Quella sera di Marzo…(Un padre meravigliosamente strano)

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Quella sera di Marzo…(Un padre meravigliosamente strano)

da ZERO » 1 dicembre 2017, 8:18


Quella sera di Marzo…(Un padre meravigliosamente strano)


Quella sera si scoprì essere ancora più silenziosa del solito e spaventata; indossava ancora il vestito del giorno precedente.

Aveva raggiunto la casa quando uno stupendo tramonto l’aveva fatta piangere, ma non aveva avuto il coraggio di entrare, quindi era rimasta sulla veranda senza mai riuscire a decidersi di entrare.
Su quella veranda aveva trascorso la parte migliore della sua infanzia e che adesso stava per lasciare avventurandosi in un mondo che non conosceva, accanto a sua madre che in realtà doveva ancora imparare ad amare.
Esitò molto prima di muoversi, si sentiva ancora stordita, ma infine trovò la forza per voltarsi per abbracciare con lo sguardo quella che era stata la sua casa negli gli ultimi 5 anni.

Sentì una stretta al cuore. Un’angoscia profonda che le premeva dentro.
La sua infanzia, le poche sicurezze, l’unico luogo in cui si era sentita protetta, tutto si stava allontanando da quell’aia dove aveva corso e scoperto la vita, davanti alla sua collina e a quell’olmo che faceva da sentinella ombrosa in estate e da compagno silenzioso in inverno.
Quante sere sotto le sue fronde suo padre le aveva parlato, l’aveva consolata, sollevata dalle paure e dalle angosce di bambina ingenua.

Sentiva un gran vuoto dentro se e non avrebbe mai avuto il coraggio di trovarla da sola la forza per tornare indietro…era sola e non aveva nessuno a cui chiedere aiuto.

Scoprì allora com’era triste e duro non poter condividere le pene e le scelte con qualcuno che si ama.
Nei giorni precedenti non era stata capace di rivelare i suoi sentimenti a sua madre e dopo una notte insonne era certa che non avrebbe saputo spiegarlo neppure a suo padre e che comunque, forse, non l’avrebbe capita.
Aveva il terrore che quello fosse uno dei momenti della sua vita in cui sarebbero contate più le circostanze e le convenienze che i sentimenti o i desideri personali.

Il cielo era invaso da grossi nuvoloni dietro i quali il sole giocava a fare nascondino.
Tra le tante rinunce che sapeva avrebbe dovuto affrontare c’era anche quella dei jeans, un lusso che alle ragazzine di una città per bene, nella quale avrebbe dovuto vivere, non era permesso accedere.

Chissà quante chiacchiere avrebbe provocato la figlia di Mary Garrison se si fosse incamminata per le strade di Branson… indossando jeans. Comunque il problema nemmeno si pose perché da subito le apparve chiaro che non avrebbe mai tradito quella che sarebbe divenuta la nuova Cristi, disposta a soddisfare ogni desiderio che sarebbe rientrato a disegnarne la sua nuova immagine.
In pochi minuti ebbe la coscienza che non solo non sarebbe mai più stata la bambina scavezzacollo che era sempre stata, ma che probabilmente non avrebbe saputo fino all’ultimo momento come si sarebbe dovuta vestire se non grazie a sua madre.

Si segnò prima di entrare in casa e, in un atto che per anni era stato l'inizio delle sue giornate invernali, con una mano spazzò la neve che ricopriva la balaustra.

L'interno giaceva in una penombra silenziosa.
Lentamente chiuse la porta poggiandovi le spalle e nel tentativo di frenare il pianto serrò forte gli occhi aspirando l'aria per goderne i profumi frammisti.

Riconobbe l'odore del legno antico dei mobili, l'aroma del tabacco e quello acre e umido dei ceppi che bruciavano e mentre in quell'aria ferma le parve di riconoscere il buon aroma della carne che arrostiva sulla griglia, le tornarono tutti gli altri ricordi che ancora vivi aleggiavano nella sua memoria.
Quando riaprì gli occhi lasciò che lo sguardo vagasse alla ricerca di quelle immagini mai dimenticate; l'immenso tavolo ora spoglio dei fiori, la sontuosa scala con i suoi gradini rumorosi, i mobili scuri che sapevano di quiete, i quadri capaci di luci celestiali e più in la in un angolo accanto al camino, la cesta dei pisolini giornalieri di Soffio il suo gatto.

