Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

Regole del forum
Testi e qualsiasi altro mezzo espressivo di natura umoristica e satirica afferente Personaggi Avvenimenti della società
Avatar utente
malatesta
 
Messaggi: 1193
Iscritto il: 6 marzo 2015, 22:00
Ha ringraziato: 0 volte
E’ stato ringraziato: 248 volte

Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

da malatesta » 24 novembre 2015, 0:05

Attento a scrivere, non sempre chi legge lo fa per comprendere il pensiero vero di chi scrive, anzi, a volte è in cerca di virgole, virgolette e inciso per tradurre in ben altro le parole, soprattutto poi quando il tuo è un pensiero da individuo e non di massa, sappi che scrivi a tuo rischio e spese, a volte anche pagando con la libertà del corpo, mai della mente, e se non basta, pure con la morte.”

Stasera al binario tredici ero in umida attesa del treno di rientro e riflettendo su quanto mi era appena capitato agli ingressi in stazione, insieme ad un inatteso moto dell’animo verso un sorriso amaro, mi sono venute alla mente le prime critiche che lessi a suo tempo sul film che Benigni dedicò con raro amore all’olocausto vissuto dagli Ebrei.
“Come si è permesso costui, poco più che un comico, di far sorridere su uno dei più gravi peccati di cui l’umanità si sia mai macchiata!?”, questo era il giudizio di quei critici di massa, salvo che poi le loro dichiarazioni scomparvero da ogni dove o peggio ancora si trasformarono in sperticati elogi dopo l’assegnazione degli Oscar.
Nonostante l’invito di mio padre alla cautela nell’usare quella scure sottile che sono le parole, tante volte ho disobbedito, lui non era come un prete, ma quel piripis che portava con fierezza di operaio di una ferrovia privata, diceva del suo essere molto più del suo apparire, e perciò sono ancora qui che scrivo sapendo di disobbedire.
Lo indossava a lavoro sempre, nella vita privata e d'inverno anche in casa, metteva il cappello a falde larghe sono con la cravatta, lui sapeva come vestire, in fondo era un uomo con i reggicalze, io invece mi limito a coprire la testa solo nella stagione fredda, ma unisco l’uno all’altro copricapo senza che lo spartiacque sia la cravatta, piuttosto è l’insieme di quello che oggi fa moda chiamare outfit che mi fa scegliere.

Oggi sono uscito di casa con un cappotto di cotone caldo con gilet interno sopra uno spezzato jeans e giacca blu, cravatta in tono su camicia bianca, con scarpe alte in cuoio e suola carrarmato, con il mio piripis sempre blu a proteggermi dal primo freddo, e per essere intonato ho preferito lo zaino alla solita borsa da lavoro, il tutto non proprio nuovo di acquisto, anzi lo zaino e le scarpe fin troppo lise, ma fa tanto outfit, appunto.
Dopo un lunedì per niente facile, mi sono presentato stanco e frettoloso al posto di controllo agli ingressi della stazione, ho mostrato lo smartphone con il codice del biglietto per entrare, ed in quel mentre è arrivata una chiamata.
“Asiya Hamida Al Mokki chiama”, ed insieme al nome è apparso il viso tunisino della mia collega, mentre è partita a tutto volume la suoneria a lei abbinata con la musica del film “Totò le mokò”.
“Cazzo, proprio adesso, non ci voleva”, mi è scappato con una smorfia, ma non sono riuscito a dire altro, ero già stato sollevato sottobraccio da due giovanotti in divisa mentre attorno si faceva vuoto e silenzio dove prima c’era il caos.
Sarà stata la mia passività, il mio sorriso latino, ma mi hanno rimesso sulle gambe con le mani sul cofano della jeep con troppa dolcezza per essere un terrorista.
“Via quel basco”, mi ha gridato quello che sembrava il capo tra di loro, ricordandomi il “giù il cappello” di Fabrizi camerata a Totò cavaliere Cocozza, “siamo in Italia mica in Francia”, ha continuato, “qui solo noi possiamo portarlo, cosa crede”.
La situazione era al limite tra il molto serio e lo scherzo, ma date le premesse ho trattenuto il sorriso che pure voleva apparire sulle mie labbra, e ho cercato una giustificazione.
“Non è un basco, è un piripis”, ho sommessamente detto, levandolo e porgendolo quasi come una prova della mia innocenza.
“Si dirà piripis in arabo, ma sempre un basco è”, ha sentenziato un altro, “perciò lo tolga se non vuole guai”.
“Prego”, ho detto, porgendo il copricapo e il cellulare, certo che fosse stata la mia collega Asiya a insospettire i controllori, poi ho tolto anche lo zaino pensando che volessero guardarci dentro.
Hanno preso solo il piripis, lo hanno guardato per bene, lo hanno rigirato come un calzino, hanno letto la targhetta della marca, lo hanno anche annusato, poi il più vecchio tra loro ha sentenziato.
“No, non è militare, è come quello che portava Fantozzi nei suoi film”, e tutti hanno preso a ridere della battuta e soddisfatti dell’esito della loro indagine.
“Può andare”, mi ha detto consegnandomi il piripis sempre quello che sembrava il capo, “queste sono giornate di tensione, noi dobbiamo stare attenti ad ogni piccolo particolare, la prossima volta agli ingessi stia più calmo, uno che va di fretta con un basco in testa insospettisce parecchio, deve capire”.

