Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

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malatesta
 
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Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da malatesta » 20 ottobre 2016, 10:34

“Benvenuto in Frecciarosa signora, oggi per le donne che viaggiano con Trenitalia è una giornata importante, promuoviamo la campagna della prevenzione del tumore al seno, tenga, le consegno il Vademecum della Salute, si accomodi pure, tra poco dei medici le daranno consigli e informazioni utili, buon viaggio”.
Sale davanti a me una signora che non riconosco, non è una viaggiatrice seriale, forse è per caso, e al saluto della hostess si affretta a dire.
“Grazie, ma io non compro nulla, grazie”, e rifiuta anche l’opuscolo che la ragazza le aveva offerto correndo a sedersi un poco timorosa.

“Benvenuto in Frecciarosa signora, ….”, riprende a dire la hostess appena metto piede in carrozza.
Tutto bene, anzi benissimo, però non sono una donna, e provo a dirlo con un sorriso alla ragazza che, timidissima, mi accoglie a testa bassa con lo sguardo nel tablet dove credo che siano scritte le parole di benvenuto, ma non basta.
“…oggi per le donne che viaggiano con Trenitalia……” continua ancora, e allora tento di mettermi tra i suoi occhi e il tablet per farle notare la differenza tra me e l’altro genere, ma lei come se nulla fosse si sposta e sempre con lo sguardo basso va vanti “…è una giornata importante, promuoviamo la campagna…..” e la situazione immediatamente si fa comica, almeno per me, mentre lei mantiene un aplomb quasi robotico.
“Signorina, mi guardi, non sono una signora, sono felicissimo dell’iniziativa, non può riguardarmi però, almeno credo”, le dico a voce più alta della sua e faccio il gesto di toccarmi il seno, pardon il petto, per essere più persuasivo.
“Oh, mi scusi signore, presa a dare il benvenuto alle signore che salgono, mi ero distratta, perdoni la gaffe, spero non si sia offeso”, dice la ragazza un po’ arrossita alzando finalmente lo sguardo.
“Nessuna offesa, l’ho richiamata solo per avere il piacere di guardarla negli occhi”, le dico con un galanteria non di maniera, ha infatti due grandi occhi neri profondi e tempestosi come un mare del nord in un viso acqua, sapone e sole, l’immagine della salute, avrebbe detto mia mamma.
Chiarito il mio sesso, non perché necessiti più di tanto alla mia età, ma per evitare alla ragazza altre gaffe, mi avvio per il corridoio dando uno sguardo di sottecchi alla signora che mi aveva preceduto e a tutte le altre, oh oh, quante belle donne mi dico.

Mentre così penso, sento alle spalle la hostess che mi richiama con un tono di voce tra il timido e il preoccupato.
“Signore, signore, ma che ci fa lei su questa carrozza, questa è una Frecciarosa, è solo per donne, forse ha sbagliato, mi fa vedere il suo biglietto”.
Capisco che ha parlato a voce bassa per non commettere un’altra gaffe, forsanche per evitarmi un imbarazzo, ma in effetti la strana combinazione di tante donne con un solo maschietto mi aveva già colpito.
“Se non sono rintronato, il biglietto è giusto, guardi anche lei”, le dico con assoluta certezza, ma anche perché per i suoi occhi torno indietro con molto piacere.
Io ho una abitudine ormai antica, stampo il biglietto nonostante sia sul pc e sullo smartphone, so che non è ecologicamente corretto, ma è un rimasuglio di vita giovane che ho piacere di avere, mi illude quasi.
Il biglietto nominativo riporta in stampatello e grassetto il nome e il cognome, e la ragazza, appena lo legge, non riesce a trattenere una schietta risata, che subito però, per timore di una nuova gaffe, si trasforma in un gentile sorriso d’intesa.
“Davvero si chiama così?”, mi chiede ben sapendo che è vero, “che bello, certo con il cognome che ha è come se avesse pieno diritto a viaggiare in Frecciarosa, sarà per questo che è qui, forse hanno confuso il cognome con il sesso”, dice regalandomi un sorriso sincero come a volersi un po’ scusare del suo dire.
Quante volte ho vissuto questa equivoca ma brillante situazione! Peccato che quando ne potevo cogliere le opportunità ne soffrivo il complesso, oggi che ne godo l’ambiguità, mi accontento dei sorrisi di intesa come questo delle hostess delle Frecciarosa.
“Visto che ho saputo il suo cognome, signore, le devo dire che anche il mio è un po’ strano per una donna, mi chiamo Maschio”, mi dice a bassa voce la hostess, ma in un attimo prendiamo a ridere entrambi come due vecchi amici per la strana combinazione che ci accomuna.
Poi lei riprende il suo aplomb professionale e mi fa.
“Signore, prenda comunque il Vademecum della Salute e si accomodi alla sua poltrona, non si sa mai al giorno d’oggi, si può cambiare a qualsiasi età, una visita gratuita al seno, pardon al suo petto, non è detto che possa farle scegliere anche da che parte stare, oh mi scusi, non la volevo offendere, anzi, era un augurio, sa, io stessa, sarà per il cognome, ma qualche dubbio da che parte stare ce l’ho ancora!!”.
Le si accorge della mia sorpresa, prendo l’opuscolo che lei mi porge, e ci salutiamo.