Una smisurata quantità di sensazioni esplosero in lei dominando la ragione e fu attraverso quel velo di lacrime che vide Fred.
Se ne stava seduto davanti il camino osservandola e forse stentando a riconoscere in quella giovane donna il suo pulcino.
Per un tempo che parve infinito l'uomo abbandonò la mente all'immagine lontana di uno scricciolo dal volto d'angelo e delle tante volte che l'aveva tenuto tra le braccia.
– Fallo ancora padre, stringimi a te, concedimi la pace – Sussurrò Cristi

Al suono di quella voce Fred sussultò e mentre una incontrollabile emozione lo costrinse a fronteggiare il suo cuore impazzito, osservò Cristi avanzare verso di lui, inginocchiarsi ai suoi piedi e poggiato il capo sulle sue ginocchia cingergli forte le gambe.
Per lunghissimi attimi restarono in silenzio godendo di sensazioni che fecero vibrare l'aria della stanza e quando la commozione si allentò, Cristi sollevò il capo
– Ciao – Disse in un sussurro – Ti ricordi di me?
Egli annuì – Sei il mio pulcino
– Lo sono ancora?
– Perché sei voluta tornare?
– Per ringraziare l'uomo che ha fatto di me una donna
– Anche tua madre ha i suoi meriti
– Debbo molto a mia madre e sono felice d'aver vissuto questi mesi al suo fianco. È stata buona con me, si è sacrificata affinché divenissi migliore… ma tu sei speciale… Tu non mi hai soltanto allevato insegnandomi ad amare, tu hai voluto darmi più di quanto ti fosse stato concesso. Mi hai donato le tue ali, mi hai permesso di crescere all'ombra della tua umiltà e per questo non ti ringrazierò mai abbastanza. Mi hai preparata consentendomi di vivere la tua vita, di respirare la tua aria. Mi hai consolata, mi hai guidata e sostenuta nella più difficile scelta della mia esistenza, hai fatto per me ciò che soltanto un dio è capace di fare. Oh Fred! Sapessi cosa darei per tornare a rivivere tutte quelle piccole e immense gioie... Ho ancora nella mente il ricordo del giorno che mi raccogliesti in riva al lago e fremo rievocando l'amore e le carezze che mi elargisti a piene mani. Se chiudo gli occhi rivedo la nostra valle incantata, tutti i nostri amici più cari...e lei, la mia amatissima collina così vicina al cielo. Dio mio quante cose dovrò lasciare per seguire il mio destino. Tu sapevi che un giorno avrei visto morire mio figlio, ed è per questo che hai fuso nel mio cuore l'amore più grande. Sapessi quante volte ho creduto di odiarti per tutte le pene che m'infliggevi quando ero così testarda da non voler comprendere. Da me hai sempre preteso il massimo, in ogni occasione, ma soltanto quando ho saputo perdonare chi lo aveva ucciso ho compreso che lo dovevo a te. Ora nel mio cuore esiste un amore così grande da poter amare un intero universo... oh ma tu non hai nulla da temere... poiché ovunque mi condurrà il destino, nulla e nessuno potrà occupare il tuo posto

– Non sono mai stato un dio, ma soltanto un uomo che ha tentato a fare del suo meglio
– Sii indulgente ti prego, ho ancora bisogno della tua comprensione
Fred si alzò e sollevandola la strinse a se
– Può il tuo cuore perdonare il male che ti ho fatto lasciandoti andar via
– Ssst, non dire nulla, ora sono tornata in paradiso
– Vi fui costretto
– Lo so padre… lo so… ma io lasciai la mia anima accanto a te e ti ho sentito in ogni istante della mia vita
– Dovevo lasciarti andare o non saresti mai più rientrata in possesso della tua natura
– Quella sera, quando compresi ciò che ti avevo fatto avrei voluto morire... Per mesi ho vagato alla ricerca di una fonte capace di lavare il mio peccato... ma non ve ne sono… E soltanto quando ho compreso di non avere più risorse sono tornata sulla collina
– E lassù tutto si è compiuto
– Ora sono in pace…ma debbo ancora chiedere un figlio ad un uomo della Terra… e tu dovrai darmi il tuo coraggio
– Questo non è compito di un padre
– Non scherzare per carità, senza il tuo aiuto non riuscirei... Io non ho altre risorse che te… dove vuoi che vada a trovare il coraggio per chiedergli un figlio e confessargli che dovrà morire per un popolo del quale non conosce neppure l'esistenza
– Dovrai soltanto amarlo di un amore senza limiti. Soltanto così scoprirai l'ultimo atto d'amore
– Oh si, avrà tutto il mio amore… il guaio è che dovrò concedergli il mio corpo
– Gli concederai il tuo cuore, il corpo non è altro che il sogno. Amalo come sai amare e in te si accenderà quella scintilla che non potrà mai avere fine… ma non potrai rivelarti… Potrai parlargli del tuo mondo, del tuo popolo e se vorrai potrai raccontargli della tua casa, della vita trascorsa nella valle, della collina, dei tuoi amici, ma non potrai rivelargli la tua natura
– Un uomo dovrebbe avere il diritto di sapere chi è la donna che ama
– E sarebbe giusto farne un infelice? Tu credi che rimarrebbe lo stesso uomo se conoscesse la verità?
– Mi odierà per quello che dovrò fargli
– Amalo con tutte le tue forze e non accadrà. Tu devi ancora scoprire la forza del suo sentimento e come saprà renderti felice
– Porca vacca… ma è proprio questo che mi preoccupa
– Non devi aver paura di lui
– Non è di lui che mi preoccupo… ma di quello che dovrà accadere
– Ciò che avverrà tra voi non va contro nessuna legge naturale
– Legge naturale… si fa presto a dirlo… però…
– Se può tranquillizzarti saperlo, quel momento è un piccolo problema per tutti gli uomini
– È accaduto anche a te?
– I ragazzi non sono poi tanto diversi dalle ragazze
– Forse per un uomo è meno problematico
– Sono soltanto due facce dello stesso problema che ognuno di noi deve affrontare con il proprio coraggio e la sensibilità di cui dispone. Vuoi che ne parliamo?
– Di quella cosa? – Chiese lei sgranando gli occhi per la sorpresa
– Un volta parlavamo di tutto senza troppi problemi
– Beh, si, è vero, però questa volta è imbarazzante. Mi vergogno un po'
– Di me?
– No, ma ho dovuto conoscere il vostro senso del pudore
– Ah! Capisco
– Davvero? Io invece non ci capisco più nulla
– Allora perché non tiri fuori il rospo? Hai dimenticato cosa ti dissi la tua prima sera nella valle?
– Non ho dimenticato nulla e sebbene mi renda conto che è qui che ho conosciuto il sesso, mi dici come cavolo posso parlare a mio padre della mia vita sessuale? È imbarazzante
– Hai una vita sessuale? – Domandò lui sorpreso
– No! Ma cosa dici…Intendevo dire che…
– Dio come sei cambiata! Non ti riconosco più… e mi è così difficile pensare che tu possa avere problemi del genere
– Se ti riferisci a quella cosa ti assicuro che non è un problema… io sono ancora… Insomma hai capito, no?
– Credevo che avessi superato questo genere di problemi
– È vero, quand’ero con te non m’incutevano paura. Ricordi la sera che divenni donna? Avevo una fifa nera, ma riuscii a parlartene
– Oddio non farmelo ricordare. Quella volta fui io a non essere all'altezza della situazione
– Il ricordo di quelle ore è tra i più dolci che serbo nel cuore e non so se potrò mai ripagarti. Ancora oggi se chiudo gli occhi rivedo il tuo sguardo disperato, il rossore e l'imbarazzo del tuo volto
– Dovetti sembrarti un vero sprovveduto
– Vuoi scherzare, mai come in quei momenti raggiungesti il centro del mio cuore. Non so quanti altri padri avrebbero saputo uscirne senza combinare guai. Tu invece mi aiutasti a superare le mie paure
– Già, ma fui costretto ad ignorare le mie
– Quando lo compresi sarei voluta venire da te per chiederti scusa
– Perché? Non era accaduto nulla per cui dovessi scusarti