Sono andato via pensando che mio padre riuscì a vedere i primi due film di Fantozzi e rise di gusto del piripis che il ragioniere portava.
“Meglio in testa a lui che ai militari”, disse, e aveva ragione.
Ultima modifica di malatesta il 24 novembre 2015, 8:41, modificato 1 volta in totale.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren

Avatar utente
vaibhava das
 
Messaggi: 1888
Iscritto il: 15 dicembre 2014, 20:37
Ha ringraziato: 24 volte
E’ stato ringraziato: 622 volte

Re: Chi ha paura del Piripis?

da vaibhava das » 24 novembre 2015, 7:55

Consiglio, ai rimatori, la cuffia dantesca con le alette con i lacci, quella a sopratonaca. Qua a Firenze la si porta, negli ambiti letterari, d'uffizio. Somiglia al copricapo degli aviatori: del resto, noi ci si eleva, mediante lo stilo ed il calamaio, alle cerchie superne del firmamento, appellate: Cantiche.

Avatar utente
f.almerighi
 
Messaggi: 1565
Iscritto il: 15 dicembre 2014, 10:27
Ha ringraziato: 199 volte
E’ stato ringraziato: 595 volte

Re: Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

da f.almerighi » 24 novembre 2015, 14:39

fai come me, mai portato il pirirpis se non al militare...

Avatar utente
malatesta
 
Messaggi: 1193
Iscritto il: 6 marzo 2015, 22:00
Ha ringraziato: 0 volte
E’ stato ringraziato: 248 volte

Re: Chi ha paura del Piripis?

da malatesta » 28 novembre 2015, 10:02

vaibhava das ha scritto:Consiglio, ai rimatori, la cuffia dantesca con le alette con i lacci, quella a sopratonaca. Qua a Firenze la si porta, negli ambiti letterari, d'uffizio. Somiglia al copricapo degli aviatori: del resto, noi ci si eleva, mediante lo stilo ed il calamaio, alle cerchie superne del firmamento, appellate: Cantiche.


La consigli anche ai prosatori?
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren

Avatar utente
malatesta
 
Messaggi: 1193
Iscritto il: 6 marzo 2015, 22:00
Ha ringraziato: 0 volte
E’ stato ringraziato: 248 volte

Re: Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

da malatesta » 28 novembre 2015, 10:03

f.almerighi ha scritto:fai come me, mai portato il pirirpis se non al militare...


Sarebbe come perdere una parte della testa, non possibile.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren

no avatar
LidiaG
 
Messaggi: 1364
Iscritto il: 15 dicembre 2014, 12:13
Ha ringraziato: 517 volte
E’ stato ringraziato: 533 volte

Re: Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

da LidiaG » 4 dicembre 2015, 10:05

L'abito non fa il monaco ma il piripis fa l'arabo...se poi ci aggiungi lo zaino e la collega tunisina allora diciamo che non solo informalmente ma in modo classicamente formale uno se lo va proprio a cercare il brivido del fermo di polizia :)
ah le forze dell'ordine ci stanno attente alla forma
come i regimi stanno attenti alle parole e alle virgole

Una pagina che non delude perché propone molti spunti di riflessione sul presente tragico, ma anche sul tragicomico del passato prossimo e meno prossimo, sulla tragicità e sulla tragicomicità della realtà e della finzione scenica, tra le interpretazioni cinematografiche di Fantozzi Totò e Benigni, una riflessione sull'autorevolezza della critica letteraria e cinematografica, l'importanza dell'essere e dell'apparire....insomma come spesso accade leggendoti una lettura a ventaglio di ricordi intimi, di ironia, di attualità e storia, presente e passato disegnati con sorriso agrodolce.
Ciao
"C’è una foresta vergine in ciascuno di noi in cui preferiamo addentrarci da soli. Avere sempre la solidarietà, essere sempre accompagnati, essere sempre compresi, sarebbe intollerabile."
Virginia Woolf "Collected Essays"

Avatar utente
malatesta
 
Messaggi: 1193
Iscritto il: 6 marzo 2015, 22:00
Ha ringraziato: 0 volte
E’ stato ringraziato: 248 volte

Re: Viaggi in classe zero - Chi ha paura del Piripis?

da malatesta » 10 dicembre 2015, 0:30

LidiaG ha scritto:L'abito non fa il monaco ma il piripis fa l'arabo...se poi ci aggiungi lo zaino e la collega tunisina allora diciamo che non solo informalmente ma in modo classicamente formale uno se lo va proprio a cercare il brivido del fermo di polizia :)
ah le forze dell'ordine ci stanno attente alla forma
come i regimi stanno attenti alle parole e alle virgole

Una pagina che non delude perché propone molti spunti di riflessione sul presente tragico, ma anche sul tragicomico del passato prossimo e meno prossimo, sulla tragicità e sulla tragicomicità della realtà e della finzione scenica, tra le interpretazioni cinematografiche di Fantozzi Totò e Benigni, una riflessione sull'autorevolezza della critica letteraria e cinematografica, l'importanza dell'essere e dell'apparire....insomma come spesso accade leggendoti una lettura a ventaglio di ricordi intimi, di ironia, di attualità e storia, presente e passato disegnati con sorriso agrodolce.
Ciao


E' un piacere rileggerti nei commenti, dici che me le vado a cercare certe situazioni limite? Sarà, ma il livello di guardia al quale siamo arrivati porta a volte a situazioni tragicomiche, io che vivo tra stazioni di treni e aeroporti, ne vedo tante, forse troppe, hai ragione che certi riferimenti sembrano troppi tutti insieme, ma nella scrittura breve è così, c'è chi vi trova spunti come te, c'è chi legge solo ovvietà, pensa che ho un'amica alla quale Totò, Fantozzi e Benigni danno ansia, e non si domanda perché.
"L’amore è abbondante, e ogni relazione è unica"
Andie Nordgren


Torna a Umorismo e satira

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron