Fantairpinia

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Giuseppe Novellino
 
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Fantairpinia

da Giuseppe Novellino » 3 gennaio 2017, 13:32

FANTAIRPINIA
La sera era meravigliosa, una di quelle che ti sembra di stare in paradiso. Dopo una giornata calda ma non afosa, si era alzato un venticello più leggero e gradevole del solito. Non c’era bisogno del golfino che si doveva tenere sulle spalle dopo il calar del sole. Il cielo era limpido e prometteva un ricamo di luci impressionante.
C’era una bella compagnia sotto la quercia, alle Serre. Aspettavano le stelle suonando la chitarra.
Erano saliti con la Millecento Famigliare che Michelangelo usava per il forno, stipati dentro l’abitacolo che odorava di pane. Il manico della chitarra di Michelina spuntava dal finestrino. Oltre al proprietario dell’auto e alla chitarrista, c’erano Giuseppe, Lorenzo, Tonino e sua sorella Luisa.
Michelangelo aveva la patente da quattro o cinque mesi, ma impugnava il volante dall’età di dodici anni. In quei mesi estivi spettava a lui consegnare le pagnotte fresche a un paio di negozi di Aquilonia e Monteverde.
Il sole era tramontato da poco, quando si sedettero sul telone che avevano steso fra le stoppie. Le tenebre cominciavano a infittirsi a est, mentre a ovest la cresta delle Serre spiccava nitida contro il cielo ancora chiaro.
Michelina cominciò ad arpeggiare con la chitarra. Aveva un viso allungato, olivastro, dolce e grazioso a modo suo, incorniciato da una capigliatura corta e riccia. Appariva più che mai abbandonata alla malinconia che si portava sempre appresso. Se fosse vissuta oltre la giovinezza, se avesse avuto un po’ di fortuna, Michelina sarebbe potuta diventare una cantautrice. Scriveva versi un po’ melensi ma armoniosi, che accompagnava con degli accordi non privi di efficacia. Ma eseguiva anche canzoni in voga, inseguendo con buon orecchio melodie e armonie.
– Intonaci Andiamo a mietere il grano – propose Lorenzo, che si era seduto, schiena contro schiena addosso a Luisa. Stava serpeggiando del tenero fra i due.
– È una lagna – disse Giuseppe che non amava quel genere di canzonetta. – Piuttosto una canzone di protesta. Che so: È la pioggia che va oppure Uno in più. – Le sue inclinazioni beat non riscuotevano grande successo nel gruppo. Solo Michelangelo aveva gusti raffinati, ma non sempre in sintonia con quelli di Giuseppe. Ascoltava musica popolare napoletana, jazz tradizionale e a volte lirica.
– Cantiamo Una ragazza in due dei Giganti – suggerì Luisa che in quel periodo era diventata una vera fan del complesso.
– Io proporrei qualche canzone di Michelina – tagliò corto Tonino. – Mi piacciono.
Così l’amica offrì alcune delle sue composizioni. Cominciò timidamente, per poi presentare tutto il suo, a dire il vero esiguo, repertorio. Erano lagnose, ma gradevoli e cullarono i ragazzi per una buona mezzora, finché cominciò davvero a fare buio.
Giuseppe pensava a Rosalba, la ragazza che non era venuta quella sera, e guardava le stelle che ora risaltavano nel cielo.
Luisa e Lorenzo sussurravano dolci parole. Durante l’esecuzione di Michelina si erano stretti l’una all’altro su un angolo del telone e a un certo punto era parso a Giuseppe che si fossero scambiati un bacio.
All’improvviso il cielo sopra le Serre si schiarì di nuovo e si colorò di azzurro.
Il primo ad accorgersene fu Vito.
Apparvero tre sfere luminosissime di incerte dimensioni. Rimasero un istante sospese nel cielo. Poi si eclissarono rapidamente dietro la cresta, come se fossero state risucchiate da qualche entità misteriosa.
Il gruppo rimase un lungo momento in silenzio, come se nessuno avesse il coraggio di parlare. Il fenomeno li aveva sorpresi; e solo dopo che Vito ebbe proposto di tornare in paese, qualcuno commentò il fatto.
Quella sera erano stati testimoni di una vera apparizione di UFO. Non c’era il minimo dubbio.
Il giorno dopo Michelangelo, Giuseppe e Tonino domandarono a destra e a manca se altri avessero osservato il fenomeno. Nessuno ne sapeva niente. Andarono fino a Bisaccia, che stava proprio al di là della cresta da cui erano spuntate le sfere luminose, per interrogare qualcuno, ma con esito analogo. Come ogni “incontro ravvicinato del solito tipo” che si rispetti, anche quello aveva lasciato tracce nella mente di spettatori selezionati.
Fu un’allucinazione collettiva? Giuseppe se lo chiese per tanto tempo. E forse anche Michelangelo e Vito.
Per tutta l’estate andarono in giro a dire che avevamo visto i dischi volanti. Tutti ovviamente li prendevano in giro.

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vaibhava das
 
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Re: Fantairpinia

da vaibhava das » 3 gennaio 2017, 18:46

Sull'onda della musica delle sfere, risalendo il firmamento si può accedere alla Visione dei dischi luminosi.

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f.almerighi
 
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Re: Fantairpinia

da f.almerighi » 9 gennaio 2017, 14:13

ANDIAMO A MIETERE GLI UFOOOO
non voglio sembrarti irriverente, la lettura mi ha molto divertito, grazie

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malatesta
 
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Re: Fantairpinia

da malatesta » 15 febbraio 2017, 0:55

Ho più o meno quella età, i miei ritrovi canterini erano diversi, le spiagge non molto lontane in linea d'aria dall'Irpinia, non solo una volta abbiamo avuto modo di osservare in cielo fenomeni mai più visti dopo, non credo che furono i primi baci o i fuochi sulla sabbia a stupidirci, non girava né erba né altro, solo tabacco puro forte, forse erano solo fenomeni naturali spiegabili da chi ne sapeva di più, alcuni di noi, io tra gli altri, ancora oggi abbiamo vuoti di ricordi di quelle notti, per strane assenze collettive ci ritrovavamo al mattino senza memoria, era il tabacco, forse, quando oggi a noi pochi amici rimasti ancora di quel gruppo ci capita di riparlarne, sarà l'età tarda, ma ci prende ancora la paura.
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