– Quella volta te la combinai davvero grossa, ero talmente impaurita che trovai perfino il coraggio di chiederti di fare quello che avrei dovuto fare io… Dimmi la verità, lo avresti fatto?
– Non lo so – Sussurrò lui abbassando lo sguardo
– Dovevo essere impazzita per non comprendere la tua delusione
– Oh no, ti sbagli, non ero affatto deluso, ero soltanto spaventato e non sapevo cosa fare, ma non deluso
– Non mi comportai da buona figlia, non pensai a te… Non avrei dovuto coinvolgerti
– Non sono d’accordo, invece facesti la cosa giusta
– Fred, mio dio! Ma ti rendi conto di cosa ti chiesi di fare?
– Beh, certo fu un bel terremoto che ci scosse entrambi, però sono sicuro che non lo avresti permesso
– Rispondimi, l’avresti fatto?
– Io ho visto soltanto una donna… tua madre… e per una sola notte e non credo che sarei stato in grado di aiutarti… Non ne ho mai saputo un granché di problemi femminili… Forse è stato un bene… altrimenti avrei potuto combinare chissà quali guai
– Non lo credo… non avevi neppure mai allevato figli… eppure sei stato un padre meraviglioso… Però hai ragione… credo proprio che non te lo avrei permesso… Quella sera utilizzai uno dei tovaglioli che erano sulla tavola… Sai che ancora oggi quando inizia… rivivo ogni istante di quella sera? Ma perché non mi avevi detto nulla di quella cosa? Forse se me ne avessi parlato avremmo tribolato meno tutti e due
– E di cosa?… Per me saresti potuta crescere altri mille anni e mai avrei pensato a te come a una donna… Tu eri il mio pulcino
– Ed ora cosa dici, sono una donna? – Chiese lei sorridendo
Fred annui abbassando lo sguardo
– Certo che lo sei. Sei ancor più bella di quanto avessi mai potuto immaginare
– Perché me lo dici abbassando gli occhi? Debbo pensare che tu stia mentendo?
– No, sei davvero una splendida donna
– Guarda che non puoi più imbrogliarmi… Ti ho forse deluso?
– Ma che sciocchezze dici! – Rispose lui troppo affrettatamente
– Ti prego Fred parlami, non lasciarmi nel dubbio
– Sono soltanto vecchie sciocchezze
– Parlami di quella sera… Se ricordo bene non avemmo molto tempo per parlarne… Quella volta ti delusi, vero?
– No, ma cosa dici!
– Perché… perché ti delusi? – Chiese lei divenendo seria in volto
– No… tu non mi hai mai deluso… È che… Beh, non so se per gli altri sia la stessa cosa… ma per me non fu facile scoprire che stavo perdendo qualcosa che credevo mia
– Tu non mi hai mai perduta – Reagì lei abbracciandolo
– Lo so che è sciocco... ma fu difficile farmi entrare nella zucca che dovevo togliermi dal cuore tutti quei dolcissimi momenti di un'età irripetibile
– Non l’hai fatto, vero? Non provarci Fred… non farlo mai. Non potrei vivere se non avessi la certezza di essere nel cuore di mio padre
– In questi anni ho cercato di farmene una ragione… Sapessi quante volte mi sono ripetuto che era giusto così… ma non ci sono riuscito… Mi sei mancata terribilmente… E ogni volta che pensavo a te sentivo aumentare in me un vuoto che non ho mai saputo riempire
Mentre Fred parlava gli occhi di Cristi si riempirono di lacrime. Si staccò da lui, prese tra le sue una delle sue mani e la portò alle labbra
– Ti chiedo perdono, – Sussurrò lei – ti sto facendo ancora del male
– Tu non hai colpe. Questa è la vita... e nessuno può farci nulla
– Cosa ricordi di quegli anni? – Sussurrò lei con il pianto nella voce
– Ogni istante
– Tutto tutto?
– Tutto. – Mormorò lui con voce sottile – Ogni parola che ci siamo scambiata, ogni carezza
– Anch'io sono ricorsa ai miei ricordi per sopravvivere. Non ho dimenticato nulla... Tu sei il tesoro che ho racchiuso nel mio cuore. Ogni ora, ogni istante trascorso con te sono indelebilmente fissati in me. Sono le cose più preziose che posseggo e ovunque la vita mi abbia condotta ti ho cercato tra milioni di persone
– Il mio pulcino ha pensato a me?
– Ti ho cercato in ogni alito di vento, nei tramonti e in ogni mia lacrima... e conosco molto bene quel dolore, poiché anch'io ho vissuto con un vuoto dentro di me che nessuno era mai riuscito a colmare
– Ed ora non c’è più?
– No, – Sussurrò lei socchiudendo gli occhi – è scomparso nell'istante in cui ho ripreso a volare tra le tue braccia
– Sei dunque tornata per vedermi piangere?
– Sono tornata perché ti appartengo e perché dovrai aiutarmi ancora
– Soltanto per questo?
– Dio, ma lo vedi cosa mi sta facendo? Mi tratta ancora come una bambina. Ma tu credi che esista un altro uomo a cui potrei chiedere aiuto?
– Non lo so, dimmelo tu
– Non c’è. Il tuo ricordo mi ha aiutato ad affrontare la vita come una semplice donna e se ho sofferto ho saputo pregare, se ho avuto paura ho pianto, ma ogni volta il tuo coraggio mi ha spinta ad andare avanti
