Risorse del computer

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Giuseppe Novellino
 
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Risorse del computer

da Giuseppe Novellino » 1 dicembre 2016, 13:13

RISORSE DEL COMPUTER



A quest’ora Valentina avrà già spento la luce.
Da un po’ di tempo si dedica alla lettura di saggi di argomento esoterico e filosofico. Forse vuole indagare il significato dei suoi quarant’anni di vita. Ma le viene sonno subito.
Michele è convinto che la moglie farebbe bene a chiedersi anche le ragioni del deterioramento del loro rapporto.
Valentina è un’anima inquieta.
Le cose andavano molto meglio quando lei divorava libri gialli, teneva la luce accesa fino a notte inoltrata e gli disturbava il sonno. Voleva scoprire chi era l’assassino; e quando la curiosità risultava appagata, le veniva voglia di fare l’amore. Così lui rimaneva in uno stato di dormiveglia fino alle due o alle tre. Solo dopo la puntuale scopata, scivolava in un sonno beato che purtroppo durava poche ore.
Valentina attribuisce tutto al fatto che non hanno avuto figli, dopo undici anni di matrimonio. Ma Michele è convinto che questa è solo una scusa. La donna si stufa presto di ogni cosa. Così le è venuto a noia la vita a due. E se si fosse fatta suora, le sarebbe toccata la fine della monaca di Monza.