Mi avvio con passi stretti alla mia poltrona, mi siedo, accavallo le gambe, mi sistemo i capelli, mi specchio nel finestrino, fuori è ancora quasi buio, mi vedo un po’ già diverso, anzi un po’ troppo, sono già una bellissima signora bionda con occhialoni neri e labbra rosso amore!
Gli scherzi delle immagini riflesse! La signora mi è seduta davanti, si toglie gli occhiali, mi guarda sorpresa e mi chiede con un sorriso speranzoso.
“Lei è il dottore che ci visiterà, vero?“.
Beh, tra cognomi strani, carrozza in rosa e idee confuse, un po’ di buona e vecchia corte al maschile stamane ci starà bene.
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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da Giuseppe Novellino » 21 ottobre 2016, 11:32

Pe i viaggi in classe zero, mancava proprio questa frecciarosa. Simpatico racconto che gestisce bene il tema dell'ambiguità.

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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da M.Sant » 21 ottobre 2016, 16:58

Già Malatesta fa ridere, ma lei dottore sulla frecciarossa in terza classe per solo signore, forte fortissimo,
testa!
cmq, con i tempi che corrono saranno stati le polveri sottili nell'aria a confondere il viaggiatore :lol:

Scusi dottore il mio genuino ridere per cotanta cosa bella sulla frecciarossa con lei.
Non so che fare, da un lato vorrei dimenticarla, contemporaneamente ho la certezza che sia l’unica persona, l’unica dell’intero universo, in grado di rendermi felice.


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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da f.almerighi » 24 ottobre 2016, 10:02

Ho appena letto un libro dal titolo Scippo di stato, che tratta della malissima gestione di beni comuni e la loro "privatizzazione", c'è anche un capitolo dedicato alle ferrovie. La gestione moretti ha fatto miracoli, fa persino cambiar sesso. Il tuo umorismo è come sempre lieve e chirurgico.

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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da malatesta » 24 ottobre 2016, 20:10

Giuseppe Novellino ha scritto:Pe i viaggi in classe zero, mancava proprio questa frecciarosa. Simpatico racconto che gestisce bene il tema dell'ambiguità.


Grazie delle letture, l'ambiguità ironica è l'altro modo della diversità.
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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da malatesta » 24 ottobre 2016, 20:12

M.Sant ha scritto:Già Malatesta fa ridere, ma lei dottore sulla frecciarossa in terza classe per solo signore, forte fortissimo,
testa!
cmq, con i tempi che corrono saranno stati le polveri sottili nell'aria a confondere il viaggiatore :lol:

Scusi dottore il mio genuino ridere per cotanta cosa bella sulla frecciarossa con lei.


Grazie della lettura, la Frecciarosa è meglio della Frecciarossa, chissà che Trenitalia non mi rubi l'idea!!
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Re: Viaggi in classe zero – La Frecciarosa

da malatesta » 24 ottobre 2016, 20:13

f.almerighi ha scritto:Ho appena letto un libro dal titolo Scippo di stato, che tratta della malissima gestione di beni comuni e la loro "privatizzazione", c'è anche un capitolo dedicato alle ferrovie. La gestione moretti ha fatto miracoli, fa persino cambiar sesso. Il tuo umorismo è come sempre lieve e chirurgico.


Grazie delle tue letture, più che umorismo, quindi, ironia?
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