– Beh, almeno qualcosa di buono l’ho fatto
– Se l’hai fatto? Porca vacca ma perché credi sia tornata da te?
– Prova a dirmelo tu
– Perché sono certa che non riuscirò ad amare nessun altro uomo
– E da quando hai di queste paure?
– Se ricordi bene le ho sempre avute… Accidenti Fred sto parlando di quello che un uomo e una donna fanno con il corpo! Ecco, ora l'ho detto!
– Ne avevamo già parlato quand’eri ancora una bambina
– È vero, ma allora era tutto diverso, ero una bambina
– Ed ora invece? – Chiese lui con un sorriso beffardo sulle labbra
– Tu hai detto che sono una donna e se non mi hai mentito dovrò amare un uomo per avere un figlio
– Beh, a me non sembra che vi sia nulla di strano
– Porca miseria Fred, io non voglio fare cose che non comprendo
Fred rise scuotendo il capo
– Mi torna alla mente una bambina così testona da non voler ammettere cose che invece comprendeva perfettamente
– Parli bene tu, però dovrò essere io a farlo
– Ma tua madre cos’ha fatto, non te ne ha parlato?
– Lo ha fatto molto chiaramente. – Ammise Cristi guardandosi la punta delle scarpe – So quello che debbo fare e ciò che debbo aspettarmi, ma ho il terrore di farlo, lo capisci o no?
– No! Non credo di capirti
– Oddio Fred! Ma che colpa ne ho se non riesco a farmi entrare nella zucca il perché debba farlo
– Perché è l'unico modo per avere un figlio
– Non è vero non è l'unico. Io potrei...
– Non pensarci neppure. Comincio davvero a credere che avrei dovuto prepararti diversamente ad affrontare questa situazione
– Fallo ora ti prego. Tu sei sempre riuscito a tranquillizzarmi
– Sai bene che razza di pasticcione sono, a volte, quando mi trovo a dire cose più grandi di me, mi si lega la lingua
– Ti prego,
– Sapessi almeno di dove cominciare
– Inizia spiegandomi perché deve essere così complicato avere un figlio
– Ma non è vero, è talmente intuitivo che...
– Fred! – Lo interruppe lei sorridendo – Conosco ciò che intendi per intuitivo. So come funziona e tutto il resto
– Allora cosa vuoi che ti dica?
– Prova a cancellare dal mio cuore questa maledetta fifa
– Questo non è possibile, quella che tu chiami fifa ti appartiene come il coraggio e il tuo amore… e poi non crederai d’essere l'unica donna ad averne. Per quanto ne so è un sentimento comune ad ogni ragazza che si trova ad affrontare il tuo stesso problema
– Beh, allora mettiamola così; per quanto riguarda le altre sarà come dici tu, ma per me è diverso
– Non è affatto diverso, tu sei simile a loro
– Oh santo cielo! Ma lo vuoi capire che non potrò mai farlo… io non voglio tradirti
– Ora non dire sciocchezze più grandi di te
– Sciocchezze? Oddio Fred, ma io debbo concedere il mio corpo ad un uomo e tu le chiami sciocchezze?
– Se desideri avere un figlio quello è l'unico modo
– Oh signore quest'uomo è pazzo! Ma come puoi dirlo? Io amo te
– Lo so e mi sarebbe difficile vivere se non fossi certo del tuo amore
– Porca vacca, ma non sei geloso?
– Se lo sono? Sono imperdonabilmente geloso. Lo sono dell'aria che respiri, delle carezze del vento quando ti sfiora, del sole quando ti bacia, della pioggia quando ti bagna, ma cosa posso fare? Posso mai chiedere alla pioggia, al sole o al vento d'ignorarti?
– Allora come puoi propormi di concedermi ad un altro
– Tu non ti concederai ad un altro qualsiasi, ma consentirai all'uomo che ti è stato assegnato di aiutarti a dare vita a ciò che è racchiuso in te
– Io non potrò mai concedere il mio corpo, io appartengo a te
– Ogni essere appartiene in eterno a chi gli ha dato la vita, ma questo non vuol dire che tu debba concluderla nel rimpianto di cose che avresti e non hai voluto fare per rimanere fedele ad un sogno
– Tu non sei un sogno, sei una delle cose più belle della mia vita. Ricordi quando ti chiesi se la nostra vita era un sogno? Ricordi cosa rispondesti? Lo hai dimenticato?
– Potrei mai vivere senza respirare? E potrei mai respirare senza rammentarmi del tuo amore? Non pensarlo neppure
– Oh padre, non posso farlo. Sono stata bene con te, ho trascorso anni meravigliosi, indimenticabili
– Lo sono stati anche per me, ma se il tempo che abbiamo trascorso assieme ti sembra il più dolce da ricordare è soltanto perché appartiene al ciclo incantato della tua infanzia… e dove tu hai trascinato anche me
– Tu neppure immagini quanto vorrei tornare indietro
– Vorrei dirti che anch’io faccio questo sogno, ma il tempo non concede nulla a nessuno
– Se soltanto osassi lasciarmi andare potrei morire di quelle emozioni. Ogni istante della mia vita con te è stato un paradiso. Oh Fred, ma perché? Io ero felice, avevo tutto