Adesso Michele ha acceso il computer.
Sono le undici e dieci. Fino a mezzanotte può dedicarsi a uno dei suoi passatempi domestici: la navigazione in internet.
Da un po’ di tempo ci mette più gusto, perché ha cambiato il computer. Si è concesso un apparecchio assai più potente. Vi ha inserito molti programmi interessanti e un antivirus dell’ultimissima generazione (anzi talmente ultima da essere quasi futura): il Vaneskj Y101, che pochi conoscono e che gli è costato un occhio della testa.
Il Vaneskj è nuovo di zecca, e lui se l’è procurato grazie a un giro di informatici scafati. Filtra praticamente tutto, anche se stesso, se non si sta attenti. Rimuove qualsiasi elemento che risulti indesiderabile e fastidioso. Rende il computer inattaccabile, ma deve essere reinstallato ogni tre mesi. Occupa poca memoria e ciò è sorprendente. Un simile mostro dovrebbe essere ingombrante. Invece Vaneskj è veramente discreto. L’unico problema è che richiede molti aggiornamenti e poi ha un piccolo difetto: a volte scompare letteralmente, non nel senso che viene meno, ma che procede nelle sue mansioni senza dare il minimo segnale della sua presenza. Allora bisogna entrare nelle risorse del computer, fare alcune operazioni un po’ complicate e rassicurarsi che se ne stia sempre lì, acquattato, come un gendarme in servizio.
Come questa sera.
Michele vorrebbe entrare in un sito poco sicuro, e l’apparente scomparsa dell’antivirus gli mette addosso una certa agitazione.
Dalla camera viene la voce di Valentina. Non si è ancora addormentata.
- Quando vieni a letto, cerca di non muoverti come un ippopotamo.
Vorrebbe mandarla al diavolo, ma si limita a non rispondere.
- Ehi, dico a lei, signor Cambretti!
Cambretti è, ovviamente, il cognome di Michele.
- Va bene, tesoruccio!
- E ricordati di chiudere il gas.
- Come no!
Quando Michele si sarà infilato nel letto, lei si girerà pesantemente dall’altra parte, ansimando come una locomotiva in panne. Altro che sonno di fata!
Bene, adesso Michele è libero di dedicarsi al computer.
Ma questo antivirus, il prezioso Vaneskj, ha proprio intenzione di fare le bizze. Lui vorrebbe ignorarlo. In fondo è consapevole che se ne sta sempre lì, anche se apparentemente invisibile. Eppure…
Clicca su “Risorse del computer”, entra e smanetta.
Niente, questa volta è proprio impossibile procedere all’usuale verifica se l’antivirus sia ancora presente e attivo.
Che si sia volatilizzato?
Potrebbe essere, visto che (adesso gli viene in mente) è già passata da due giorni la scadenza trimestrale per il rinnovo. Ma non dovrebbe avere almeno dieci giorni di tolleranza?
La cosa lo lascia un po’ disorientato. Alla fine decide di ignorare il tutto e procedere all’esplorazione del sito che gli interessa.
Si chiama Disiunctio. Glielo ha consigliato l’amico Raffaele. Vi si discute di rapporti di coppia e si può scaricare l’ultimo articolo del dottor Nicola Infravigne: Come liberarsi (senza scherzi e senza sangue) del partner logorato e logorante.
È da poco entrato nel sito, quando accade un fatto strano. Lo schermo diventa di un fucsia acceso che quasi lo abbaglia. Il fenomeno dura mezzo secondo ma è sufficiente per impressionarlo. Da quel momento in poi tutto sembra incasinarsi. La navigazione diventa difficile: le nuove sezioni del sito non si aprono o si dissolvono nel nulla, ogni tanto compaiono immagini incongrue, quasi subliminali. Insomma una paccottiglia di visualizzazioni strambe. E poi lo schermo diventa ancora fucsia, con quella luminescenza abbagliante.
Quando decide di spegnere il computer, Michele è preoccupato. Certamente un virus ha colpito l’apparecchio, approfittando della scadenza di Vaneskj Y101. Gli sfugge un’imprecazione mentre esce dalla connessione e spegne la macchina. Si lascia andare contro lo schienale della poltroncina e sospira.
Deve essere successo qualcosa di grave, ma ormai è tardi, non è il caso di stare ad arrovellarsi. È meglio rimandare a domani.
Va in cucina a bere un bicchiere di acqua minerale, quindi raggiunge la moglie in camera da letto.
Valentina sta dormendo con quel suo respiro greve e raschiante. È sempre stata così nel sonno, fin dai primi tempi, quando, non ancora sposati, si erano trovati qualche volta a passare la notte insieme. La cosa, allora, non gli dava fastidio, anzi… Ricorda che a quell’epoca il respiro rumoroso della ragazza gli metteva addosso una specie di sottile desiderio. Aveva sempre voglia di svegliarla e riprendere a fare l’amore.
Adesso quel rantolio sibilante lo irrita.
Quando si infila sotto le coperte, le dà una spintarella. Sa, infatti, che il cambio di posizione interrompe per un momento quella specie di russare. Quanto basta per prendere sonno.
Ma il sonno non viene.
Da un po’ di tempo Michele fa fatica ad addormentarsi nel letto matrimoniale. Non solo perché gli dà fastidio quel rumoroso respiro di Valentina, ma anche per il semplice fatto che si sente la moglie accanto. Sembra assurdo: è come se fosse diventato allergico a lei, come se la sua donna fosse per lui un parassita fastidioso. O (perché no?) una specie di virus molesto. Quel pensiero lo fa sorridere.
Spesso si è alzato ed è andato a sdraiarsi sul divano del salotto. Tutte le volte che l’ha fatto, il sonno gli è arrivato come d’incanto. Quella scoperta gli ha messo addosso un po’ di tristezza, perché in fondo lui ha amato Valentina, ha vissuto con lei momenti felici e gli rincresce che la loro relazione sia andata così progressivamente deteriorandosi.
Michele si alza, senza premunirsi di non svegliare la moglie (che anzi non percepisce i suoi movimenti, dorme come un ghiro), e va in salotto. Si lascia cadere sul divano, sistema i cuscini sotto la testa, si butta la coperta sulle spalle e si sente pronto a concedersi a Morfeo. E il dio del sonno subito lo esaudisce.
Ma presto si sveglia, accende la lampada accanto al divano e si rende conto di avere dormito una buona oretta. Poco, ma si sente in un certo modo ristorato. Si mette a inseguire le ombre del soffitto.
Dal punto in cui si trova, vede la porta d’ingresso del salotto e, oltre quella, l’apertura che dà nello studio.
Le tenebre non sono così fitte; anzi, pare che provenga da quel locale una specie di luminosità rosata. Come se fosse rimasta accesa una lampada con un paralume di quel colore.
E poi il rumore che proviene dalla camera da letto.
Sì, è il respiro della moglie.
Aguzza l’udito: è quella specie di suono rantoloso e fischiante con il quale la moglie gli impedisce a volte di dormire. Solo che non dovrebbe percepirsi, in modo così chiaro, da quella distanza.
Prima di valutare pienamente la stranezza della cosa, sente un altro rumore provenire questa volta dallo studio. Sembra che qualche cosa di metallico sia andata a urtare o a sfregare con qualcos’altro dello stesso materiale.
Rimane in ascolto.
Più niente.
Si sa, la notte, in una casa, è piena di rumori strani. Se uno sta ad ascoltarli…
Si mette a sedere sul divano e guarda verso il piccolo disimpegno che dà nello studio e negli altri locali. Sempre quella luminosità tenue, rosata.
Il respiro della donna va e viene, e ogni volta che lo sente Michele non riesce ad individuarne la fonte. Più che provenire da un punto dell'appartamento, sembra risuonare nelle sue orecchie.
Ormai non può più riprendere a dormire.
Infila le ciabatte e si avvia verso lo studio. Vorrebbe controllare, vedere…
E finalmente vede.
Il computer è acceso e lo schermo è di un brillante color fucsia elettrico come quello che gli è apparso durante il suo tentativo di navigazione in internet.
Nella penombra non impiega molto a capire che c’è qualcosa di strano nell’apparecchio e intorno ad esso. Si trova al suo posto, ma sembra che gli si siano appiccicati degli oggetti. In quel momento, un tagliacarte vola dalla scrivania e, come se fosse attirato da una calamita, va a sbattere contro un lato del monitor, rimanendovi incollato.
Michele si avvicina e nota che il computer sembra ora animato da una strana vita. È fuso con il tavolino di metallo, in un groviglio di cavi, tra cui anche quello della lampada pieghevole che, unitasi al lato superiore del monitor, appare come l’occhio oscillante di un mostro meccanico.
E adesso il computer, un ammasso che comprende il cervello, il monitor, la stampante e il tavolino, sta per muoversi verso la porta d'ingresso del locale.
Michele rimane impietrito.
Sullo schermo, sempre in campo fucsia, appare una scritta in caratteri brodway:

RISORSE DEL COMPUTER

Michele emette un grido.
Non per la sconvolgente visione di meccanica impazzita che gli sta davanti, ma per una mano che gli si è posata sulla spalla.
È quella di Valentina.
Si gira verso di lei e la vede piena si sonno.
- Tu… hai visto… quel coso - farfuglia Michele, indicando il computer.
Lei trattiene uno sbadiglio. - Tu mi sembri uno strano coso. - Poi va verso l'apparecchio e, come se niente fosse, schiaccia l’interruttore e lo spegne.
Il locale piomba nel buio.
Lei sospinge Michele verso la porta. - Mi diventi più cretino di quello che sei, se continui a passare le ore della notte davanti a quell’aggeggio.
Valentina ha sempre odiato il computer.
Ma quando sono usciti dal locale, lei pianta in asso il marito e torna in camera da letto. Senza aggiungere una parola.
Michele rimane per un attimo immobile nel piccolo disimpegno. Fino a quando sente un distinto rumore di ferraglia alle sue spalle.
Adesso ne è certo.
Il computer, anche se spento, si è messo in movimento.
Le rotelle del tavolino metallico scivolano sul pavimento, ma il corpo della macchina cigola e raschia, spinto da oscure risorse vitali.
Quando l'informe mostro meccanico gli passa accanto, Michele è schiacciato contro la parete e trattiene il fiato. Lo lascia passare.
E quello, sferragliando, si dirige verso la camera da letto.
Dove Valentina si è di nuovo coricata. E forse sta già respirando in quel modo fischiante e rantoloso.

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Re: Risorse del computer

da malatesta » 2 dicembre 2016, 0:39

Pensare ad una macchina che ci sostituisca nei nostri doveri di coppia quando il tempo è scaduto per noi umani, chissà, potrebbe essere una soluzione ad ogni problema di convivenza.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren

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Re: Risorse del computer

da vaibhava das » 2 dicembre 2016, 8:03

La disarmonia fra uomo e donna richiama la sfortuna; l'armonia tra i due fortuna. Con trame felici saremmo tutti più fortunati.

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Re: Risorse del computer

da f.almerighi » 7 dicembre 2016, 15:45

bello, idea non originalissima, ma uno svolgimento ben scritto, ordinato e avvincente

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Re: Risorse del computer

da Giuseppe Novellino » 7 dicembre 2016, 19:06

Grazie per i vostri commenti!


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