Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

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malatesta
 
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Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da malatesta » 5 novembre 2016, 0:39

“Nessuno odia giocare a carte senza soldi per ingannare il tempo più di chi a carte si è giocato il tempo e i soldi”


“Vuole fare il quarto?”, mi chiede la signora che mi è seduta davanti mostrandomi una mazzo di carte napoletane, “siamo solo in tre purtroppo, sa, eravamo in quattro, ma una nostra amica da pochi giorni ci ha abbandonate, giocavamo sempre a scopa in treno, le dispiace accompagnarci?”.
A me non fa piacere per niente, anzi ho una vera repulsione verso chi del gioco delle carte ne fa un uso ludico, però rispondere con un secco “no, grazie” significherebbe per me fare finta di dormire per tutto il viaggio, cioè per tre ore e venticinque minuti, meglio riflettere un attimo.
“Su, ci faccia compagnia, la nostra amica era molto brava a giocare a scopa, sono certo però che lei è anche più bravo, e per come siamo seduti noi due faremmo coppia, che dice, non le fa piacere accoppiarsi con me?”, mi sorride l’altra signora che ho di fronte sul lato corridoio.
Conosco molto bene la micidiale arma del doppio senso, più che un invito a giocare, il suo è stato un chiaro tentativo di seduzione, che peraltro non mi lasciato per nulla insensibile.
“Da quando si è sposata non lavora più, beata lei, il marito è ricco e non vuole, ma non è che ora non gioca più a scopa, secondo me gioca con il marito, che ne dice, ho ragione?”.
E che posso dire, con la sua domanda più che equivoca la terza signora seduta al mio fianco chiude perfettamente il cerchio, credo proprio che stamane sono capitato, e non so quanto casualmente, in un circolo di signore che conoscono molti giochi, e non solo di carte.

Mi prendo ancora un attimo di silenzio, in verità me lo concedono loro, prima di rispondere, ma in verità anche la risposta l’hanno già decisa loro, e le guardo mentre si avvicinano l’una all’altra in un unico sorriso, oddio penso, sono come il trio Lescano o come le sorelle Bandiera?
Dubbio non da poco, ma posso scioglierlo solo giocando.
“Come faccio a dire di no a tre belle signore come voi”, bluffo come chi non ha nemmeno un asso in mano sapendo di avere a che fare con tre bari.
“Grazie, lei ci fa un piacere così grande che non possiamo non ricambiare, io sono Jessica?”, mi sospira la mazziera, “io sono Pamela”, sussurra la seconda, “piacere Manola”, mi alita la terza in un orecchio.
E inaspettatamente, o forse no, una ad una mi schioccano sulla faccia tre baci scoppiettanti come un palloncino di ciuingam, poi in coro mi intonano.
“Come si chiama lei”?.
“Anzi, diamoci subito del tu”, decide Pamela, “quando si gioca a scopare, uh pardon, volevo dire quando si gioca a scopa, viene spontaneo, no?
“Scherzi sempre tu”, la riprende giocosa Manola, “la scopa è un gioco serio, è vero sì che si fa in due, ma a noi piace farlo in quattro”, e prendono a ridere di gusto tutte e tre.
Dopo tutti questi doppi sensi, neppure Trottolino nelle sue macchiette ha mai osato tanto, non posso di certo dire il mio vero nome, sarebbe come chiamare l’amante con il nome della moglie, e allora mi invento una bugia a metà, Raphael, e lo dico così bene che quasi quasi sembra Rocco.

Non ci credevo quasi più, ma Jessica mischia le carte, mi chiede di spaccare il mazzo e serve, tre carte a testa e quattro al centro.
“Ascolta Raphael”, mi dice, “noi a scopa giochiamo con una variante, abbiamo già un settebello nascosto da qualche parte, quando ci piace, uno di noi lo gioca, e chi lo raccoglie fa scopa con chi l’ha calato, hai capito?”.
Boh, chissà, forse!
“Mi sa che non hai ancora compreso quale è il nostro gioco, vero?”, mi fa la Manola, “allora per farti capire, io calo il mio settebello”.
“Eh no”, dicono Jessica e Pamela, “lo caliamo pure noi il settebello, mica vorrai fare a scopa solo tu con Raphael!!”
Al centro vedo tre bustine quadrate di colore verdino, azzurrino e rosa, mi ricordo di loro, compagni fedeli di tante battaglie, duri a morire, anzi durex.
Cerco nel più profondo del mio senso dell’humor una uscita onorevole dalla situazione hard che si è creata, e mi salvo così.
“Ma quando eravate in quattro donne, che ve ne facevate di tutti questi settebello?”

“Non siamo mai state in quattro, piacere per davvero, siamo tre attrici di strada, in questo caso di treno, siamo Giulia Fornaci, Mariella Giusti, Angela Costa, e scusaci per questa improvvisazione, sei stato bravo anche tu, non tutti accettano di giocare al nostro gioco, grazie”.

“Piacere anche da parte mia, io sono per davvero Raphael”.
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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da M.Sant » 6 novembre 2016, 11:42

con tutti quelli doppi sensi c'era da perdersi :D

ma tu giocatore raffinato, Raphael per davvero, ma che forte che sei!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non so che fare, da un lato vorrei dimenticarla, contemporaneamente ho la certezza che sia l’unica persona, l’unica dell’intero universo, in grado di rendermi felice.


500 giorni insieme

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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da malatesta » 9 novembre 2016, 0:45

M.Sant ha scritto:con tutti quelli doppi sensi c'era da perdersi :D

ma tu giocatore raffinato, Raphael per davvero, ma che forte che sei!!!!!!!!!!!!!!!!!


Grazie, più che un gioco fu una rappresentazione dello stesso nel quale mi trovai attore e spettatore.
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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da f.almerighi » 9 novembre 2016, 16:00

mi è piaciuto a metà ce n'era per un racconto più lungo, e tutti i doppi sensi così in fila non sono il top

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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da Nuccina » 16 novembre 2016, 18:32

direi situazione inverosimile, se hai voluto allargarti con la fantasia bene ma se per caso fosse una storia vera Raphael attento alle tue compagne di viaggio, il troppo storpia :mrgreen: :mrgreen:

ps
ora si vuole togliere all'uomo anche il gusto di provarci....ma si può??? :roll: :roll: :roll:
...è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante

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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da malatesta » 17 novembre 2016, 1:18

f.almerighi ha scritto:mi è piaciuto a metà ce n'era per un racconto più lungo, e tutti i doppi sensi così in fila non sono il top


Per la lunghezza hai ragione, è la legge del web, i doppi sensi in verità furono anche più forti, li ho mitigati in vero.
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Re: Viaggi in classe zero – Il Settebello non è un treno

da malatesta » 17 novembre 2016, 1:18

Nuccina ha scritto:direi situazione inverosimile, se hai voluto allargarti con la fantasia bene ma se per caso fosse una storia vera Raphael attento alle tue compagne di viaggio, il troppo storpia :mrgreen: :mrgreen:

ps
ora si vuole togliere all'uomo anche il gusto di provarci....ma si può??? :roll: :roll: :roll:


Lasciami essere d'accordo con il tuo ps......
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