– Semplicemente perché ciò che hai vissuto in questa valle è il momento più incantato della vita di ogni uomo e guai se non fosse così. Quello è il tempo in cui nell'animo sbocciano i sentimenti più teneri
– Merito tuo
– Non accreditarmi meriti che non mi spettano, avrei potuto fare ben poco se non mi avessi accordato la tua fiducia
– Voglio tornare ad essere il tuo pulcino
– Lo sei e lo sarai per l'eternità
– Perché sono cresciuta? Perché non mi hai fermata? Il resto della mia vita non è stato come quello vissuto in questa valle
– Non permettere che il dolore appanni la coscienza. Accanto a tua madre hai vissuto una splendida adolescenza
– Voglio tornare a vivere con te e la mamma
– E tu credi che noi non lo vorremmo? Tornare a rivivere quegli istanti è il nostro sogno segreto, ma non è possibile, non abbiamo più nulla da insegnarti… ed ora tu hai il dovere di fare le tue scelte
– Ma che cavolo dici! Da sola non riuscirei a cavare un ragno dal buco… ho ancora bisogno del mio uomo?
– Sono tuo padre, non il tuo uomo
– Oddio scusami, non intendevo offenderti. So bene che sei il mio adorato padre, ma tu sei anche l’uomo che mi ha dato la vita… che mi ha cresciuta… l’uomo a cui debbo chiedere il consenso per amare un altro uomo
– Ecco… queste sono parole che mi rendono un padre felice… ma in quanto al resto, non hai alcun bisogno del mio consenso
– Oh si che ne ho bisogno, io tremo al solo pensiero che un altro uomo possa toccarmi
– Mi dispiace amore… ma non esiste un'altra strada da seguire
– Si… me ne rendo conto… e so che dovrà accadere… ma se dovessi farlo senza il tuo consenso mi sembrerebbe di tradirti
– Lascia da parte i tradimenti e stupidaggini del genere, le tue scelte saranno gli unici pilastri della tua vita… ed io sarò sempre pronto ad appoggiarle. L’unica cosa di cui hai veramente bisogno, è convincerti che i tuoi timori non sono diversi da quelli di molte giovani donne che come te sono in attesa di quel momento magico
– Tu lo chiami magico?
– Beh, forse non lo sarà per tutte voi, però è meno complicato di quanto si possa credere
– Come si fa a riconoscere quel momento?
– Ve ne accorgerete
– Come?
– Sarà molto facile, poiché improvvisamente vi troverete di fronte alle vostre coscienze e al vostro coraggio e sarete sole a dover fronteggiare strane sensazioni d’incompletezza e di colpa. Quello sarà il momento in cui sentirete nascere in voi il bisogno di chiudere quel cerchio che si è aperto nel momento stesso della vostra nascita
– A me non è accaduto nulla di tutto ciò
– Non è detto che tutte le donne scoprano nello stesso istante la vocazione per la maternità
– E come si fa a capirlo? Cosa si prova?
– Questo non riesco neppure ad immaginarlo, ma dovrebbe trattarsi di un’emozione così violenta da scombussolarvi in ogni senso e immagino che debba iniziare quando incontrerete lo sguardo di un certo uomo
– Un solo sguardo può causare tutto questo?
– Ricordi la volta che prendesti una scarica elettrica maneggiando la pompa dell'acqua? Beh, immagina qualcosa mille volte più potente
– Cavoli! Allora si rischia di morire
– No, ma certamente il vostro cuore riceverà una bella scossa
– Ecco fatto! Come se non fosse sufficiente quello che ha dovuto subire il mio povero cuore
– Eppure qualcuna afferma che sia estremamente piacevole
– Una scarica elettrica non è mai piacevole, te lo assicuro
– Cosa vuoi che ti dica, io non sono mai stata una donna
– Vorrei vedere e poi cosa succede?
– E poi? Ma perché non lo chiedi a tua madre? Lei saprebbe descriverti alla perfezione quanto accade ad una ragazza
Cristi scosse il capo con sulle labbra un sorriso beffardo
– No, voglio sentirlo da te
– Mi conosci, sai che pasticcione sono. Non è facile
– Non importa, tu provaci ugualmente
– Posso soltanto provare a descriverti quello che immagino
– Bravo, immagina, immagina
– Okay… vediamo… Potrebbe accadere che dall'istante in cui quello sguardo vi avrà fulminate, ad ognuna di voi capiti di sentirsi diversa
– Diversa come?
– Ad esempio il cielo potrebbe assumere colori mai visti prima, oppure guardandovi nello specchio potreste scoprire d'essere ogni volta meno belle
– Non ti fermare vai avanti, la cosa diventa interessante
– Cos'altro posso dirti?
– Prova ad inventati qualcosa. Tua moglie afferma che sei bravissimo a far vedere le stelle anche di giorno
– Tua madre ha sempre voglia di fare dello spirito, ma lei sa benissimo come sia facile soffrire d’insonnia quando si è innamorati… oppure scoprire come le notti possano diventare troppo lunghe
