Dolcetto o scherzetto

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Giuseppe Novellino
 
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Dolcetto o scherzetto

da Giuseppe Novellino » 1 novembre 2016, 13:10

DOLCETTO O SCHERZETTO?

– Dolcetto o scherzetto? – mi dicono all’unisono due ragazzini, appena ho aperto la porta di casa. Sono un maschio e una femmina: lui vestito da piccolo mendicante, più simile a Charlot che a un nostrano accattone; lei in abitino lungo, bianco, una via di mezzo fra il lenzuolo di un fantasma e la veste marocchina. La loro voce è quasi stridula e tradisce una certa forzatura, forse per nascondere una nota di incertezza.
– Non ho il primo… Così voi mi farete il secondo? – dico a mia volta, e mi sorprendo per il tono (lo giuro!) involontariamente ironico che ho messo nelle mie parole.
Silenzio a sorpresa. I due mi guardano evidentemente imbarazzati. Ho il tempo di pensare ai loro coetanei americani che, più o meno nello stesso momento, staranno buttando là il similare “trick or treat”, davanti alle porte dei vicini. Qualsiasi cittadina dell’Illinois, del New Jersey o del Colorado come Sondrio, Valtellina. Il mondo: o è diventato piccolissimo, omologato, oppure è del tutto rimbecillito.
Rompo io il silenzio, che sta diventando spropositato, e la butto là sul ridere: - Forse ve l’ho fatto io lo scherzetto?
Il bimbo mi guarda con due occhi da pesce lesso, la bocca aperta, il labbro inferiore un poco sporgente. Deglutisce con evidente sforzo, mette una mano sulla spalla dell’amichetta e accenna a congedarsi.
– Nel senso che vi ho beccati impreparati – rispondo per loro alla mia stessa domanda.
– Beh, sa… noi… – farfuglia il ragazzino.
– Buonasera – cinguetta la bimba con improbabile allegria.
– Un momento – li trattengo. – Sapete che cosa state facendo?
– Niente di male, signore… – si allarma il ragazzino.
– Per carità, non lo metto in dubbio. – Lo guardo con tenerezza, come guardavo i miei figli quando avevano la sua età. – Ma dimmi: qual è il senso della vostra sceneggiata?
– È la notte di Halloween – fa la bambina con rinnovata sicurezza, forse causata dal mio nuovo e più benevolo atteggiamento.
– E che cosa è Halloween? – domando io, per nulla smentendo il mio ruolo di rompiscatole.
– È un’antica tradizione – risponde il bimbo, sicuro di aver detto, a sua volta, un’altra grande verità.
– Tanto antica che i miei figli, vent’anni fa, quando erano bambini come voi, non la conoscevano; o meglio, la conoscevano, sì, ma perché la vedevano alla televisione, nei film americani o nei cartoni animati. Dai loro nonni e dai loro genitori sentivano invece parlare di castagne abbrustolite al caminetto, di cimiteri e crisantemi, di morti che vanno in giro la sera dell’1 novembre, di qualche bravata fatta con le zucche illuminate. Così abbiamo sempre aperto, da queste parti, il mese dedicato ai defunti. Questa vostra azione, invece, appartiene alla tradizione americana, importata più recentemente come la Coca Cola.
Loro mi guardano a bocca aperta, scettici e perplessi. Dal canto mio cerco di trattenermi dal continuare nella lezioncina e, grazie al cielo, ci riesco. Decido di lasciare i piccoli con la loro omologata certezza e, anzi, suggerisco loro di suonare a quell’altra porta, dove la signora Carmelina, quella sì, ha dei dolcetti prelibati. Così i due ragazzini ripartono alla carica, mentre io richiudo la porta, lasciando sul pianerottolo quello scampolo d’America.
E ripiombo nella mia vecchia atmosfera domestica.
Però il mio pensiero va ad Halloween, quello vero, dei bambini d’oltre oceano. Certamente non si lasceranno trovare impreparati; la loro richiesta di dolcetti avrà la sicurezza di un’intimidazione. E poi, di sicuro, i ragazzini della Virginia, del Montana e della California avranno un bel campionario di scherzetti da tirar fuori all’occorrenza, e non si imbatteranno in rompiscatole disfattisti come il sottoscritto.
Ma poi penso a quanto sarà triste, per tanti bambini (anche negli Stati Uniti), questo Halloween del 2016. Dolcetti: pochi; scherzetti: tanti, è di pessimo gusto, provocati dalla crisi economica, dalla fame endemica e dalla guerra.

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f.almerighi
 
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Re: Dolcetto o scherzetto

da f.almerighi » 4 novembre 2016, 10:39

... e dai terremoti. Comunque farsi colonizzare è ancora irrinunciabile

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malatesta
 
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Re: Dolcetto o scherzetto

da malatesta » 5 novembre 2016, 0:27

Una mia zia metteva di sera nei buchi dei muri lumini accesi, mi diceva che erano le animelle dei morti di famiglia, la guerra era finita da non molti anni, forse era solo una emulazione delle zucche degli americani, per me era una grande tradizione familiare, meglio la nostra globalizzazione che quella della guerra.
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