disomogeneo.


E' la vita ad essere pluralista, chi non l'accetta per sé non l'accetta neppure per gli altri, il che è sintesi di tante parole che terminano in ismo.
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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da f.almerighi » 17 ottobre 2016, 13:30

divertente e minuziosa ricostruzione dei caratteri e delle caratteristiche degli occasionali compagni di viaggio, ironia, levità e prosa piacevole a leggersi

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Re: Viaggi in classe zero – Astinenze

da malatesta » 21 ottobre 2016, 14:31

f.almerighi ha scritto:divertente e minuziosa ricostruzione dei caratteri e delle caratteristiche degli occasionali compagni di viaggio, ironia, levità e prosa piacevole a leggersi


Grazie delle tue letture affezionate, e benevoli verso un diario diverso di viaggi uguali.
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