– A te cos'è accaduto quando t'innamorasti della mamma?
– Oh beh e chi se ne ricorda. È accaduto tanto tempo fa
– Ho capito, non vuoi parlarne. Poi cos’altro potrebbe accadere?
– Ad esempio a qualcuna di voi potrebbe accadere di provare l'irragionevole voglia di piangere senza una ragione apparente
– Oh che bellezza! – Esclamò Cristi
– E magari perdere l'appetito
– Stai scherzando, vero?
– Niente affatto
– Cavoli, se dovesse capitare a me sarebbe un bel risparmio! E poi?
– Potrebbe accadere che senza una vera ragione tutto vi appaia più bello... e magari vedere splendido un giorno di pioggia
– Sai cosa penso?
– Posso immaginarlo, ma sentiamo
– Che tu voglia prenderti gioco di me
– Beh, non è detto che tutto ciò possa davvero accadere Per fortuna non siamo tutti uguali
– Ho paura che tutta questa storia non sia altro che una grossa seccatura
Fred rise di gusto. – Non sei andata troppo lontano, in un certo senso potrebbe diventarlo davvero
– Quale altro guaio debbo aspettarmi?
– Potresti voler dare un significato ad ogni cosa
– Io do sempre un significato a ciò che mi accade
– Intendevo emotivamente. Ad esempio un fiore potrebbe non essere più soltanto un fiore
– E cosa potrebbe diventare, un sandwich?
– Hai ancora l'abitudine di pensare con lo stomaco?
– Purtroppo si... Cosa potrebbe diventare un fiore?
– Un paradiso indimenticabile
– Oh bene!
– Oppure scoprire come uno sguardo potrebbe farti fremere e un ritardo farti piangere
– Sembra che tu descriva i sintomi di una malattia
– È vero e in effetti è come contrarre una malattia che nessun medico è in grado di curare
– Quella malattia non è nuova per me, la conosco bene
– Ti sbagli, perché se i sintomi possono sembrare gli stessi la malattia è assai diversa
– So bene cosa significa amare
– Ne sono certo, ma ciò di cui stiamo parlando è un amore diverso da tutti gli altri
– Vuoi impressionarmi ancora?
– No e te ne accorgerai quando scoprirai che quel sentimento è capace di cancellare dal tuo cuore ogni paura per far posto all'amore di un uomo
– È dunque questo l'ultimo atto dell'amore?
– No… Il mio pulcino ha conosciuto quel poco d'amore che ho saputo donargli, quello grande di sua madre e quello meraviglioso di suo figlio. Il suo cuore ha amato la Terra, i suoi amici e i suoi nemici. Ora non gli resta che conoscere l'amore di un uomo
– Quale amore potrà mai essere più grande del tuo?
– L'amore per la vita. Quel sentimento capace di far fremere il tuo corpo con la potenza del tuono e saprà farti dimenticare ogni cosa. Un'emozione che impegnerà tutti i tuoi pensieri, il corpo e l'anima
Cristi sorrise socchiudendo gli occhi in quel suo caratteristico vezzo
– Nulla saprà cancellarti dal mio cuore
– Invece credo che per un certo periodo dovrò restarmene in un angolino
– Dovrà essere ben grande quell'amore se vorrà relegarti in un angolino. In questi anni ho incontrato molti uomini e qualcuno veramente da incorniciare, ma quello che ho nel cuore è ancora più vasto di quando ti lasciai. È un incendio che non può essere più domato
– Lo sarà quando incontrerai l'uomo a cui sei stata destinata
– E proverò quelle cose? Perderò l'appetito e tutto il resto?
– Immagino di si
– Ma se dovesse accadere… che genere di amore sarebbe il mio se poi dovrò lasciarlo? – Chiese osservandolo e divenendo improvvisamente seria – So bene cosa significa essere abbandonati dalla persona che si ama, si può desiderare la morte e sarebbe come andare contro i tuoi insegnamenti
– Anche tua madre scelse di lasciarmi e fu per la stessa ragione; la salvezza dell'universo
– E tu credi che la salvezza dell'universo possa interessare un uomo che ama? Potrebbe morirne
– Non devi temere, mi prenderò cura di lui. Ormai so essere un buon padre
– Tu dovrai venire con me
Fred scosse il capo
– Mi dispiace tesoro, ma ho paura che dovrò darti un dolore. A me non è concesso seguirti, il mio compito termina qui
– Quale compito? No, non è vero…
– Quello d’introdurti nel tuo regno – Sussurrò lui mentre un nodo alla gola gl'impedì di continuare
– Io non voglio perderti ancora… non posso! – Mormorò lei con un malcelato sentimento di terrore nella voce
– Tu non mi perderai così come io non perderò te
– No… – Singhiozzò lei – Oddio non farmi questo… il tempo cancellerà il mio ricordo dal tuo cuore
– Hai così poca fiducia nel mio sentimento?
– Ho troppa paura… Cosa me ne farei dell’universo se dovessi perdere mio padre
– Noi non ci perderemo… Tu resterai per sempre la mia luce, il mio fiore meraviglioso… ed io sarò sempre ad un passo dietro di te, ricordalo

Dominando l'intelletto Cristi riprese il controllo di se, serrò forte gli occhi per trattenere le lacrime e quando li riaprì il suo sguardo era vivido – Abbracciami padre, – Sussurrò – fa che possa fissare in me quest'istante

Fred la strinse forte a se, poi la lasciò per voltarsi verso il fuoco morente.
Per un eterno istante lei rimase in silenzio lottando con il suo dolore, poi, prima di voltarsi ed uscire dalla stanza, sollevò le mani, lo accarezzò sulle spalle e sfiorando la sua mente con un bacio sussurrò
– Ora tu sei in me e io porterò il tuo ricordo in eterno

La porta sulla veranda rimase aperta e Fred, ascoltando i suoi passi sulla neve, rivide, nella memoria, una lattina di birra che brillava alle prime luci di un alba ormai tanto lontana.


The Beginning
Nelle nostre vite c'è un solo colore che dona senso all'arte e alla vita stessa: il colore dell'onestà mentale.

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Re: Quella sera di Marzo…(Un padre meravigliosamente strano)

da vaibhava das » 1 dicembre 2017, 12:47

La storia spazia su anni. Dura quanto la storia della Grecia da Priamo ai colonnelli. Una transiberiana. La musica del sottofondo, comunque, s'intona magistralmente.

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ZERO
 
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Re: Quella sera di Marzo…(Un padre meravigliosamente strano)

da ZERO » 1 dicembre 2017, 16:20

Grazie!
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